Di seguito riportiamo l'intervista a Stefano Sabetta, Analyst cooperator Ortex, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib sta raggiungendo livelli sempre più alti sulla scia del report avviato nelle scorse settimane. Vedremo nuovi rialzi a breve?

Situazione dei mercati piuttosto attendista, in evidente attesa di qualche spunto per intraprendere un vero trend direzionale.

La situazione appare compressa, dopo il V-reversal del 7 marzo, il future sul Ftse Mib si trova al test della media mobile semplice a 9 periodi discendente sul time frame settimanale.

Quello in atto sembra essere un fisiologico movimento di pull back ribassista che mira a testare la trend line inclinata positivamente che unisce i minimi del 3 marzo e del 26 ottobre 2020.

Tutta l’area compresa tra i 25.000 ed i 25.300 punti sarà la zona di resistenza chiave che si dovrà superare per capire se il nostro indice avrà la forza di recuperare tutto lo scarico di un mese fa coincidente con la tensione ucraina.

Da un punto di vista supportivo importante, la tenuta dell’area 24.160/23.925 che costituirebbe la premessa di un ri-test successivo di almeno il 50% di tutta la salita di inizio marzo.

Effettuando un’analisi intermarket, una simile situazione di compressione si trova anche sul principale indice mondiale S&P500, per il quale le contrattazioni potrebbero fornire delle indicazioni rialziste se banalmente si portassero stabilmente sopra i 4.584 punti o viceversa ribassiste se violassero il livello di 4.495 punti.

Importante è il ritorno degli indici di volatilità Vstoxx e Vix sotto il livello di 30.
Gli indici, tuttavia, sono su zone supportive, per cui per il breve sono sempre possibili accelerazioni che potrebbero innescare eventuali ribassi di breve termine.

Come valuta l’attuale impostazione di ENI e Saipem e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

ENI, dopo essere arrivata sull’ultima resistenza a 13,72 euro e dopo un tentativo di rottura, è tornata sotto una trend-line di lungo termine discendente che unisce i top di fine dicembre 2014 con quelli dell’agosto 2018, mentre osserviamo una prima divergenza ribassista su alcuni oscillatori.

È importante per il titolo mettersi sopra il livello menzionato, sempre che il WTI riesca a mantenere quantomeno le attuali quotazioni e non vada a rompere la media semplice a 50 periodi dove la commodity si è appoggiata.

Per il breve termine il livello chiave da monitorare per ENI è a 13,034 euro, mentre discese sotto i 12,60 euro potrebbero innescare correzioni più importanti a causa della rottura delle trend line ascendente che sostiene le quotazioni dal novembre del 2020.

Per quanto riguarda Saipem, l’attenzione degli investitori è tutta concentrata a capire l’entità e le modalità di aumento di capitale nel quale è coinvolta anche la controllante Eni.

Nelle nostre aspettative non riteniamo che il titolo possa scendere sotto l’euro e di fatto i volumi in ingresso questi giorni autorizzano a farci pensare questo.

Ovviamente sarà necessario attendere il progetto di aumento per avere un quadro chiaro.
Il titolo è interessato dalla presenza di 6 hedge funds che vendono allo scoperto il 7,66% del flottante.

È inoltre probabile che sul titolo nelle prossime settimane si affaccino, con apparente vendita allo scoperto, i fondi hedge che tipicamente sono attivi in attività di arbitraggio sugli aumenti di capitale.

Enel si è appena riportato sopra quota 6 euro, mentre Terna sta segnando nuovi massimi storici. Qual è la sua view su questi due titoli?

Buono il recupero dai minimi del titolo Enel che sembra aver finito di scontare gli eccessi, dovuti alle aspettative sull’aumento dei tassi di interesse a cui il titolo è inversamente correlato.

Necessaria ora una fase di accumulazione il primo test, in un’eventuale prosecuzione della risalita si avrà in zona 6,59 euro, dove inizia una ampia zona resistenziale che termina a 7,25 euro sul time frame trimestrale.

Il titolo ha mantenuto intatto il trend di fondo dopo una finta rottura di una trend line ascendente, visibile sempre sul time frame quarterly, che sostiene le quotazioni dal luglio del 2012 e congiunge i minimi del 2018.

Enel è interessante in un’ottica di lungo termine grazie ad un generoso dividend yield del 6,68%.
Ovviamente il peso del debito rende sempre sensibile il titolo agli aumenti dei tassi che, tuttavia, al momento sembrano essere interamente scontati nelle attuali quotazioni.

Per quanto riguarda Terna, bisogna considerare che il titolo è in una zona che non consente un’analisi tecnica valida se non sull’eventuale ritracciamento.

Per il momento un primo supporto valido è a 7,50 euro, anche se torneremo ad essere compratori sui ritracciamenti intorno ad area 7,19 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase e a quali consiglia di guardare ora?

Guardiamo con grande interesse il titolo Generali. Oltre all’interessante vicenda che prosegue da mesi per la corporate governance della società, il titolo ha finalmente rotto una zona di trading range laterale pluriennale che accompagna il titolo dal 2009.
In caso di eventuali ritorni in area 19 e 18,59 euro, entreremmo in posizione long.

Da monitorare anche OVS dopo il recupero dello scorso mese dopo una finta rottura.
Al momento preferiamo mantenere il titolo in watchlist, ritenendo che il titolo possa iniziare un periodo di accumulazione che tuttavia richiede ulteriori conferme.