Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, trader-Directa SIM, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib sta tornato indietro verso i recenti minimi di periodo. C'è il rischio di ulteriori flessioni nel breve?

Il Ftse Mib secondo me si è inserito in una specie di tunnel e già dalla scorsa settimana è poco volatile.

Probabilmente l'indice ha bisogno di capire se riesce a caricare ancora la molla per andare verso l'alto e deve questo al fatto che ci sono le azioni value nel nostro listino.

Se si osserva un grafico del Ftse Mib su scala settimanale, si nota che la scorsa ottava e quella in corso sono inutili ai fini di determinare qualcosa.

Ci si aspetta quindi che sia tutto fermo, ma guardando i grafici appare in maniera evidente e marcata che la geografia all'interno dell'indice sta cambiando tantissimo.

Ci sono dei titoli con dei trend ribassisti feroci: tutti quelli che erano saliti tanti con il Covid, come ad esempio Amplifon, Campari Interpump e Diasorin, hanno dei grafici pessimi ora.

Ci sono poi dei titoli come i bancari, ma anche gli energetici, che sono in recupero, quindi è come dire che si toglie un chilo da un piatto e se ne mette uno sull'altro.

C'è quindi una grande rotazione settoriale, ma siccome Piazza Affari è ricca di titoli value, ce ne stiamo accorgendo poco come indice, ma si nota subito guardando i grafici dei titoli.

A mio avviso durerà ancora questa rotazione verso il value e questo significa che il mercato sta cambiando davvero tanto rispetto allo scorso anno.

Volendo dare dei numeri, se il Ftse Mib riuscirà a riportarsi sopra area 27.500 potrà tornare sui recenti top di periodo, ma al ribasso sarà importante la tenuta dei 27.250/27.200 per evitare ulteriori discese verso i 27.000 punti prima e in seguito in direzione dei 26.800 e dei 26.500 punti.

ENI, Saipem e Tenaris restano sotto la lente sulla scia del perdurante rialzo del petrolio. Cosa può dirci di questi tre titoli?

ENI, Saipem e Tenaris hanno tutti grafici molto belli e per questi tre titoli sarà fondamentale valutare cosa succederà una volta raggiunti gli 85 dollari del petrolio.  

In caso di superamento di questa soglia, si sbloccheranno resistenze importanti e si avrà una continuazione del trend in atto.

Se al contrario l'oro nero dovesse ricordarci che a 85 dollari è un doppio massimo, allora in quel caso ci sarebbe un movimento che potrebbe respingere i titoli oil verso il basso.

Segnalo in ogni caso che si tratta di 3 azioni in un contesto grafico differente: per Saipem lo scenario di lungo periodo è ribassista e l'attuale recupero per ora ha avuto solo i connotati del rimbalzo, senza escludere che possa trasformarsi in qualcos'altro.

Tenaris è ben impostato e potrebbe raggiungere gli 11 euro da cui è stato respinto nella seconda parte del 2021.

ENI è quello con il grafico decisamente migliore perchè il gruppo non è solo petrolio alla fine.
Il titolo secondo me ha più prospettiva ed è meno impattato dal mark to market costante con il petrolio.

Molto interessante il grafico di ENI che dopo il breakout dei 12,8 euro sta rientrando attualmente in un range di oscillazione che può anche vedere un target in area 14/14,3 euro.

In caso contrario il titolo rischia di tornare poco sopra i 12 euro e precisamente verso l'area di supporto a 12,3 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Leonardo e quali le attese nel breve?

A inizio anno ho inserito in una mia analisi anche Leonardo tra i titoli un po' dimenticati dal mercato.
Leonardo però ha rotto gli indugi e recentemente ha fatto un breakout molto importante in ara 6,6/6,65 euro.

Ora il titolo si dirige verso scenari nuovi e personalmente mi pongo un target a 7,15/7,2 euro, ma ovviamente non è detto che lo raggiunga.

Un altro titolo dimenticato dal mercato è Buzzi Unicem che viene da un secondo semestre del 2021 pessimo, ma già da dicembre ha reagito sui 18 euro e in qualche modo sta cercando di invertire la rotta.