Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari stanno vivendo sedute altalenanti, con un nervosismo più accentuato a Wall Street. Cosa aspettarsi ora?

E’ oramai da metà febbraio che il nervosismo e di conseguenza la volatilità (solo ieri nell’intraday è salita oltre i 30 punti base facendo segnare un +15% rispetto al giorno prima) sono tornati ad “aleggiare” su Wall Street.

Il mercato inizia a fare i conti con i timori riguardanti una risalita dell’inflazione e ciò ha portato i rendimenti obbligazionari sui massimi degli ultimi 12 mesi oltre la soglia dell’1,5%.

Le paure degli investitori risiedono nel fatto che il ritorno dell’inflazione, in scia ad una ripresa economica, possa portare la FED a ritirare gradualmente quell’ampia liquidità iniettata in tutti questi anni e che è stato l’elemento principale a spingere sui massimi di sempre i mercati azionari.

In questo contesto le vendite hanno colpito maggiormente le azioni tecnologiche, che sono quelle più esposte ad un rialzo dei tassi.

Il Nasdaq dai massimi ha perso il 10 % (tornando sui minimi di 2 mesi fa) e l’Sp500 è andato invece ad intravedere i forti supporti situati nei pressi dei 3.700-3.710 punti.

Quali sono i market movers che catalizzeranno l'attenzione dei mercati nel breve? A cosa consiglia di guardare in particolare?

Per le prossime giornate senza dubbio i driver saranno rappresentati non solo da tutto ciò che ruota intorno al Covid ( diffusione, piano di vaccinazione e varianti), ma anche dai prossimi dati macro.
Questi ultimi infatti potranno dirci se i timori riguardanti la risalita dell’inflazione iniziano ad essere reali o meno.

Altri market mover saranno le Banche Centrali per capire se la risalita dei rendimenti obbligazionari possono spingerle a ritornare in campo con nuove politiche monetarie per evitare un inasprimento delle condizione dei mercati.

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a gravitare intorno all'area dei 23.000 punti: quali i possibili scenari per le prossime sedute?

Anche sul nostro indice principale nelle ultime giornate abbiamo assistito al ritorno della volatilità, con repentini cambi di tendenza nello spazio di poche ore.

Graficamente la soglia dei 23mila punti di Ftse Mib rimane sempre da monitorare in quanto una conferma a fine seduta sotto tali livelli farebbe peggiorare la view di breve.

In tal caso saranno possibili discese in direzione dei 22.800 punti e a seguire verso i minimi della scorsa settimana nei pressi dei 22.600 punti, nelle cui vicinanze abbiamo anche la media mobile a 50 giorni.

La tenuta dei 23 mila punti potrebbe essere vista positivamente dal mercato, anche se sarà solo oltre i 23.250-23.300 punti che il Ftse Mib potrebbe aprirsi la strada per un ritorno sui massimi del 2021.

Nel nostro paniere guarderei positivamente il settore finanziario che sta inviando degli importanti segnali di forza.
Dalla parte opposta farei attenzione alle utility, il cui settore sta pagando pegno ai timori di un inasprimento dei tassi.

Tra i titoli uno sguardo ad Eni che dopo aver superato i 9,7 euro è ormai lanciato verso la soglia psicologica dei 10 euro.

Occhio a CNH Industrial che grazie all’ingresso in Monarch Tractor (società Usa specializzata in tecnologie innovative applicate all’agricoltura) potrebbe superare i 12,50 euro e aprire le porte per allunghi fin verso la soglia dei 13 euro.

L'euro-dollaro sta provando a mantenersi sopra quota 1,20: si aspetta un ritorno verso i recenti top di periodo o c'è il rischio di nuovi cali?

Il mancato break di area 1,2170 ha nuovamente indebolito l'euro-dollaro che nella giornata di ieri ha rotto l’importante soglia psicologica degli 1,20 che più volte aveva posto un argine alle vendite.

Dal punto di vista operativo, sotto questi livelli il cross dovrebbe proseguire la sua fase discendente in direzione degli 1,195 e a seguire verso quota 1,19.

Il petrolio si è impennato dopo la decisione dell'Opec+ di lasciare invariati i livelli di produzione. Il rialzo durerà ancora?

Nella giornata di ieri il nulla di fatto all’interno dell’Opec+, sorprendendo il mercato che al contrario si aspettava un aumento della produzione, ha innescato un nuovo rally del Petrolio.

Le quotazioni si sono spinte in direzione dei top di periodo in area 64 dollari al barile, aprendo la strada ad un test sui massimi di inizio 2020 situati nei pressi dei 65  dollari.

Al contrario è solo con una discesa sotto i 58,5/59 dollari che avremmo dei segnali di debolezza almeno nel breve periodo.

Se il Petrolio non invia segnali di debolezza, al contrario proseguono le vendite sull’Oro che dopo aver rotto i forti supporti situati in area 1.770-1.775 dollari l’oncia si è spinto nella ultime ore sotto la soglia psicologica dei 1.700 dollari.

A questo punto è probabile che il mancato recupero di questi livelli possa spingere il “bene rifugio” verso i prossimi target in area 1.660-1.665 dollari.

Per avere dei segnali di ripresa i prezzi dovrebbero riportarsi oltre i 1.770-1.775 dollari l’oncia.