Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è sceso anche in chiusura di settimana, allontanandosi ulteriormente dall'area dei 25.000 avvicinata nei giorni precedenti. Quali i possibili scenari ora?

Il Ftse Mib ieri ha terminato gli scambi al di sotto di area 24.500 e sarà importante la tenuta dei 24.400 punti, sotto cui si andrà a testare il supporto dei 24.210 punti prima e in seguito i minimi del 24 marzo a 23.934 punti.

Al rialzo invece la prima resistenza è tra i 24.595 e i 24.650 punti e se il Ftse Mib riuscirà a violare questa fascia di prezzo, punterà prima ai 24.865 e poi a i 24.939 punti, ossia i massimi del 6 aprile.

Quest'ultimo top potrebbe anche superato nel giro di una settimana, con proiezione successiva del Ftse Mib sui massimi del 2020 in area 25.500.

La view su Piazza Affari al momento resta positiva, anche perchè se tracciamo una trendline che unisce i minimi del 28 maggio e del 4 marzo, notiamo che le quotazioni sono a ridosso della stessa, quindi un rimbalzo è ancora possibile.

Anche se i supporti indicati prima possono essere violati, il Ftse Mib si mantiene all'interno del trend rialzista e quindi la view resta long.

Unicredit ieri ha perso terreno più di Intesa Sanpaolo: quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Unicredit a mio avviso è diretto ora verso l'area degli 8 euro, supporto importante che prima fungeva da resistenza e che tra dicembre e febbraio ha tenuto i prezzi al ribasso.

La view sul titolo è negativa e a mio avviso il ribasso può proseguire dopo la rottura degli 8,84 euro, preludio ad ulteriori flessioni.

Si può valutare un ingresso long su Unicredit solo in calo di violazione al rialzo dei 9,21 euro, per puntare ad un target a 9,69 euro, top del 18 marzo scorso.

Intesa Sanpaolo ha accusato un ribasso importante con dei bei volumi nella sessione di giovedì scorso, ma per ora si mantiene sopra i minimi del 24 marzo a 2,25 euro.

Al rialzo bisognerà superare la resistenza a 2,32-2,35 euro, sopra cui valuterei un long su Intesa Sanpaolo con target a 2,5/2,6 euro.

In caso di violazione al ribasso dei 2,25, il titolo potrebbe scendere verso i 2,16/2,14 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di FinecoBank e Azimut? Qual è la sua view su entrambi?

FinecoBank troverà ora una resistenza a 14,35 euro, violata la quale si punterà ai massimi dl 15 febbraio a 15,41 euro.

Al ribasso invece valuterei degli short solo sotto il supporto dei 13,78 euro, minimi del 7 aprile corrispondenti alla parte inferiore della recente congestione.

Azimut ha tentato di rompere la resistenza a 19,92 euro, ma ancora non ce l'ha fatta e sembra voler tornare indietro.
Da monitorare ora i minimi del 7 aprile a 19,41 euro, sotto cui il titolo potrebbe scendere verso i 18,72 euro, bottom del 16 marzo.

In caso di rottura al rialzo del 19,92 euro, Azimut salirà verso i 20,5 euro prima e in seguito fino ai 21,5 euro, ricordando che i massimi del 23 gennaio 2020 sono a 23,04 euro.

Quali strategie ci può fornire per un titolo come Enel?

Enel deve violare i massimi dell'8 aprile a 8,71 euro, sopra cui si guarderà ai top del 12 gennaio a 8,87 euro.

Una vittoria anche di quest'ultimo ostacolo aprirà le porte ad un rialzo fino a 9,6 euro, con estensione massima fino ai 10 euro.

Il riferimento più importante al ribasso è a quota 8,54 euro, sotto cui Enel andrà a chiudere prima il gap a 8,43 euro, per poi scendere fino a 8,3 euro.