Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib in chiusura di settimana ha aggiornato leggermente i massimi dell'anno: si aspetta ulteriori progressi dai livelli correnti?

Il Ftse Mib si è tirato fuori dalla congestione e anche se la volatilità è bassa ci potrebbe essere uno storno, pechè magari potrebbe non avere abbastanza forza per continuare a salire.

Segnalo un primo supporto intorno ai 24.920 punti che dovrebbe contenere un'eventuale pressione ribassista e da lì il Ftse Mib potrebbe anche provare a rimbalzare.

Il trend è indubbiamente sano con l'indice che si è spinto poco oltre i massimi del 2020 e con conferme oltre area 25.500 si potrebbe anche avere un piccolo aumento di volatilità con possibili allunghi verso area 26.000 prima e in seguito in direzione dei 26.500 punti nella migliore delle ipotesi.

Al ribasso sarà importante la tenuta del supporto a 24.920 punti, visto che un cedimento di questo aprirà le porte ad una discesa verso area 24.400 prima e in seguito in direzione dei 24.000 punti, supporto che già reggeva la congestione cui facevano accenno prima.

La mia idea è che il Ftse Mib nel complesso possa reggere e continuare quindi a muoversi al rialzo, segnalando che l'area dei 25.000 dovrebbe contenere eventuali spinte ribassiste.

Anche discese fino a tale soglia non andranno a modificare la view rialzista sull'indice.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Banco BPM e Bper Banca e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Banco BPM è salito in modo importante nell'ultimo periodo ed è andato ben oltre i massimi del 2020.
Se il titolo dovesse rompere al ribasso i 2,9 euro potrà scendere verso i 2,8 euro prima e i 2,7 euro in seguito.

Sopra i 3 euro invece Banco BPM potrà spingersi in avanti verso i 3,1 euro prima e i 3,15 euro in seguito.

Bper Banca ha stornato dopo i top del 25 maggio e ora mostra un andamento piatto.
Il titolo non è molto interessante dal punto di vista grafico: sotto 1,95 euro potrebbe scendere verso 1,8 euro, mentre se Bper Banca romperà al rialzo i 2,05 euro punterà ai 2,17 euro, con proiezione successiva a 2,35 euro.

Saipem si è messo in evidenza in chiusura d'ottava, mentre ha chiuso in rosso ENI. Cosa può dirci di questi due titoli?

ENI ieri ha provato ad allungare verso la resistenza dei 10,63 euro, da violare per porre fine alla congestione in atto.
Solo con la rottura decisa del livello appena indicato il titolo potrà salire ancora con target in area 11,5 euro.

Nuovi indebolimenti porteranno ENI verso la soglia dei 10 euro, sotto cui si guarderà ai minimi del 3 maggio a 9,62 euro, con proiezione successiva a 9 euro.

Saipem da maggio ha iniziato a ritrovare la via rialzista e negli ultimi giorni c'è stata una bella divergenza alquanto interessante alla luce della quale penso che il rialzo possa continuare.  

Non bisogna escludere un eventuale storno verso i 2,14 euro, da cui potrebbe partire un rimbalzo che permetterebbe a Saipem di continuare a salire.

Ci aspettiamo che il titolo possa salire in area 2,4 euro, oltre cui ci sarà spazio fino ai 2,7 euro, all'incirca sui massimi di febbraio.

Sotto i 2,14 euro invece Saipem scenderà prima a 2 euro e poi a 1,9 euro, ma dubito che il titolo possa girarsi nuovamente al ribasso nell'immediato.

Telecom Italia si è riportato ad un passo da quota 0,45 euro: qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia mostra volatilità e volumi molto bassi nelle ultime sedute, ma dal 3 maggio ad oggi ha segnato dei minimi crescenti.

In area 0,45 euro il titolo incontra una resistenza forte da superare, oltre la quale ci sarà spazio per un test di quota 0,47 euro.

Il primo supporto è a 0,435 euro, sotto cui Telecom Italia tornerà verso zona 0,4 euro.