Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Il Ftse Mib ha raggiunto il primo target al ribasso in area 22.500, da lei indicato nelle ultime interviste. Cosa aspettarsi ora?

In effetti anche stavolta ci abbiamo messo la faccia, in quanto ribassisti ad oltranza e da almeno 12 mesi, quando erano rimasti veramente in pochi e da contare sulle dita di una mano quelli come noi. Ora sul carro stanno piano piano convertendosi in molti.

Neanche il superamento della barriera dei 28.000 punti di Ftse Mib nei mesi scorsi ci ha fatto deviare solo un attimo ed abbiamo continuato a recitare lo stesso identico copione.

Per ben quattro volte, due nell'anno in corso, l'indice si è prima fermato sui livelli attuali di area 22.500/22.600, mentre dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino è andando a toccare intraday anche area 21.000/21.500,
facendo ogni volta segnare minimi e massimi sempre più bassi.

Dopo il venerdì nero prevediamo un sostegno sui titoli che hanno sofferto di più, come i bancari che hanno accusato perdite anche molto oltre il 5%.

Come già detto ed anticipato nelle precedenti interviste, potremo vedere per il Ftse Mib un ulteriore ritocco più in basso dei minimi e dei massimi anche fin verso area 21.000/21.500.

In estate ed ancora di più in autunno, ci aspettiamo che il Ftse Mib possa andare a chiudere l'ultimo gap, saltando il poco affidabile e solo psicologico, posto a 16.000/16.500 punti.

Forse non ci sarà necessità che il conflitto diventi infinito, ma che si avverino solamente le previsioni ufficiali sull'inflazione, con conseguente ricaduta su stagnazione o peggio, recessione dell'economia, non solo italiana ma mondiale.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dello Spread BTP-Bund e del rendimento del decennale?

Lo Spread BTP-Bund è arrivato venerdì fino ai 234 punti, mentre il rendimento del BTP decennale è ormai ad un passo dal 4%, contro i massimi degli ultimi 12 mesi del Treasury stessa scadenza, attorno al 3,2%.

Se si dovesse verificare per i BTP il superamento del 4% di rendimento, ne vedremo delle belle, cioè una situazione simile a quella verificatasi nel lontano 1992, solo per l'Italia e per la nostra Lira.

Non pensiamo che si possa andare molto oltre il 4%/4,5% di rendimento, essendoci ora lo scudo dell'euro e dell'Europa che ci protegge.

Prepariamoci comunque per il medio periodo, autunno 2022/inverno 2023, e per il lungo termine (2023) a vendite massicce sui nostri titoli di stato a medio-lungo periodo.

ENI è crollato più del Ftse Mib venerdì scorso, mentre si è difeso un po’ meglio Tenaris. Cosa può dirci di questi due titoli?

Come evidenziato prima, anche le altre big del listino e non solo le piccole e medie capitalizzazioni subiranno in minor o maggior misura la stessa sorte, con i listini che faranno ben pochi distinguo, almeno inizialmente.

Eviteremo quindi di iniziare a raccogliere con leggerezza ed a "piramide rovesciata sia ENI che Tenaris, fino all'avvicinamento da parte del Ftse Mib, dell'area finale di massima distribuzione posta a 16.000/16.500 punti.

Come valuta l’attuale impostazione di due titoli industriali molto diversi tra loro come Leonardo e Stellantis?

Senza sembrare semplicistica la nostra risposta, ma è realmente la stessa che diamo ai lettori abbonati alla nostra lettera quotidiana ed ai nostri servizi consulenziali, ed è la medesima fornita per ENI e Tenaris poco fa.

Certo una Stellantis potrebbe essere meno rischiosa di Leonardo.
Il primo titolo non può mancare nei portafogli per eccellenza come ciclico ed industriale sui minimi degli ultimi 12 mesi.

Leonardo,che è sui massimi ed è molto influenzabile da altri fattori come il connubio commesse-guerre, può invece ancora attendere.

L'oro ha allungato il passo prima del week-end. Qual è la sua view su questo asset?

Movimenti oltre la mediana più volte segnalata a 1.850 dollari per l'oro, ma nulla di più, anche se con un +1%, che non si vedeva da alcune sedute ed a quota 1.875 dollari, sempre in range 1.850/1.950 dollari.

Per avere una valenza più significativa, in un senso o nell'altro, bisogna andare verso i supporti di area 1.700 dollari o le resistenze di 2.100 già sfiorate velocemente negli ultimi 12 mesi.