Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib ha continuato ad arretrare dopo aver fallito l'attacco ad area 26.000: cosa aspettarsi ora?

Il Ftse Mib in chiusura di settimana ha violato i minimi del 10 giugno a 25.517 punti e subito dopo è sceso anche sotto i 25.339 punti, spingendosi ad un passo dal supporto successivo a 25.199 punti. 

L'indice si riporta a ridosso della trendline che sorregge il trend, partendo ai minimi del 30 ottobre 2020 e unendoli con quelli del 15 maggio 2021.

Nel caso in cui la trendline venisse violata, si guarderà ai 24.933 punti, ultimo supporto che il Ftse Mib dovrà difendere se vorrà scongiurare una discesa fino ai 23.940 punti.

Su tenuta dei 25.199 punti si potrebbe creare una congestione tra questa soglia e i massimi dell'anno a 25.926 punti.
In caso di rottura al rialzo di questo top, il Ftse Mib potra galoppare ancora fino ai 26.800 punti.

Il trend in atto è rialzista, ma nel breve tutto dipende ora dalla tenuta dei supporti.

Consiglio di guardare anche a cosa farà Wall Street, dove lo scenario è un po' cambiato, con i tre indici principali che stanno scendendo.

Lo scenario inizia quindi ad essere un po' negativo e quindi nuovi ribassi non saranno da escludere, tenendo presente che nel caso andranno ad impattare negativamente anche sulle Borse europee, inclusa Piazza Affari.

ENI in chiusura d'ottava è stato tra i peggiori del Ftse Mib, mentre si è difeso leggermente meglio Saipem. Cosa può dirci di questi due titoli?

ENI è sceso nuovamente al di sotto dei 10,53 euro, resistenza che era stata violata e che lasciava sperare in un seguito rialzista.

Per il titolo segnalo ora i 9,96 euro, vecchio supporto che sorregge la precedente congestione.

Solo con un ritorno sopra i 10,53 euro e ancor più dei 10,83 euro, ENI potrà ambire ad una salita verso quota 11,35/11,4 euro, oltre cui si apriranno spazi di crescita fino ai 12,5 euro.

Saipem ha rotto i minimi del 10 giugno e ora abbiamo i 2,05 euro come supporto su cui le quotazioni potrebbero andare ad appoggiarsi.

Tracciando una trendline che unisce i minimi del 28 aprile e di fine maggio, notiamo che il titolo è nei pressi di un supporto da cui potrebbe anche rimbalzare.

Se ciò dovesse accadere, Saipem punterà prima ai 2,27 e poi ai 2,31 euro, oltre cui si verrà fuori dalla negatività, con obiettivo in area 2,5 euro.

Telecom Italia è tornato indietro dopo aver testato ancora una volta l'area di 0,45 euro. Qual è la sua view su questo titolo?

Per Telecom Italia è scattato a mio avviso un segnale short e ora un primo supporto è a 0,42 euro, sotto cui si guarderà a quota 0,408/0,4 euro.

In caso di ripresa, la prima resistenza è a 0,44 euro e poi sui massimi del 9 giugno a ridosso di quota 0,46 euro.

Enel sta provando a mantenersi sopra quota 8 euro: valuterebbe un acquisto del titolo ora?

Enel è in congestione tra 7,85 e 8,24 e ora siamo sostanzialmente a metà strada, per cui la view è neutrale al momento.

Guardando all'apertura delle ultime due sedute, direi short verso i 7,85 euro, sotto cui la discesa proseguirà verso i 7,53 euro.
In caso di ripresa Enel sopra gli 8,24 euro salirà fino a 8,5 euro prima  a 8,7 euro in seguito.