Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib si conferma molto volatile e dopo il rally di ieri torna a perdere terreno oggi. Quali le attese nel breve?

La situazione si conferma molto delicata per i mercati azionari e, come per le altre Borse europee e USA, anche per Piazza Affari molto dipenderà dalle cose che possono succedere sul fronte geopolitico.

Bisogna stare molto attenti perchè si rischia anche un ritorno del Ftse Mib sui recenti minimi di periodo e avere un seguito ribassista.

L'indice in queste ultime giornate ha dimostrato che a forti cali possono seguire anche rimbalzi decisi, motivo per cui è bene muoversi con estrema cautela perchè la volatilità e l'incertezza sono su livelli molto alti.

Solo con un ritorno sopra i 25.500/25.700 punti il Ftse Mib potrà puntare alla chiusura di un gap lasciato aperto in area 26.950, con proiezione successiva in area 26.400.

Al ribasso il supporto chiave è sui minimi del 24 febbraio in area 24.500, sotto cui si guarderà subito ai 24.300 punti che in passato hanno assunto una certa importanza come supporto e resistenza.

In caso di violazione di area 24.300 il Ftse Mib scenderà ancora verso i 24.000 punti prima e in seguito in direzione di area 23.000.

Gli occhi sono puntati ora sul negoziato Russia-Ucraina iniziato questa mattina e se non sarà trovato un accordo si continuerà a scendere.

Anche una sola parola detta male, da parte di Putin o del presidente dell'Ucraina, può cambiare le sorti del Ftse Mib e degli altri indici.

Enel sta provando a riposizionarsi sopra quota 6,5 euro, mentre è ben più forte Terna. Qual è la sua view su questi due titoli?

Enel ha violato due resistenze, a 6,28 e 6,48 euro, e ora si sta dirigendo verso i massimi del 17 febbraio a 6,58 euro, oltre cui si guarderà alla resistenza dei 6,68 euro, con proiezione successiva a 6,68 euro.

Al ribasso il supporto chiave da monitorare è a 6,08 euro, sotto cui Enel scenderà a 5,87 euro prima e a 5,63 euro dopo.

Terna è salito davvero tanto e ora farei attenzione perchè ora potrebbe anche rifiatare e tornare indietro verso area 7 euro.

Non escludo discese anche fino a 6,87 euro, la cui tenuta offrirà un'occasione per aprire posizioni long, con primo target a 7,25 euro e poi a 7,37 e a 7,5 euro.

Sotto i 6,87 euro Terna rischierà di tornare verso quell'area di congestione a ridosso dei 6,6 euro.  

Come valuta l'attuale impostazione di ENI e Tenaris e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

ENI tutto sommato non sta subendo grandi contraccolpi, riuscendo a difendersi in qualche dalla negatività del mercato grazie alla salita del petrolio.

Il titolo è alle prese ora con l'ostacolo dei 13,59 euro, superata la quale il focus sarà sui 13,79 euro, oltre cui si apriranno le porte per i 14,08 euro.

La view ribassista non è da escludere a priori per Ene, segnalando un primo supporto intermedio a 13,35 euro, sotto cui l'attenzione si sposterà sui 12,98 euro, con il rischio di scendere fino a 12,68 e a 12,25 euro nella peggiore delle ipotesi.

Per Tenaris si è creata una zona di congestione tra i 10,7 e gli 11,11 euro e la rottura al rialzo di quest'ultimo livello apre le porte ad un rialzo verso gli 11,53 euro prima e gli 11,94 euro in seguito.

Al ribasso occhio alla fascia supportiva dei 10,7/10,55 euro, rotta la quale Tenaris scenderà verso i 10,28 e i 9,86 euro.