Di seguito riportiamo l'intervista a Stefano Sabetta, Analyst cooperator Ortex, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chip.

Il Ftse Mib ha vissuto una brillante settimana, riportandosi di slancio verso area 22.500. C’è spazio per ulteriori allunghi?

Buona reazione del nostro indice Ftse Mib che, accantonate le problematiche legate all’Esecutivo Draghi, riesce a inseguire il rally in atto su tutti i listini mondiali.

Con il favore anche delle prime trimestrali che hanno battuto le attese, il Ftse Mib è riuscito, nella scorsa ottava, a recuperare importanti resistenze sia weekly che monthly e a riportarsi sopra i 22.220 punti in chiusura mese.

È proprio questo il livello che per agosto deve confermare la propria validità, invertendosi da resistenza a supporto.
A livello di resistenza sono due in particolare i livelli che si faranno più sentire tra gli altri.

Ed in particolare i 22.860 punti, che rappresentano il 50% della candela di espansione short del mese di giugno.

La vera ed ostica area di resistenza sarà tutta quella compresa tra 23.500 e 24.700 punti e sarà proprio in quella zona che saranno necessari dei notevoli spunti, in termini di news o sui dati trimestrali che sono in corso di pubblicazione, per consentirne il superamento.

I fattori che ci devono spingere alla prudenza sono due: il primo è che tutti i listini mondiali sono sotto una vasta area di resistenza, mentre l’indice di volatilità europeo Vstoxx è appoggiato ad un supporto sul livello settimanale dei 26,55 punti, da dove sono probabili dei rimbalzi.

Per aprire una fase di risk-on è ora necessario quanto meno portarsi sotto questo livello, ma l’attuale configurazione complessiva di indici sotto resistenza e indice di volatilità su supporto, apre un quadro perfettamente coerente del fatto che ulteriori allunghi sono ancora possibili, ma occorrerà ancora prestare attenzione per le problematiche geopolitiche e le tensioni sulle principali commodies.

Da un punto di vista di un’analisi intermarket abbiamo, sul Dax una situazione tecnica abbastanza sovrapponibile all'indice italiano: secondo strutture simili a quelle del Ftse Mib, le resistenze sono a 13.640 punti prima e l’area compresa tra 13.900 e 14.700 punti successivamente.

A livello supportivo restano sempre i 12.800 punti come livello da non perdere. L’S&P500 si è, invece già portato chirurgicamente sulla resistenza mensile, pertanto a livello già settimanale la dimostrazione di forza sarà al superamento del livello di 14.200 punti.

ENI e Saipem hanno sbancato il Ftse Mib venerdì scorso. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Situazione tecnica molto differente per i due titoli che ritrovano tonicità negli ultimi giorni per differenti motivazioni.
ENI beneficia dei risultati del primo semestre dell’anno e contestualmente anche di un recupero del greggio che si riportava oltre i 100 dollari al barile salvo poi ripiegare.

Le strategie per il mese di agosto sono molto tecniche. Abbiamo una doppia possibilità di ingresso, una a 11,16 euro ed un’altra a circa 10,88 euro, con stop di tutta la posizione a 10,44 euro.

I target dell’operazione sono a 12 euro, 12,52 e 13 euro ed infine l’ultimo a 13,27 euro.
Se tornasse la debolezza, ENI si riproietterebbe verso l’area di 10,26 euro, ma questa è una possibilità che al momento consideriamo poco probabile.

Per Saipem la situazione è completamente differente. Alla luce del deludente aumento di capitale, che ha notevolmente inciso sui diritti societari, il titolo ora attende il collocamento delle quote residue in mano alla banche.

E' ancora lecito quindi attendersi ribassi a causa dell’aumento dell’offerta.
I movimenti più o meno tonici che si sono registrati negli scorsi giorni sono da ascriversi a ricoperture di short da parte di 3 hedge funds che vendevano il titolo allo scoperto.

La situazione tecnica di Saipem rimane precaria, pertanto consigliamo di astenersi dall’operatività soprattutto per chi non fosse un vero professionista del settore in grado di valutare in anticipo anche eventuali errori sulla propria strategia.

Leonardo è crollato dopo la trimestrale, mentre si è mosso in direzione opposta Stellantis. Cosa può dirci di questi due titoli?

Violenta reazione sul supporto per Leonardo che ha cercato di recuperare l’importante livello di 9,17 euro, senza tuttavia riuscire a chiudere sopra.

Importante sarà la giornata odierna, in quanto se il titolo dovesse riportarsi sotto 9 euro, potrebbe portarsi rapidamente in area 7,67 euro, livello buono per provare un ingresso per un rimbalzo con stop loss a 7,15 euro.

Leonardo forse ha anticipato eccessivamente le aspettative sulle tensioni geopolitiche che tuttavia restano e che vedono nel titolo tra i maggiori favoriti dell’eventuale aumento del budget militare europeo.

Dal lato delle resistenza ricordiamo sempre che Leonardo è stato fermato sulla resistenza mensile a 10,46 euro che resta ancora inviolata nonostante ripetuti tentativi.

Stellantis si è mosso appunto nella direzione opposta, senza tuttavia andare a rompere la resistenza posta nell’area compresa tra 14 e 14,26 euro.

Ora è necessario monitorare se il titolo aprirà una pausa di accumulazione oppure sarà respinto con decisione verso livelli più in basso.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase e a quali consiglia di guardare ora?

Guardiamo con interesse la reazione sui conti del titolo Enel che questa settimana ha creato base a disegnando anche una resistenza inversa rialzista sul oscillatore CCI.

Riteniamo possa essere interessante un ingresso su Enel a 4,87 euro e stop loss a 4,65 euro ed eventuale target a 5,50 euro.

Come sempre, quando parliamo di titoli come Enel, ricordiamo i cospicui dividendi che la società distribuisce e che al momento offrono un rendimento di circa l'8,40%.

Oltre ad Enel consigliamo di monitorare i titoli che presenteranno i conti questa settimana, uno fra tutti Generali, che riteniamo essere stato colpito dalle vendite a causa delle notevoli tensioni nella sua governance.