Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Gaetano Evangelista, amministratore unico di AGE Italia.
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I mercati azionari mostrano un andamento erratico alla vigilia della nuova stagione delle trimestrali. A quali scenari prepararsi ora?

La sensazione è che l’asticella sia abbastanza elevata da risultare impegnativa. Negli Stati Uniti gli EPS sono attesi in crescita di poco più del 28% rispetto allo stesso quarto dello scorso anno.

Poco? tanto? non importa: l’importante è che si battano le stime degli analisti, per chiudere in bellezza l’ultimo trimestre.

Peraltro, noto come il Price/Earnings sia sceso in nove mesi da 40 a 26 volte gli utili netti. E ciò nonostante Wall Street è salita vistosamente.

Segno che quest’anno le Borse sono cresciute soprattutto grazie ai fondamentali, con gli investitori che, più esigenti, pretendono giustamente un maggior premio per il rischio.

Mi aspetto volatilità nel brevissimo, ma sono abbastanza sicuro che il rally di fine anno ci sarà per i mercati azionari.

Il Ftse Mib sta faticando a riportarsi sopra quota 26.000 punti. Come leggere questo segnale?

Per il Ftse Mib è sempre la resistenza che qui su Trend-Online citiamo da alcuni mesi.

Mi riferisco alla barriera situata fra 26mila e 26.500 punti. Una soglia temibile, il cui superamento però spianerebbe la strada verso target ambiziosi.
Non fornisco numeri per scaramanzia. Tanto il grafico parla da solo.

Visti gli attuali prezzi del petrolio non possiamo non parlare di due temi oil come ENI e Saipem. Cosa può dirci di questi due titoli?

Il rialzo del petrolio ha fatto dell’Energy il settore migliore del 2021 per performance.

A tutte le latitudini: negli Stati Uniti il rialzo sfiora il 50%, in Europa l’Oil&Gas sale del 15% e persino in Italia, l’indice di categoria stacca una performance che sfiora il 30%.

ENI è alle prese con la resistenza a 12 euro. Sopra non ci sarebbero ostacoli prima dei 13.80 euro.

Anche Saipem ha un quadro tecnico di tutto rispetto. Aggiungerei anche Tenaris.

A proposito del petrolio, l’oro nero sale anche a fronte di un dollaro tonico. Che ci dice dell’euro?

Qui dobbiamo riportare la negativizzazione del saldo relativo alla posizione netta dei fondi speculativi sull’euro (future).

Tipicamente, questo dato segnala la concreta probabilità di ulteriori declini per la divisa comune, stando alle ultime esperienze riportate.

Non si coglie necessariamente il massimo dell’euro contro dollaro, ma si anticipa sempre una estensione del movimento verso il basso.

Vedremo. A 1.15 dollari l’euro ritraccia la metà del rialzo scaturito dal minimo di marzo 2020, mentre fra 1,122 e 1,130 si colloca il primo obiettivo degno di nota.

Nell’ultima settimana in media i rialzisti sull’euro sono stati il 20% del totale. Pochini, ma non pochissimi. La capitolazione non si è ancora manifestata.

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