Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
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Il Ftse Mib indietreggia ancora dai recenti top: è solo un pull-back o il rialzo è al capolinea?

Il movimento di Piazza Affari non si può certo definire completo: c'è una debolezza abbastanza diffusa che quindi va ad impattare anche il nostro mercato.

Non mi sembra in ogni caso che sia partito un ciclo violentemente ribassista o che ci sia pressione in vendita.
Il Ftse Mib, a mio avviso, ha ancora da completare un piccolo allungo rialzista verso zona 24.670 punti e la situazione diventerebbe pericolosa solo in caso di chiusura sotto i 23.650 punti.

A quel punto l'indice abbandonerebbe il supporto dinamico che lo sostiene da novembre dello scorso anno e in quel caso potremo parlare dell'innesco di una variabile chiaramente ribassista.

Per il momento c'è un eccesso di comprato, non ci sono grandi temi a cui agganciarsi e il Ftse Mib mi sembra sia oggetto di palesi prese di beneficio.

Sotto i 23.650 punti trasformerò la mia view da prese di beneficio a ribasso anche accentuato, ma non prima.
Il Ftse Mib è ancora al sicuro e per ora è solo oggetto di liquidazione in utile di posizioni precedentemente assunte.

Nessun supporto dinamico è stato messo in discussione e non si potrà parlare di inversione di tendenza prima di una violazione di area 23.650/23.600.

Nel settore bancario ci sono dei temi che sta seguendo con più interesse di altri in questa fase?

Ho visto partire prese di beneficio a Piazza Affari e ho cercato di intercettare al ribasso questa dinamica.
Al momento sono in posizione short con obiettivi di breve termine su due bancari e si tratta di Unicredit e di Mediobanca.

Per Unicredit mi ha colpito molto in negativo il rapido ritorno al di sotto di area 9,41 euro, una resistenza statica molto significativa che il titolo ha avuto la forza di rompere qualche giorno fa.

Il ritorno al di sotto dei 9,4 euro mi ha lasciato un po' perplesso e ne ho approfittato per trasformare questa perplessità in una momentanea fase di pressione ribassista e quindi mi sono posizionato short su Unicredit.

Non è un posizionamento di lungo termine perchè il Ftse Mib ha una vocazione di tenuta rialzista, ma invito a fare attenzione perchè mi aspetto che Unicredit vada a decelerare verso area 8,35 euro, dove potrò portare a casa lo short, senza escludere la valutazione di un long.

Su Mediobanca il ragionamento è molto simile, ma a differenza di Unicredit possiamo parlare di un target raggiunto.
Mi sembra che il titolo abbia palesemente centrato la dinamica rialzista che sta percorrendo da aprile 2020.

Anche lo short su Mediobanca sta andando nella direzione auspicata, fermo restando che si tratta di un'operazione di breve respiro.

Per questo titolo credo che area 10 euro sia un tappo difficile da superare, per cui vedo prevalere ora un po' di speculazione al ribasso e magari in area 8,5 euro potremo rivalutare l'ipotesi di un ritorno buy.

Il sell-off sul petrolio oggi ha favorito le vendite su ENI e ancor più su Saipem. Cosa può dirci di questi due petroliferi?

Le vendite su ENI sono assolutamente fisiologiche e nella norma, considerando anche la forte correlazione con il petrolio che finalmente molla la presa e inizia a decelerare.

La correzione di ENI mi sembra in linea con un petrolio che cede e credo che abbia spazio ulteriore verso zona 9,66/9,65 euro, dove il titolo incontrerà un bel supporto dinamico in essere da novembre 2020.

Solo al di sotto di area 9,65 euro inizierei a vedere la situazione in maniera più negativa, ma fino ad allora mi sembra una fisiologica correzione da eccesso di comprato del petrolio e non del titolo ENI in quanto tale.

Saipem enfatizza in un senso e nell'altro i movimenti dell'oro nero, è molto più speculativo di ENI ed è più adatto alla speculazione allo stato puro.

Quando nei giorni scorsi il titolo ha toccato i 2,48 euro ha realizzato un perfetto pull-back ribassista.
Anche il grafico di Saipem, al di là rispetto a quanto successo sul petrolio, ha una configurazione chiaramente short e la sta assecondando.

Su questo titolo non ho un target pulito e a livello dinamico non vedo un granchè: vedo una zona statica in area 2,05 euro che potrebbe essere il target di questa discesa.

Tra i titoli che sono saliti in controtendenza oggi troviamo Enel. Quali strategie ci può suggerire?

Tre giorni fa Enel ha toccato con precisione quasi millimetrica area 8 euro, soglia tecnica di particolare importante in quanto era il pull-back sull'ultima trendline rialzista violata verso l'alto.

Entrare ora non mi sembra così corretto, anche perchè ho la sensazione che il Ftse Mib si stia reggendo ancora bene grazie ad Enel che è il titolo più pesante del paniere in termini di capitalizzazione.

E' proprio la performance di Enel in queste ultime tre sedute che allontana lo spauracchio di ribassi più profondi per il Ftse Mib.

Comprare ora Enel mi sembra tardivo e avrei preferito entrare in area 8 euro, fermo restando che il titolo sarà il driver dei prossimi giorni per la situazione complessiva a Piazza Affari.

Se Enel dovesse iniziare a scivolare sotto 8,17/8,15 euro, consiglierei di fare attenzione perchè in quel caso, in un contesto di mercato già in moderata correzione, il titolo rappresenterebbe l'innesco di una variabile direzionale più potente.