Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib si mantiene al di sotto dei recenti top dell'anno: quali i possibili scenari nel breve?

Penso che quella iniziata ieri sia una settimana abbastanza decisiva, visto che c'è in primis l'appuntamento con la Federal Reserve.

Un evento che riguarda gli Stati Uniti, ma essendo Wall Street il sole delle Borse, evidentemente influenzerà un po' tutto.

Da ricordare inoltre che venerdì ci sono le scadenze tecniche trimestrali che spesso sono un momento un po' spartiacque.

Quello che può succedere è che il mercato magari si muoverà un po' di più, ci sarà un aumento di volatilità.
Ci sono tante cose che attirano la mia attenzione e tra le altre segnalo che l'indice Skew, che indica quanto si stanno coprendo i grossi operatori, è su livelli record, quindi si potrebbe dire che tale è il livello di copertura.

Quando l'indice Skew segna dei top di mercato anticipa tipicamente dei mercati negativi, ma se guardiamo la volatilità Vix, si nota che la stessa segnala che in questo momento non ci sono preoccupazioni di alcun tipo.

I grossi operatori quindi, consapevoli del fatto che abbiamo già sei mesi di buoni rendimenti e che con il Vix sui minimi farsi un'assicurazione costa pochissimo, oggi ne approfittano per assicurarsi.

Ciò significa che l'uomo della strada, che di solito non si preoccupa di assicurarsi o meno, ma compra o vende le azioni, ora deve sapere che da qui in poi bisognerà essere molto selettivi nelle scelte e che magari qualche scivolone avviene.

E' necessario quindi essere pronti, quantomeno a sapere cosa fare nel momento in cui ciò dovesse accadere.
Trasferendo questo discorso al Ftse Mib, in primis dobbiamo dire che è impostato al rialzo.

Se l'indice dovesse retrocedere il primo supporto è quello psicologico in area 25.000, mentre quello più realistico è a 24.700 punti.

Al rialzo non escludo che prima di venerdì possa esserci anche un rush, per poi assistere magari ad un ritracciamento dopo le scadenze tecniche trimestrali. 

Banco BPM di recente sta performando meglio di Bper Banca: cosa può dirci di questi due titoli?

La sensazione che ho guardando i grafici è che Banco BPM fino ad un certo punto si è comportato come un potenziale predatore, mentre da un po' di tempo si comporta come una potenziale preda.

Il titolo è salito tantissimo, ma non sta ritracciando e ora sta consolidando, quindi fino a prova contraria può ancora salire se romperà il massimo precedente.

Sopra i 3,1 euro Banco BPM avrà ancora spazio per correre, con primo target a 3,16 euro e obiettivo successivo a 3,29 euro.

Nel caso in cui il titolo dovesse tornare indietro, per trovare un supporto dovrà scendere parecchio, visto che il primo degno di nota è a 2,6 euro.

Bper Banca invece prima faceva la preda e ora sembra quasi non essere nè carne nè pesce.
Il grafico è molto diverso da quello di Banco BPM, è fatto un po' a gradini, ma con una pendenza inferiore rispetto a quella di tutto il settore bancario.

La resistenza forte per Bper Banca è a 2,15 euro, ma il titolo per ora sta consolidando e non è chiaro cosa succederà.

Stellantis sui livelli attuali è ancora appetibile?

L'appetibilità di Stellantis era ancora legata al breakout dei 15,15/15,2 euro, poi ha corso tanto e ora le sue potenzialità non sono più quelle di una volta.

Onestamente io non comprerei il titolo ora, anche in ragione del fatto che siamo in prossimità delle scadenze tecniche.

Telecom Italia può ancora regalare soddisfazioni o il meglio è alle spalle ormai?

Telecom Italia di fatto ha raggiunto il target a 0,46 euro e ora potrebbe dare vita a nuovi allunghi solo oltre questa soglia, con target a 0,49/0,5 euro.

Ci sono dei titoli che in questa fase ritiene più interessanti di altri a Piazza Affari?

Tra i titoli che nel breve hanno dato buoni segnali c'è Diasorin che ha fatto un bel breakout, ma indichiamo anche STM che ora ha un target a 32,75/33 euro, fermo restando che il segnalo ha già dato la scorsa settimana.

Interessante anche ENI che ieri ha dato vita ad un breakout molto bello a 10,6 euro e ora può salire ancora dopo ave congestionato per alcuni mesi tra 9,8 e 10,6 euro.