Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è tornato sui massimi già avvicinati a luglio, da cui è stato respinto fino a ora. E' la volta buone per andare avanti o si tornerà indietro da qui?

Per il Ftse Mib l'area dei 22.800 è una resistenza invisibile, rappresentata dal 61,8% di Fibonacci dell'ultimo storno.

Se prendiamo il massimo relativo di giugno e lo proiettiamo verso il minimo, otteniamo questo 61,8% che sta rallentando quello che sembra essere comunque un cammino rialzista.

C'è da dire che siamo a cavallo di Ferragosto, la liquidità sul mercato è calata  e la resistenza in area 22.800 di Ftse Mib è significativa, visto che una rottura della stessa aprirebbe le porte a una salita verso i 24.000/24.500 punti.

C'è un po' di cautela in questa fase, ma quello che è chiaro è che abbiamo dei livelli pivot, rappresentati proprio dall'area dei 22.800, da monitorare per avviare eventuali nuove posizioni long.

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Il superamento di quota 22.800 punti consentirebbe di incrementare le posizioni già in essere, con proiezioni fino all'area dei 24.000.

Al momento segnali di possibile storno sono contemplabili, ma non sarebbero preoccupanti fino alla tenuta da parte del Ftse Mib dei 22.000 punti, sotto cui potrebbero essere campanelli di allarme.

Visto il recente andamento del petrolio, quali indicazioni ci può fornire per due temi oil come ENI e Saipem?

Lo storno del petrolio è stato significativo, ma lo stesso dicasi per ENI che è sceso sotto i 12,5 euro.
La tenuta dei 10 euro è sicuramente, ricordando che ENI é un titolo particolarmente solido che paga un dividendo interessante ed è quindi apprezzato sia dai trader che dagli investitori.

Su ENI si possono avviare posizioni long di brevissimo al superamento di quota 11,7 euro, con proiezione a 12 euro, mentre per un posizionamento di più lungo periodo bisogna attendere la violazione del massimo relativo a 12,12 euro.

In quel caso si aprirebbe la strada per un ritorno del titolo verso i 13 euro, fermo restando che ENI è uno dei temi che vale la pena tenere in portafoglio, anche perchè i margini di discesa non sono ampi ed è difficile che le quotazioni scendano sotto i 10,5 euro.

Lo scenario è un po' diverso per Saipem: potenzialmente nel medio termine ci sono solo margini di salita, ma nel breve termine non ha espresso una grande accelerazione.

Il titolo ha recuperato circa il 4%-5% dai minimi e questo è un vantaggio interessante.

Le posizioni in ottica di trading andrebbero aperte al superamento confermato di quota 0,82 euro, ma anche in questo caso è difficile fare un ragionamento di breve termine.

Saipem è in ogni caso è uno dei titoli da tenere in portafoglio perchè il rapporto rischio-rendimento è sicuramente molto alto.

Enel fatica a riportarsi sopra i 5 euro, mentre è ben diverso l'andamento di Terna. Cosa può dirci di queste due utility?

Enel ha patito molto e dopo aver toccato un minimo importante a 4,5 euro, è tornato a quella che è una resistenza statica a 5,08 euro.

Il titolo sta testando questo livello da qualche giorno, senza avere però in input rialzista, ma il superamento di 5,08 euro sarebbe sicuramente interessante perchè avrebbe un upgrade del 10%, mentre le potenzialità di discesa sono minime.

Un investitore che punta su Enel oggi mira al raggiungimento almeno di quota 6 euro, mentre in ottica di trading, al superamento di quota 5,08 euro avremmo uno stop loss a 4,82 euro e un target a 5,4 euro.

Enel è da tenere sotto osservazione, anche se sembra non ci sia più quella forte attenzione da parte degli investitori che si registrava una volta.

Terna continua a essere una società brillante nei numeri, mentre le quotazioni hanno consolidato, creando un'area rettangolare tra 6,9 e 7,7 euro.

Il titolo è all'interno di questo intervallo e sarà solo la violazione di uno di questi due livelli a dare nuove indicazioni direzionali per Terna.