Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari mostrano i nervi tesi, rimanendo in balia degli eventi bellici. Quali i possibili scenari ora?

E’ molto difficile fare previsioni di breve periodo perché l’andamento dei mercati dipenderà dagli sviluppi della crisi in Ucraina e dalla possibilità di ulteriori sanzioni e contro-sanzioni tra Occidente e Russia.

Abbiamo la certezza che la guerra in Ucraina aumenterà le pressioni inflazionistiche sull’incremento dei costi dell’energia.

Un'ulteriore crescita dei prezzi al consumo metterà in seria difficoltà le banche centrali. La Federal Reserve come ha sostenuto Powell alle audizioni al Congresso non cambierà le proprie decisioni e promuoverà un rialzo di 25 punti base del costo del denaro, eliminando così la possibilità di un incremento di mezzo punto percentuale.

Tuttavia Powell ha sottolineato di non escludere rialzi più pesanti nel corso dei prossimi mesi se l’inflazione continuerà ad essere su un sentiero non tollerato dalla banca centrale statunitense.

Discorso ben diverso invece per la Banca Centrale Europea che ha le mani legate e non si può permettere un cambio di strategie in politica monetaria.

La possibile revisione dei piani dell’istituto di Francoforte sarà probabilmente rinviata nel prossimo trimestre se ci saranno sviluppi positivi nell’Est Europa. La BCE continuerà a essere ultra-accomodante in politica monetaria per sostenere l’impatto negativo della guerra e delle sanzioni sulle economie del Vecchio Continente.

Gli scenari possibili di breve sono quindi debolezza per i mercati azionari, soprattutto europei, e per il cambio euro-dollaro, forti acquisti sulle materie prime soprattutto energetiche.

Il Ftse Mib è sceso a mettere sotto pressione anche area 23.000. Si aspetta nuovi ribassi a breve?

Le prospettive grafiche sono ampiamente ribassiste a causa dell’incertezza sugli sviluppi della guerra in Ucraina.

Da un punto di vista tecnico, per il Ftse Mib il cedimento del supporto posizionato a 23.900 punti (bottom testato più volte nel corso della primavera e dell'estate 2021), ha peggiorato notevolmente il quadro tecnico, aumentando le pressioni ribassiste.

Sono state così gettate le basi per la realizzazione di un ulteriore segmento ribassista in grado di raggiungere i supporti situati a 21.280 punti, minimi di inizio 2021.

Tenendo conto della situazione di iper-venduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di prezzo, sarà possibile assistere a reazioni positive anche verso i 23.900 punti.

Solamente una perentoria vittoria al di sopra dei limiti a 23.900/24.000 punti potrebbe allentare le tensioni ribassiste di medio/breve e introdurre a un'ascesa verso i 24.850 punti.

Vista l'impennata dei prezzi del petrolio, quali strategie ci può suggerire per due temi come ENI e Saipem?

Situazione molto complicata per i titoli energetici italiani che dovrebbero beneficiare dall’aumento dei prezzi petroliferi, ma devono fronteggiare le ripercussioni delle sanzioni economiche contro la Russia e possibili pressioni da parte governativa su maggiori investimenti nel comparto gas.

ENI da un punto di vista tecnico aveva toccato ieri nuovi massimi dal 2019, arrivando fino a 14,85 euro, per poi evidenziare un crollo delle quotazioni verso i 13 euro.

La volatilità è sui livelli del primo periodo pandemico. Nonostante i recenti cali il quadro tecnico rimane rialzista.
Ribassi fino a 12,85 euro resterebbero compatibili con l'ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista con obiettivi a 14,50 euro, 14,85 euro e 15 euro.

Conferme per tali prospettive di crescita sopra i 13,80 euro, mentre segnali negativi sotto i 12,85 euro, preludio per un possibile calo verso i 12,50 euro.

Per quanto concerne Saipem confermiamo le nostre aspettative negative sul titolo che negli ultimi mesi ha solo mostrato una forte debolezza.

Il cedimento di quota 1 euro potrebbe generare la possibilità del test del supporto a 0,92 euro, bottom del 24 febbraio.

BTP e Spread sono finiti sulle montagne russe nelle ultime giornate. Cosa aspettarsi ora?

Una situazione particolarmente nuova sul mercato obbligazionario. La crisi ucraina ha portato un aumento dell’avversione al rischio degli investitori, incentivando l’acquisto di asset meno rischiosi come bond e oro.

A favorire l’acquisto dei BTP anche il possibile rinvio delle decisioni della BCE su una chiusura anticipata dei programmi di acquisto di titoli di Stato (piano APP) e sull’aumento dei tassi di interesse nel Vecchio Continente (ormai posticipata probabilmente nel 2023 nonostante le crescenti pressioni inflazionistiche).

Nel breve ci aspettiamo ancora un interesse degli investitori sul mercato obbligazionario, con un possibile ritorno del rendimento del decennale italiano all’1,45% e una discesa dello spread a 150 punti base.