Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari puntano sempre più in alto e nulla sembra per ora in grado di fermare la loro corsa. Un idillio destinato a durare?

Riteniamo che il mercato azionario abbia ancora spazio per salire per molteplici ragioni.

Crediamo, infatti, che le strategie monetarie ultra-accomodanti della BCE, le politiche fiscali espansive dei governi nazionali assieme a quella centrale della Commissione Europea con il Next Generation EU e il fattore positivo dei nuovi programmi statunitensi per sostenere l’economia (relief plan e programma sulle infrastrutture), possano continuare a mettere liquidità nel sistema mantenendo elevate le quotazioni azionarie.

Inoltre, la probabile accelerazione della campagna vaccinale portata avanti da alcuni paesi europei permetterà di recuperare il divario di performance dell’Europa rispetto a Stati Uniti.

Quindi per ora siamo in un momento in cui le condizioni economiche sono favorevoli per ulteriori rialzi.

Lo spettro del taper tantrum, ovvero la paura della riduzione degli stimoli monetari, sembra essere posticipato ancora di qualce mese.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha frenato un po' dopo aver lambito area 25.000: c'è il rischio di una correzione ora?

Per il Ftse Mib abbiamo assistito ad un ribasso legato soprattutto alle vendite sul comparto bancario, che hanno spinto l’indice italiano a retrocedere fino ai 24.500 punti.

Da un punto di vista tecnico le prospettive grafiche di medio termine rimangono rialziste.

Servirà tuttavia una perentoria vittoria al sopra delle resistenze a 25.000 e 25.178 punti per rilanciare la spinta rialzista del trend di fondo e proiettare le quotazioni del Ftse Mib in direzione di obiettivi ambiziosi ipotizzabili a 25.500 punti.

Primi timidi segnali negativi giungeranno sotto i 24.400 punti, condizione che potrebbe introdurre una discesa verso il sostegno strategico in area 23.920, bottom testato più volte a fine marzo.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di ENI e Saipem? Su quale dei due consiglierebbe di puntare ora?

Crediamo che ENI sia preferibile a Saipem per una serie di fattori: fondamentali più forti e una impostazione tecnicamente nettamente migliore.

Dallo scorso novembre ENI ha evidenziato una lunga tendenza positiva che ha riscontrato solamente pochi ostacoli.
Recentemente il gruppo ha mostrato un po’ di debolezza sulla scia del ribasso dei prezzi petroliferi, ma si mantiene ben al di sopra degli strategici supporti a 9,78 e 9,16 euro.

Per tornare a dare segnali positivi servirà una perentoria vittoria al di sopra di 10,66 euro, condizione che getterebbe le basi per un allungo di ENI a 11 euro.

Saipem continua a dare indicazioni contrastanti. In alcuni momenti sembra poter dare segnali incoraggianti per movimenti rialzisti che possono persistere nel tempo, in altri lascia molti dubbi sulla continuazione del trend positivo partito dallo scorso novembre.

Guardando ai prezzi, Saipem è ben lontano dai valori pre-pandemici quando quotava a 3,75 euro circa.
Graficamente solo sopra 2,50 euro i prezzi potrebbero provare un nuovo attacco alla resistenza a 2,72 euro.

Attenzione che in caso di cedimento del supporto a 2,20, le prospettive grafiche rialziste di Saipem vacillerebbero, introducendo a una discesa a 2 euro.

L'euro-dollaro ha recuperato quasi due figure dai recenti minimi: il ribasso è concluso?

La reazione positiva del cambio euro-dollaro è stata sicuramente importante e significativa, ma non ancora sufficiente per eliminare tutti i dubbi sul trend ribassista partito da inizio anno.

Per togliere le restanti preoccupazioni il cambio dovrà oltrepassare anche le resistenze posizionate a 1,1954 e 1,1987, in tal caso sarà possibile assistere alla realizzazione di un nuovo segmento rialzista in grado di attaccare i prossimi obiettivi a 1,21 e 1,2150.