Di seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

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I mercati azionari restano ancora ai massimi, al traino dei nuovi record toccati da Wall Street. Nel breve sono attesi nuovi rialzi?

Su base strettamente grafica direi di sì. Per l’analisi ciclica ci sarebbe tempo sino a circa metà settembre per una fase mediamente rialzista.

Tuttavia, qualsiasi dato che parli di una Inflazione sopra le attese potrebbe avvicinare il Tapering della Fed, che è l’unica cosa che interessa ai mercati, i quali danno poco peso agli eventi economici, pandemici e geopolitici.

Il Ftse Mib continua a viaggiare a poca distanza da area 26.000, senza riuscire ad allontanarsi da questa soglia per ora. Quali i possibili scenari?

Se proseguirà la spinta rialzista dei mercati Usa, ed in seconda battuta anche dei più importanti indici azionari europei, anche il Ftse Mib potrebbe ritornare verso i recenti massimi intorno a 26.700 punti e testare quota 27.000.

Va detto che l’indice italiano ha una forza relativa inferiore e anche graficamente si nota una certa fatica a salire verso i massimi precedenti.

Anche il mercato delle Opzioni (mediante lo studio dinamico degli Open Interest) non vede potenzialità di decisi rialzi.

ENI e Saipem sono tornati sotto la lente sulla scia dei recenti movimenti del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI e molti petroliferi sono meno agganciati al prezzo del petrolio rispetto a quanto accadeva prima della pandemia.
Al di là di questo fattore, se ENI riuscisse a fare nuovi massimi sopra 11 euro, potrebbe avere ampi spazi di risalita, diciamo verso i 12,5 euro almeno.

Saipem resta un titolo in sofferenza e dal punto di vista grafico non offre spunti interessanti.
Avrebbe senso acquistarlo, in termini di investimento, solo quando si vedranno gli effetti del nuovo Amministratore Delegato, Francesco Caio, che ha sempre portato risultati dove è intervenuto con tale carica.

Stellantis è frenata dalle ultime notizie sulla carenza di chip nel settore. Cosa può dirci di questo titolo?

Graficamente Stellantis è ancora in fase rialzista e solo sotto 16 euro potrebbe destare preoccupazioni.

Difficile sapere quando l’effetto della carenza dei chip può terminare. Non lo ritengo un titolo da considerare adesso, anche su una correzione maggiore.

Dal punto di vista fondamentale questo titolo sconta aspettative quasi “miracolose” sull’integrazione Fca-Peugeot e soprattutto sulle prospettive di recupero (– 25% le vendite del 2020) e le prospettive di quote di mercato mondiali.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari? A quali consiglia di guardare in particolare ora?

Se parliamo nel breve periodo (pochi giorni o qualche settimana) andrei a cercare tra titoli che sono in fase di accumulazione e che potrebbero rompere al rialzo (ma difficile ipotizzare le tempistiche).

Tuttavia non vedo titoli che hanno chiare prospettive di rotture rialziste, anche se mi piace il settore bancario e assicurativo.
Forse Unipol alla rottura rialzista di 5,1 euro potrebbe essere un buon acquisto.

Che cosa ci dice l’analisi di Sentiment legata alla Volatilità Implicita?

La Volatilità Implicita sul mercato Usa (Vix) resta mediamente bassa e quindi favorevole al trend rialzista dell’indice azionario.

Anche per la volatilità implicita in Europa (Vstoxx) siamo su valutazioni abbastanza simili.

Vi è un altro indicatore legato alle Opzioni che è lo Skew Index, relativo alle coperture di portafogli mediante acquisto di Put.

Ebbene, siamo su valori intorno a 160, che storicamente sono molto elevati. Pertanto gli operatori professionali acquistano sì azioni Usa, ma si coprono (più che in altri periodi) da pericoli di improvvise correzioni.