Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giancarmelo Spampinato, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L’euro-dollaro continua a mostrare un andamento negativo di fondo: quali i possibili sviluppi nel breve?

Le ultime notizie diffuse dalla Banca Centrale USA, hanno rafforzato lievemente il biglietto verde rispetto all’euro, confermando la configurazione di breve periodo ribassista sul cambio euro-dollaro.

La scorsa settimana abbiamo assistito ad un falso break-out del supporto individuato a 1,17 e le contrattazioni si sono immediatamente riportate al di sopra di tale livello.

Il ritracciamento però, non ha per il momento accumulato forza a sufficienza per invertire il trend ribassista e i volumi di scambio (complici i “dog days” estivi) sono ridotti al minimo.

Il meeting di Jackson Hole è ormai alle porte e gli investitori sono in attesa del discorso del Presidente della FED Jerome Powell, che si pronuncerà in merito alle tempistiche previste per l’attivazione del tapering, e dunque per la riduzione progressiva dell’acquisto di assets, quest’ultimo avviato per supportare l’economia del paese nel corso della crisi pandemica.

Intanto, ulteriori dati macroeconomici relativi al tasso di inflazione negli Stati Uniti, potrebbero influenzare le prossime mosse della banca centrale.

Da un punto di vista tecnico, l’euro-dollaro continua a gravitare intorno a 1,17 e potrebbe essere pronto per un nuovo test del supporto, una volta fatta chiarezza sulla politica monetaria d’oltreoceano, rivista alla luce della pubblicazione del Cоre CPE, l’indicatore più utilizzato dalla FED per analizzare e misurare l’inflazione.

Una rottura decisa del supportо potrebbe spostare le contrattazioni a circa 80 pips più in basso, a 1,1622, in corrispondenza del minimo toccato il 2 novembre 2020.

Tenendo in considerazione ancora una volta i volumi di scambio (generalmente contenuti nel periodo estivo), la rottura del supporto potrebbe generare un nuovo pull-back, prima di proseguire la discesa.

Le possibilità di rialzo sono al momento limitate. Nell’eventualità remota di un’inversione del trend ribassista attualmente in corso, la prima resistenza verrebbe posizionata in zona 1,1800 - 1,1804, in corrispondenza del massimo del 13 agosto 2021, con possibile estensione a 1.1908 (massimo del 30 Luglio 2021).

Il Ftse Mib ha interrotto il movimento ascendente che lo aveva visto salire in direzione di area 27.000. A cosa prepararsi ora?

Il FTSE Mib si trova in configurazione rialzista di medio-lungo periodo da ottobre 2020.  
I bassi volumi di agosto non riescono ad imprimere una direzionalità precisa alle contrattazioni.

Dal grafico giornaliero possiamo notare come il prezzo spot si mantenga costantemente al di sopra delle medie mobili, nonostante il recente ritracciamento da quota 26.680 punti, che ha innescato un movimento ribassista correttivo ancora in corso.

Ora il baricentro degli scambi è il supporto individuato a 26.000 punti. Ci aspettiamo però nuovi rialzi del Ftse Mib nelle prossime settimane, con un test del massimo toccato il 13 agosto (26.680) e possibile estensione del movimento fino a 27.000 punti.

ENI e Saipem hanno raggiunto livelli di prezzo interessanti? Valuterebbe un acquisto dei due titoli?

ENI ha mantenuto per circa 3 mesi il valore per singola azione al di sopra di 10 euro, eccezion fatta per una lieve flessione registrata a fine luglio. Ora il prezzo si trova intorno a 10,20 euro per azione.

I livelli sono ancora molto bassi se paragonati al periodo pre-pandemico, anche se le quotazioni hanno recuperato circa il 50% del lungo down-trend partito dal mese di dicembre 2019.
Per le prossime settimane ci aspettiamo un’ulteriore spinta rialzista, accompagnata dal prezzo dell’oro in crescita.

Il primo livello di resistenza é individuabile intorno ai massimi toccati in giugno e agosto, rispettivamente a 10,50-10,70 euro.

Nel caso in cui la rottura venga supportata da volumi di scambio crescenti, potremmo volgere lo sguardo più in alto a 11 euro e 12 euro per azione, valori toccati a febbraio 2020.

Nel caso meno probabile in cui le contrattazioni dovessero portarsi al di sotto della soglia psicologica individuata a 10 euro invece, potremmo assistere ad un primo test ribassista intorno a 9,45 euro, con possibile estensione a 9 e 8,20 euro (minimo di febbraio 2021).

Anche Saipem per tutto il 2021 ha tenuto botta, nonostante il down-trend, mantenendosi quasi sempre al di sopra dei 2 euro per azione, dopo aver toccato i minimi nel 2020 (poco sotto 1,5 euro).

Quest’anno abbiamo assistito ad un timido tentativo di attacco della resistenza individuata a 2,7 euro nel mese di febbraio, per poi riportarci progressivamente sui valori attuali, intorno ai 2 euro.

Il grafico tecnico non suggerisce al momento spunti rialzisti interessanti. Solo un'eventuale rottura del massimo del 4 giugno a 2,25 euro, potrebbe infondere un po’ di ottimismo agli investitori, innescando un movimento correttivo con probabile estensione fino a 2,65 euro.

Proprio in questo momento il prezzo spot si trova al di sotto dei 2 euro per azione. Il minimo del 19 luglio a 1,83 euro è ora sotto i riflettori: se gli scambi dovessero trovare terreno fertile per nuovi ribassi a rottura del supporto, potremmo nuovamente toccare il minimo di ottobre 2020 a 1,40 euro per azione.

Ci sono dei temi particolari a cui consiglia di guardare a livello intermarket in questa fase?

Le pressioni inflazionistiche provenienti dagli Stati Uniti e l’attuale forza del dollaro hanno influenzato anche il mercato delle commodities e dei beni rifugio.

Ancora una volta l’oro è protagonista: dopo essersi portato intorno ai 1.700 dollari nella seconda settimana di agosto, le quotazioni hanno recuperato terreno, raggiungendo e superando i 1.800 dollari.

Il prezzo si trova attualmente fra le medie mobili e un eventuale test e rottura di quella a 200 giorni, potrebbe riportare gli scambi a 1.832 (massimo del 29 luglio 2021) e 1.900 dollari.

L’oro nero, invece, in agosto ha registrato un rallentamento dello slancio rialzista iniziato a novembre 2020, che ha portato le quotazioni del Brent venerdì scorso intorno ai 65 dollari (minimo da maggio 2021).

Ci troviamo comunque sempre al di sopra della media mobile a 200 giorni, dunque il ritracciamento delle ultime settimane potrebbe essere solo il side effect delle prese di profitto degli investitori.

A partire da lunedì 23 infatti, abbiamo assistito ad un mini-rally rialzista, che ha portato il prezzo del petrolio nuovamente in prossimità della resistenza posta a 70 dollari.

Rinnovate forze in acquisto, potrebbero spostare gli scambi al di sopra di tale livello, con primo test a 71,7 (massimo dell’11 agosto 2021) e possibile estensione fino a 76 dollari (massimo del 30 luglio 2021).

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