Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Le Borse continuano a viaggiare sui massimi, a partire da Wall Street che segna nuovi record storici: quali le attese nel breve?

Tutti i mercati corroborati da un'attenta e veloce vaccinazione, come Inghilterra, USA, Francia e Germania, sono sostenuti da produzione autoctona o tramite consociate.

Guarda caso solo l'Italia, pur avendone parlato già dallo scorso autunno, e giudicando il progetto troppo impegnativo ed in là con i tempi, non ne ha fatto nulla, facendo passare appunto sei mesi!

Tutti i mercati citati prima, sospinti dagli USA, hanno il fiato corto e dipendono appunto dagli stessi mercati americani.

Da notare un sempre più faticoso su e giù fra loro, del Dow Jones e del NASDAQ, mentre il più affidabile e scambiato S&P500 potrà raggiungere anche dei livelli di un centinaio di punti superiori agli attuali.

Si tratta di livelli su cui concordano le maggiori case d'affari, inclusa  Goldman Sachs.
Giudichiamo inutile ed oltretutto dannoso accodarsi agli ultimi incalliti e strumentali rialzi per lucrare un misero 2%/3% lordo.

Meglio stare fermi ora perchè è troppo sbilanciato il rapporto rischio-beneficio.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha frenato un po’ dopo aver toccato massimi dell'anno. C’è il rischio di ulteriori ritracciamenti o si aspetta una ripartenza al rialzo?

L'Italia è l'ultima ruota del carro che forse si riprenderà alla fine del prossimo anno, se non verrà "strozzata" da un programma di sudore e lacrime, imposto per recuperare i soldi sciupati solo dagli ultimi tre governi del biennio 2020/2021.

La prossima piccola spallata per il Ftse Mib avverrà alla rottura dei 24.200 punti del future con scadenza giugno, con raggiungimento di area 23.800/23.900.

Della serie ribasso porta ribasso, amplificato da scossoni più violenti degli USA, in forte ipercomprato di medio lungo termine.

Discese in media di un buon 10% degli USA, saranno amplificate in oltre il 10% dal più vulnerabile indice Ftse Mib, fino a pervenire prima a 22.500/22.600 punti e poi intraday a 21.800/21.900 punti, con estensioni fin verso i 21.200/21.300 punti nella peggiore delle ipotesi.

Forse verrà rispettato quest'anno il "sell in May and go away", una volta staccati fra maggio e giugno tutti i dividendi che ancora fanno impazzire i nostri investitori cassettisti.

Banco BPM e Bper Banca risalgono la china dopo i cali delle ultime sedute: cosa può dirci di questi due titoli?

Noi pensiamo che solo la speculazione più debole sia uscita, ma che i prezzi di queste due interessantissime azioni bancarie, siano rimaste appaiate nonostante lo storno fisiologico.

Banco BPM dai massimi di area 2,5 euro è pervenuto leggermente sopra 2,35 euro e BPER BANCA da 2,05 a 1,9 euro.
Su questi livelli i due bancari possono essere ricomprati ma minor quantità, se già acquistate e tradate dai minimi 2020.

Invece di usare uno stop loss, per aumentare la profittabilità il consiglio è di vendere solo opzioni call out the money, e meglio ancora sui prezzi massimi dei titoli raggiunti ed indicati prima.

ENI e Saipem offrono interessanti opportunità di acquisto sui livelli attuali? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Solita grande ed importante differenza fra i due titoli oil, entrambi influenzati in differente misura dai corsi del Petrolio.

ENI, il secondo titolo per capitalizzazione, ha una liquidità paragonabile ad una big cap Usa, una ottima disponibilità di opzioni, un importante dividendo, di cui un anticipo versato in autunno, ed un range ben definito e ben cavalcabile per un sano trading.

Dopo essere pervenuto ai massimi di periodo e degli ultimi 12 mesi, ENI si sta" riposando" poco sopra i 10 euro.

Per un'ottima nuova entrata, considerando un inizio di ripartenza del petrolio WTI giunto a superare i 60 dollari, potremo già iniziare con dei piccoli acquisti in area 10/10,10 euro.

Meglio ancora sui nuovi supporti di breve a 9,80/9,90 euro, vecchia importante resistenza.

Per Saipem, considerando l'alta volatilità, l'ampio range degli ultimi 12 mesi, ossia 2,05-2,75 euro, con tendenza del trend verso la fascia bassa, ci aspettiamo più un ritorno poco sopra i 2,05 euro che poco sotto i 2,75 euro.

Ovviamente Saipem non è un titolo da trading, scarso di opzioni liquide e con ridotto spread, oltre che con un dividendo non paragonabile a quello di ENI.
Preferiamo di gran lunga quest'ultimo ed eviteremmo Saipem.

Il petrolio sta provando a riposizionarsi sopra quota 60 dollari al barile: quali i possibili scenari nelle prossime sedute?

Solo un possibile, ma poco probabile dollaro forte contro euro, potrà portare ancora giù il petrolio in area già testata di 56/57 dollari.

Se, come invece è più probabile che accada, il dollaro si indebolirà contro euro, fino ai massimi degli ultimi 12 mesi posti a 1,23, con possibili estensioni fino a quota 1,25, il petrolio potrebbe schizzare fino ai massimi già testati recentemente in area 67 dollari.

Il tutto al netto di quello che potrà accadere sui tagli della produzione e relativa diminuzione delle scorte, sostenute dalla ripresa dei consumi extra Cina ancora lontana.