Di seguito riportiamo l'intervista a Walid Koudmani, Chief Market Analyst di XTB, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

I mercati devono fare i conti con la Fed dopo il meeting della BCE la scorsa settimana. Quali le attese e le possibili reazioni?

Le decisioni delle Banche Centrali stanno diventando sempre più importanti, mentre l'inflazione continua a essere la priorità assoluta per via dei danni che sta causando.

Dopo la decisione della BCE di aumentare finalmente il tasso nell'ultima riunione, si prevede che la FED effettuerà un incremento dei tassi di interesse di 75 punti base.

Ciò collocherebbe il tasso sui fondi Fed nell'intervallo target del 2,25-2,50%. All'inizio di questo mese si parlava di un potenziale per la Fed di optare per un aumento del tasso di 100 punti base, poiché l'inflazione ha superato il 9% a giugno.

Di recente il dollaro USA ha nettamente sovraperformato l'euro e le altre principali valute.

Sebbene per ora sia stato evitato un calo al di sotto dei livelli di parità sull'euro-dollaro, la coppia di valute principale continua ad aggirarsi vicino a a quota 1,00 e una Fed aggressiva potrebbe spingere le quotazioni oltre verso il basso.

Se la Fed decidesse di inviare un messaggio più accomodante, il Nasdaq e altri indici azionari potrebbero trarne vantaggio.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a dare un seguito al recupero partito dagli ultimi minimi. Quali i possibili scenari ora?

La situazione resta molto incerta per i mercati azionari, particolarmente per quello italiano che ora oltre alla politica della BCE, ha anche a che fare con la crisi di governo in Italia.

Sebbene il sentiment generale sembri essere migliorato di recente, una BCE più aggressiva e un calo delle forniture di gas dalla Russia potrebbero avere un impatto reale sull'economia italiana e di conseguenza anche sul potenziale delle azioni.

Se dovessimo vedere un miglioramento della situazione macroeconomica, potrebbe portare ad una continuazione della ripresa del Ftse Mib.

Visto l'andamento dei prezzi del petrolio, quali strategie ci può suggerire per due titoli oil come ENI e Tenaris?

Uno dei settori più interessanti di recente è stato quello del petrolio e dell’energetico, con molte notizie che hanno mosso i mercati, particolarmente a causa del conflitto Russia-Ucraina.

Una potenziale strategia in tempi di incertezza energetica potrebbe essere puntare sulle aziende che sono legate al settore, dato che generalmente un aumento del prezzo di questi beni si traduce in un incremento delle entrate di queste compagnie.

Diventa sempre più importante seguire le notizie ed i fattori macro quando si investe nell'energetico, ma potrebbe essere una possibile copertura in tempi di incertezza per altri settori dell’azionario, motivo per cui seguire con attenzione ENI e Tenaris.

Il petrolio si mantiene sotto i 100 dollari al barile, mentre l'oro sta provando a difendere la soglia dei 1.700 dollari. Qual è la sua view su questi due asset? 

Sia il petrolio che l’oro sono stati molto seguiti di recente e a buon motivo, dato che entrambi hanno visto movimenti notevoli che offrono opportunità ai trader.

Per quanto riguarda il petrolio, i fattori principali restano i rischi di carenza di materia prima in Europa, a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, oltre che al potenziale aumento di produzione che potrebbe essere in arrivo dall'Opec e che potrebbe ridurre la pressione sul prezzo.

Per quanto riguarda l’oro invece, il fattore principale resta la forza del dollaro USA che continua a mettere pressione sui prezzi delle materie prime e metalli preziosi.

Inoltre, il migliore andamento del mercato azionario sta rendendo meno attraente l’oro come bene rifugio.

Tuttavia, se dovessimo vedere una FED meno aggressiva e un peggioramento del sentiment sui mercati azionari, potrebbe trarne qualche beneficio il gold che, come abbiamo visto di recente, resta molto volatile come asset.