Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib sta mostrando qualche incertezza in area 25.300/25.200: il recupero partito dai recenti minimi è concluso?

Il Ftse Mib si avvia a concludere il primo mese del secondo semestre al di sotto dei massimi dei primi sei mesi dell'anno.

Questo è un segnale di debolezza che per essere contrastato ha bisogno di una salita dell'indice sopra i massimi di giugno in area 26.000.

Fino a quando il Ftse Mib non supererà al rialzo i 25.750-26.000 punti, rimarrà debole nel secondo semestre.

Al momento questa debolezza è confermata dal fatto che le resistenza dei 25.350 e dei 25.750 punti non sono state superate al rialzo, malgrado il grande rimbalzo partito dai minimi in area 23.800.

Il Ftse Mib è in una fase laterale tra i massimi dei 25.500 e i minimi di 24.500 punti e fino a quando non si verrà fuori da questo range si continuerà a rimanere nel limbo e si perderanno progressivamente le speranze di un eventuale recupero dei flussi positivi.

In sintesi per il Ftse Mib è presto per cantare vittoria, perchè è reale ancora il rischio che la seconda metà dell'anno sia negativa.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Dax e dell'S&P500? Quali le sue attese nel breve?

Il Dax ha una resistenza in area 15.750/15.800 e un supporto in area 15.000, quindi anche in questo caso siamo nel limbo.

Positività solo sopra i 15.750/15.800 punti, mentre sotto quota 15.000 punti l Dax andrà incontro ad ulteriori flessioni.

L'S&P500 a luglio ha superato i massimi di giugno e toccato nuovi record storici.

Un ritorno dei corsi sotto i 4.350 punti favorirà nuova debolezza sull'indice americano che in questo momento segna un doppio massimi in divergenza.

Sotto quota 4.300 punti l'S&P500 andrà a scontare l'ipercomprato con discese fino ai 4.150 punti.

ENI ha perso terreno ieri, mentre si è mantenuto a galla Saipem. Qual è la sua view su questi due titoli?

ENI non ha reagito malgrado il grande recupero del petrolio e per poter salire dovrà superare i 10 euro prima e ancor più i 10,5 euro.
Un primo supporto è a quota 9,5 euro, il cui cedimento porterà ad un'accelerazione di ENI verso i 9/8,8 euro.

Saipem si conferma debole al pari di ENI, nonostante la voglia di recupero che ha visto le quotazioni premere sulla resistenza di 2,05/2,1 euro.

Questo ostacolo deve essere superato perchè Saipem possa tornare in una zona non tanto di positività quanto di tranquillità.

Sopra i 2,05/2,1 euro il titolo potrà respirare un po' di aria nuova, per tentare un allungo verso i 2,25 euro, il cui superamento sarà necessario per ritrovare la forza.

Negativo sarà un ritorno sotto gli 1,85 euro, preludio ad un ribasso di Saipem verso area 1,54 euro.

Enel è ritornato ieri sotto quota 8 euro: che fare ora con questo titolo?

Enel sconta un po' di debolezza e non riesce a superare la resistenza di 8,15 euro, sotto cui soffrirà e scenderà vero i 7,6 euro, con proiezione successiva a 7,25 euro.

Campari ieri ha festeggiato i conti del secondo trimestre: valuterebbe un acquisto del titolo ora?

Campari ha un'impostazione positiva e continua a salire anche in previsione dei consumi estivi.
Il titolo si spinge verso la terza resistenza ciclica a 12 euro e una chiusura al di sopra di tale soglia vedrà Campari raggiungere i 12,4 euro prima e i 13,25 euro in seguito.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Segnalo Poste Italiane che ha rimbalzato dal supporto a 10,54 euro, ma lotta ora con la resistenza degli 11,2 euro.
La mancata rottura di questa soglia lascerà il titolo in laterale tra 10,75 e 11,55 euro.
Sopra quest'ultimo livello Poste Italiane potrà puntare a quota 12 euro, mentre sotto i 10,8 euro avremo negatività verso il primo supporto a 10 euro, con proiezione successiva a 9 euro.