Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Andrea Sabatini, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L'euro-dollaro ha recuperato oltre due figure dai recenti minimi: si aspetta ulteriori rimbalzi?

Questa settimana è sicuramente una delle più importanti per l'euro-dollaro: aprile ha segnato l'inizio della ripresa dell'euro dopo i recenti cali.

L'euro-dollaro ha oscillato intorno alla media mobile a 200 giorni nelle ultime sessioni, un livello molto importante che potrebbe definire la tendenza per i prossimi mesi.

Il dollaro statunitense è stato sostenuto dall'aumento dei rendimenti obbligazionari e, mentre la scorsa settimana abbiamo visto il Note decennale statunitense superare i suoi massimi, lo spread tra il decennale e i bund tedeschi continua ad allargarsi.

Il motivo per cui le obbligazioni statunitensi sono forti e superano quelle della zona euro è ovviamente dovuto alle prospettive di inflazione e al fatto che l'economia statunitense sta superando quella dell'UE e questa tendenza sembra destinata a continuare e a rafforzarsi.

Da un punto di vista tecnico, il valore dell'EUR-USD dovrà superare con forza il livello di 1,1985 (massimo del 17/03/2021) e continuare la sua ascesa sopra 1,2183 (massimo del 26/02/2021) per confermare le possibilità rialziste che abbiamo constato nelle ultime due settimane.

Tuttavia, è molto probabile che il balzo effettuato da 1,17 a 1,19 possa essere stato guidato dalle prese di profitto delle posizioni corte, prima di un nuovo calo.

La rottura al ribasso della media a 200 giorni, con il successivo pull-back che abbiamo visto nelle ultime sedute, potrebbe confermare il precedente downtrend con il prossimo test sul supporto individuato a 1,17040 (minimo del 31/02/2021).

Nel caso in cui quest’ultimo fosse raggiunto e superato, prevediamo un ulteriore target al ribasso posizionato a 1,1609 (minimo di novembre 2020).

Se anche questo supporto venisse violato, le contrattazioni potrebbero spostarsi molto più in basso fino a raggiungere il minimo testato a giugno 2020 (1.1180).

I mercati azionari continuano a viaggiare sui massimi, in alcuni casi di periodo e in altri storici. La tendenza in atto è destinata a proseguire?

I mercati azionari globali continuano a registrare nuovi massimi, settimana dopo settimana, ma nelle ultime sessioni c'è stato un cambio di ritmo.

Gli indici globali sono stati più frammentati, con poca volatilità e movimenti significativi.

C'è un atteggiamento rilassato dei trader, e si può supporre che il sentiment diffuso suggerisca operazioni di copertura nei confronti dei rischi ribassisti.

Questa settimana c'è stata un'enorme operazione di copertura nel mercato delle opzioni sul VIX.
La situazione attuale sui mercati lascia presagire un picco di volatilità nei mesi estivi, confermato dalle molteplici operazioni di hedging messe in atto nelle ultime settimane.

Il motivo potrebbe essere legato ai ritardi nelle campagne di vaccinazione messe in atto per contenere la pandemia ancora in corso e all’incertezza dei provvedimenti normativi aggiornati “last minute” dai singoli stati, unita ai timori sulla diffusione di nuove varianti.

Al di fuori del “rischio virus", la copertura potrebbe funzionare in uno scenario in cui i tassi di interesse statunitensi salissero oltre il livello del 2% o nei casi in cui l'inflazione negli Stati Uniti e in altre parti del mondo iniziasse a correre senza controllo.

Il Ftse Mib ha perso un po' di spinta rialzista dopo aver raggiunto quota 25.000 punti: quali scenari si aspetta nel breve?

L'indice FTSE Mib ha avuto un leggero calo nelle ultime sessioni, ma come tutti gli altri indici globali, sta mantenendo il suo trend rialzista.

Un nuovo rialzo nelle prossime 2 settimane potrebbe portare a superare il livello di resistenza individuato a 25.495 punti, (massimo di fine febbraio 2020) che darebbe all'indice la spinta sufficiente a registrare nuovi massimi di periodo nelle sessioni successive.

Se le notizie riguardanti la campagna vaccinale attualmente poco confortanti, non verranno bilanciate da dati positivi sulle trimestrali di alcuni settori azionari, i prezzi dell'indice potrebbero scontare il newsflow macroeconomico.

In tal caso il Ftse Mib potrebbe sotto i 24.000 punti e il primo livello di supporto si trova a 22.855 punti, sui minimi testati a inizio marzo 2020 proprio in corrispondenza della media mobile a 100 giorni.

Una vera inversione al ribasso potrebbe avvenire solo dopo la rottura del supporto posto a 21.285 punti,, minimo del 28 gennaio 2021 e coincidente anche con la media mobile a 200 giorni.

Visto l'andamento del petrolio, quali strategie ci può suggerire per due titoli come ENI e Saipem?

Dopo un calo dall'inizio di marzo, il petrolio è ora scambiato in un canale tra 57 e 62 dollari al barile. 

Gli analisti sembrano essere d'accordo sul fatto che il petrolio si riprenderà, ma ci sarà probabilmente un'ulteriore correzione prima che i tori ritornino protagonisti delle contrattazioni di mercato.

Al momento tutte le materie prime sono fortemente rialziste e gli investitori stanno mantenendo le proprie esposizioni Long in attesa di ulteriori massimi.

Nelle ultime 4 settimane abbiamo anche visto incrementi significativi degli investimenti nel settore energetico.
Il mercato sembra prepararsi alla riapertura dell'economia globale e all'impennata dei prezzi, ma è probabile che questa riapertura possa essere ritardata e quindi consigliamo prudenza.

Seguendo il trend del petrolio, ENI ha registrato un guadagno dopo l'altro ogni mese nell'ultimo anno e ora potrebbe andare a testare il livello di supporto a 10 euro.

Se quest’ultimo dovesse interrompere il ritracciamento ribassista, il titolo continuerebbe il suo uptrend verso 10,57 euro, (massimo dell’1 aprile 2021) con una possibile estensione del rally verso i top del 14 febbraio 2020 a 12,89 euro.

Non è da escludere per ENI un possibile test dei massimi toccati nel 2018 fino a 16 euro per azione.
In caso di movimento correttivo a ribasso, una rottura del supporto a 10 euro potrebbe portare ad un test più in basso a 9,50 euro (minimo di fine febbraio 2021).

Solo una rottura del supporto posizionato a 8,20 euro confermerebbe l’inversione di trend con target estendibile fino a 5,89 euro (minimo del 28 ottobre 2020).

Allo stesso modo, SAIPEM ha iniziato a muoversi lateralmente nelle ultime settimane, mantenendosi sopra i 2,20 euro per azione.

Il titolo potrebbe ricevere una spinta rialzista in grado di interrompere la lateralità.

I target individuati a rialzo sono i seguenti:

    • 2,44 euro (massimo dell'11 marzo 2021)
    • 2,65 euro (massimo del 16 febbraio 2021)
    • 3,76 (massimo del 21 febbraio 2020)
    • 4,45 (massimo del 10 gennaio 2020)

Tuttavia, seguendo il panorama globale, un calo del prezzo del petrolio potrebbe causare per Saipem la rottura del supporto a 2,20 euro per azione, con successivo test a 2,12 euro (minimo del 22 gennaio 2021).

Se questo livello dovesse essere rotto, la caduta libera porterebbe Saipem a raggiungere 1,47 euro (minimo del 23 ottobre 2020) e oltre fino a toccare il livello di 1,36 euro (minimo del settembre 2020).

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