Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari mostrando un andamento nervoso, alternando sedute positive e negative. Quali i possibili scenari nelle prossime sedute?

La fase di nervosismo che si vive sui principali mercati azionari e che sembra colpire maggiormente quelli a stelle e strisce, si può dire che è partita il giorno in cui il Segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, aveva dichiarato che la Federal Reserve sarebbe stata pronta ad alzare i tassi d’interesse nel caso in cui l’economia americana avesse corso più di quanto preventivato.

Nonostante il passo indietro arrivato qualche ora dopo, possiamo dire che da quel giorno qualcosa si è “incrinato” in quel rally che aveva spinto la maggior parte dei mercati a toccare nuovi massimi di sempre.

Nelle ultime ore a mettere ulteriore “benzina” sul fuoco sono state le “minute” della Fed che, guardo caso, per la prima volta hanno parlato di un possibile Tapering nel caso in cui l’inflazione statunitense dovesse rimanere su livelli alti.

Quali sono i principali driver che guideranno i mercati azionari nel breve? A cosa consiglia di fare attenzione in particolare?

Senza dubbio credo che i prossimi market mover a cui guarderanno gli investitori saranno i dati macro per capire appunto se l’economia statunitense si sta surriscaldando.

Sembra paradossale, ma eventuali dati sotto le attese potrebbero essere accolti positivamente dal mercato, in quanto si allontanerebbe il cambio di passo di politica monetaria da parte della Banca Centrale americana.

In questo contesto gli occhi saranno tutti rivolti alle varie Banche Centrali che ancora una volta detteranno i tempi sui vari mercati finanziari.

Ulteriore driver rimangono sempre la campagne di vaccinazione, la cui velocità sta portando molti Paesi ad “aprire”.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha visto fallire per il momento l'attacco ai massimi dell'anno: cosa aspettarsi ora?

Nonostante la mancata conferma dei prezzi oltre la soglia dei 25 mila punti, rimangono ancora intatte le possibilità per il Ftse Mib di inviare quel segnale di forza atteso oramai da tanti anni.

Nel breve di fondamentale importanza sarà la tenuta dei 24.400-24.500 punti, sopra cui si dovrebbero avere allunghi in direzione dei 24.750-24.800 punti e a seguire verso i massimi di periodo toccati durante questa settimana.

Al ribasso, solo con discese del Ftse Mib sotto l’area dei 24 mila punti si avrebbe un segnale di debolezza.

Tra i titoli che andrei a monitorare troviamo senza dubbio le banche, nonostante le brutte notizie arrivate ieri dal Governo sul mancato aumento degli incentivi fiscali alle aggregazioni.

Nello specifico guarderei il titolo BANCO BPM in caso di discese verso i 2,50 euro, da valutare per un acquisto con eventuali target sulla soglia dei 3 euro.

Da seguire Campari che, dopo aver superato nella seduta di ieri i 10,20-10,25 euro, si è aperto la strada per un ritorno sui massimi in area 10,50 euro.

Uno sguardo a Poste Italiane con conferme sopra gli 11,40-11.45 euro ed infine Esprinet con rialzi oltre i 14 euro.

L'euro-dollaro continua ad oscillare per il momento intorno ad area 1,22: c'è spazio per nuovi allunghi?

Le notizie arrivate nella serata di mercoledì hanno senza dubbio rafforzato leggermente il biglietto verde e dalla parte opposta indebolito la nostra moneta unica.

Dal punto di vista grafico, una salita delle quotazioni dell'euro-dollaro oltre area 1,218 confermerebbe il trend rialzista dell’euro, partito nel mese di aprile, e che potrebbe accompagnare i prezzi verso gli 1,225 e a seguire verso i massimi degli ultimi anni situati in area 1,235.

Al contrario, discese sotto gli 1,218 innescherebbero una correzione con primi target sugli 1,2060.

Il petrolio ha subito una decisa frenata dai recenti top: vede il rischio di ulteriori ribassi?

Sulle ,aterie Prime bisognerebbe fare un discorso più ampio perchè sono stati proprio i record “macinati” dalle stesse, ad avere avuto un impatto importante sulla risalita dell’inflazione.

Per quanto riguarda il Crude Oil, trend di breve ribassista che dovrebbe spingere le quotazioni verso i primi importanti supporti sulla soglia dei 60 dollari al barile.

In caso di mancata tenuta di questa soglia si innescherebbe una correzione più profonda verso i 57,50 dollari che rappresentano i minimi di marzo 2021.

Al contrario prosegue il recupero dell’Oro che dopo aver superato i 1.870 dollari l’oncia aumenta le chance di una prosecuzione verso la soglia dei 1.900 dollari.
Al ribasso segnali di perdita di “momentum” si avrebbero con ritorni sotto i 1.810-1.805 dollari.

Per rimanere sul settore segnalo la forte volatilità sulle criptovalute, con il Bitcoin che ha perso quasi il 50% dai 60mila dollari toccati nei primi 10 giorni di maggio.

I motivi di questa forte correzione li troviamo non solo nei tweet di Elon Musk contro il settore, ma soprattutto nell’allarme lanciato dalla Banca Centrale Cinese.

Graficamente, per il Bitcoin è da monitorare la soglia dei 30mila dollari, perchè in caso di rottura i prezzi potrebbero dirigersi velocemente verso i 25mila dollari e a seguire in direzione dei 20mila dollari.