Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari stanno ritracciando dai recenti massimi, senza subire bruschi cali per ora: cosa aspettarsi?

Si naviga, più' che mai, a vista, teleguidati dagli stop and go dettati dalla pandemia ed ora anche dalle varianti).

Per contrastare la pandemia e la sua variante, ora più aggressiva, non si è fatto nulla anche in questa occasione, non diciamo a livello mondiale, difficilmente coordinabile e fattibile come intervento, ma neanche a livello europeo.

Ad ogni recrudescenza dei parametri, corrisponde quasi sempre una stagnazione di tutti i mercati, quantomeno poco sotto i massimi assoluti, con accelerazioni sempre più ampie mano a mano che i dati e la situazione sanitaria tendono a peggiorare.

I mercati USA ed europei hanno chiuso la scorsa ottava in modesto assestamento, ma nell'after market i futures sono andati anche sotto i livelli supportivi più prossimi.

Uno per tutti il Dow Jones che, pervenuto il mese scorso fin anche sui forti  supporti di area 33.200/33.300, è prontamente rimbalzato fino a lambire i 35.000 punti, per poi piano piano stornare nella tarda serata di venerdì, fino ad area 34.500.

Prevediamo, se aumentassero le preoccupazioni circa le varianti a livello globale, già dalle prime sedute di questa settimana un ritorno in area psicologica 34.000 di Dow Jones, per andare a ritestare i 33.800/33.900 punti.

Ci sarà poi da vedere se si formerà un doppio minimo crescente, positivo per i mercati, se non altro per la sola analisi tecnica, o se si assisterà al raggiungimento e superamento dei forti supporti di area 33.200/33.300 ed allora saranno dolori.
Ciò naturalmente si rifletterà inevitabilmente anche sui listini europei.

Il Ftse Mib sta negando il recupero partito dai recenti minimi: c’è il rischio di nuovi ribassi nel breve?

Non molto da aggiungere per quanto riguarda il Ftse Mib che oggi vede lo stacco degli ultimi dividendi, in conseguenza del quale si sta sostanzialmente allineando al relativo future.

In simbiosi con quanto potrà accadere negli USA, prevediamo per il Ftse Mib un arrivo sui 24.200/24.300 punti, con possibile rottura della soglia psicologica dei 24.000 punti e ribassi fino ai 23.800/23.900 punti.

Da un lato la massiccia vaccinazione ci salva in gran parte dalle forme gravi del coronavirus, dall'altra il boom turistico verso il nostro Paese ci espone a rischi di importazione ora non quantificabili.

ENI e Saipem sono penalizzati dalla netta correzione del petrolio: cosa fare con questi due titoli ora?

Anche ora con il petrolio che storna al di sotto dei 70 dollari al barile, ENI rimane avvantaggiata rispetto a Saipem.

ENI si conferma in un range ben definito, con forte liquidità anche con le opzioni, bassa volatilità ed alto dividendo, con acconto di fine anno.

Il titolo va raccolto aumentando la quantità a scendere, fin dai 10,20/10,30 euro, con livelli successivi di interventi a 9,80/9,50 e 9,20-9,30.

Coprire con opzioni in vendita call a medio lungo termine, da dicembre e poi marzo 2022 strike 11. Per trading, anche vendita di put 9/ 8,50.

Per Saipem, il progetto di cambiamento di pelle sarà lungo e pieno di incognite, per cui meglio stare su ENI, titolo in tutti i sensi petrolifero.

Non azzardare acquisti su Saipem, neanche con opzioni estremamente costose.

Stellantis e Ferrari offrono spunti interessanti sui livelli attuali? Quali consigli ci può fornire per entrambi?

Puntiamo sempre su Stellantis, il vero automotive europeo che non potrà che salire lentamente e che darà molte più soddisfazioni di Ferrari, ormai giunta al traguardo!

Entrando in dettaglio, per Stellantis si può valutare una prima entrata in acquisto a 15,20/15,30 euro e poi in misura più importante a 14,80/14,90 euro.

Ferrari sempre da alleggerire molto sui 175/180 euro e vendere totalmente sui 185/190 euro, dove si andrebbe a formare un doppio massimo decrescente, una figura che suggerisce anche una uscita totale dal titolo totale.

L’euro-dollaro continua ballare intorno all’area di 1,18: è bene prepararsi ad ulteriori flessioni?

In effetti c'è molta lotta in area 1,18 di euro-dollaro.
Al momento il tiro alla fune di FED e BCE pare equivalersi e così pure le posizioni di short e di long fra gli operatori.

Per il crollo è percentualmente più plausibile un ritorno, come minimo, sui livelli già testati di 1,2250/1,23, con remota possibilità a medio-lungo termine anche sugli 1,2450/1,25, più che andare a rompere al ribasso detto equilibrio in area 1,18, fino agli 1,1650.

Questo poiché un mix di alta inflazione costante e i primi aumenti dei tassi in USA, non potranno che gonfiare ancora ulteriormente il già enorme debito pubblico statunitense.