Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib è tornato indietro dopo essersi spinto ad un passo da quota 25.000? Il rialzo è finito o ci sono ancora margini in salita?

Segnaliamo che a Wall Street stanno di nuovo "controruotando", cioè è tornato a salire il Nasdaq Composite e si sono un po' fermati i titoli ciclici.

In questa rotazione non deve stupire quindi che Piazza Affari tiri un po' il fiato, fermo restando che il Ftse Mib è sceso un po' ma non c'è nulla di preoccupante per ora.

C'è da dire che ora inizia la nuova stagione delle trimestrali negli Stati Uniti e tra le prime società a presentare i conti troviamo le banche.

Inizieremo così ad avere un'idea di quello che ci diranno, degli utili attesi e sarà soprattutto importante vedere quanti soldi fanno le banche con il trading, visto che con i tassi bassi per il resto ne fanno pochi.

Tornando al Ftse Mib, segnalo un bel supporto in area 24.000, sotto cui si guarderà ai 23.600/23.700 prima e ai 23.200/23.000 in seguito.

Al rialzo invece la prima resistenza è in area 25.000, superata la quale si guarderà ai top del 2020 a ridosso dei 25.500 punti.

L'evoluzione nel breve dipenderà anche da come andrà la stagione dell trimestrali negli Stati Uniti.
Quelo che conta molto ora è soprattutto il fatto che il mercato ha bisogno di ritrovarsi un po' perchè è rimasto un po' imbastito.

Anche il Dax ad esempio per ora è fermo  quindi ci deve essere un innesco che per ora non c'è.
Se si tornerà ad andare verso l'alto, anche il Ftse Mib riprenderà a spingersi in avanti, fermo restando che per ora i bancari e i titoli oil sono sostanzialmente fermi per ora.

Al Ftse Mib manca di essere un po' tonico perchè ora sembra un po' moscio e spuntato: in altre parole l'indice ha perso verve e con esso buona parte delle azioni che erano salite fino a poco fa.

Ritiene che in questa fase sia meglio stare alla larga dal settore bancario o ci sono titoli appetibili?

Non posso dire che i titoli del settore bancario graficamente mi piacciano tanto, segnalando che hanno avuto una battuta d'arresto di un certo rilievo.

I bancari hanno ritracciato e ora starei attento a vedere se daranno o meno un segnale di ripresa da cavalcare per eventuali nuovi ingressi long.

ENI si mostra più cauto di Saipem oggi: quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

ENI deve tenere quota 9,8 euro, tenendo presente che intanto il petrolio al momento si mostra piuttosto stabile in attesa di trovare una nuova strada da percorrere.

Per ENI discese fino a 9,8 euro non andranno ad intaccare negativamente l'impostazione grafica che lascia la porta aperta a nuovi rialzi.

Un primo target verso l'alto si può individuare a 10,6 euro, con proiezione successiva in area 11 euro.

Per Saipem quella dei 2,25/2,2 euro è un'area importante e deve essere difesa per evitare ulteriori cali.
Tra i due titoli del settore oil non è dubbio sul fatto che sceglierei ENI al posto di Saipem.

Quali sono i titoli cu sui consiglierebbe di puntare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo Atlantia che ha segnato una delle sedute più alte da diverse tempo.
Il titolo deve confermare il breakout e una volta superato il massimo a 16,85 euro potrà muoversi ancora verso l'alto.

Mi giocherei poi cosa fa il Nasdaq sotto la resistenza, visto che o rompe i massimi ora o torna indietro.
In quest'ottica guarderei ad STM che sopra area 33,5 euro troverà nuovo lancio e potrà puntare ai recenti massimi poco sotto i 33 euro.

Il terzo titolo da segnalare è Amplifon che a mio avviso ha disegnato un piccolo triangolo, si trova sotto i massimi ma può dare vita ad un movimento al rialzo, con target il precedente massimo poco sotto area 38 euro.