Ftse Mib ancora a rischio. ENI, Enel e Saipem, che fare?

L’impostazione del Ftse Mib è tornata negativa: possibili dei pull-back, ma nel breve sono da preferire le operazioni short. La view di Gerardo Murano.

ftse mib rischi

Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chip.

Il Ftse Mib sta provando a difendere la soglia dei 28.000 punti e fino a ora è riuscito nell’intento. Siamo a un punto di approdo di questo ribasso o è presto per dirlo?

Sicuramente è presto per considerare conclusa la fase ribassista, anzi le prossime due saranno settimane cruciali per capire l’andamento direzionale del Ftse Mib.

A livello generale c’è un mix di elementi negativi che vanno dall’Evergrande cinese, allo shutdown statunitense, al petrolio che si avvicina a quota 100 dollari, allo Spread BTP-Bund che ha registrato un mese di settembre di crescita sostenuta.

Ci sono quindi vari fattori che inglobano una certa cautela e questa si sta riflettendo sull’andamento degli indici azionari.

Ftse Mib a rischio nel breve

Nel breve termine l’impostazione è tornata negativa per il Ftse Mib, con la rottura dei 28.400 punti che ha favorito la fase di short e che in questo momento si configura come successivo livello resistenziale.

Nel breve termine la tendenza è negativa, con possibili pull-back verso i 28.300/28.400 punti.

Per ora sono da preferire le operazioni short in ottica di breve, mentre nel medio termine c’è un altro livello importante da monitorare, l’area dei 27.000.

La rottura di questa soglia aprirebbe lo spiraglio a una discesa che potrebbe estendersi al medio periodo, allargando l’orizzonte a diversi mesi.

Al momento, lo scenario meno probabile appare quello di una ripresa dei corsi azionari nel breve, perché non sembra ci siano le condizioni perché possa verificarsi.

Continuiamo a navigare a vista, ma tenendo ben presente che il livello di rischio generale, non solo per Piazza Affari, richiede molta cautela.

L'analisi di ENI, Saipem e Tenaris

Visto il recente andamento del petrolio, quali strategie ci può suggerire per ENI. Saipem e Tenaris?

ENI è sicuramente estremamente interessante e i segnali di ingresso sono partiti agli inizi di luglio.

Il titolo ha registrato delle performance molto allettanti in termini di ritorno per gli investitori.

ENI si è avvicinato all’area dei 16 euro, massimo degli ultimi 4-5 anni, quindi siamo su livelli importanti.

Il titolo è uno dei pochi che in questo momento si può considerare affidabile, ma avviare nuove posizioni long in questa fase è complesso, visto che le quotazioni sono passate da 13 a 15,5 euro nel giro di un trimestre.

E’ difficile puntare ancora sulla crescita del titolo che però è da tenere in portafoglio anche per la logica dei dividendi.

Il trend è perfettamente allineato al rialzo, nuovi massimi puntano sicuramente a quota 16 euro e non sono da segnalare possibili inversioni di tendenza almeno per il momento.

Saipem ha già cominciato una fase di storno, visto che è particolarmente sensibile all’area compresa tra 1,5 e 1,6 euro.

Si è formato un pivot low ribassista a 1,4 euro che fornisce un’indicazione di alleggerimento in caso di rottura di questo livello.

Da monitorare quindi area 1,4 euro, ma nel breve c’è un ipervenduto di breve che potrebbe favorire un rimbalzo, ma consiglierei di attendere il superamento di quota 1,5 euro.

Tenaris è quello che nel comparto di riferimento potrebbe avere maggiore appeal rialzista, perché non ha raggiunto ancora livelli di prezzo significativi rispetto al passato.

Il titolo è passato da 13 a 15,5 euro nel giro di un paio di mesi, ma ancora ha spazio di crescita, motivo per cui consiglierei di monitorare l’area dei 15,7 euro, al superamento della quale potremo avere nuove indicazioni di forza con proiezioni a 17 euro.

Anche per Tenaris nel breve abbiamo assistito alla formazione di un pivot low e quindi di un’indicazione che ci permette di valutare eventuali alleggerimenti, da far scattare sotto quota 14,5 euro.

Focus su Enel

Enel è tornato sotto quota 6 euro. Ritiene che la recente flessione abbia creato condizioni favorevoli per nuovi acquisti?

Al momento non valuterei il recente movimento di Enel come opzione di acquisto, segnalando che un supporto valido era a 5,9/5,85 euro, ma è stato rotto.

Nel breve si potrebbe anche assistere a un rialzo connesso all’ipervenduto, ma nel medio termine non vedo grandi prospettive di rialzo.

Nel caso in cui il petrolio avviasse una fase di storno più convinta, Enel potrebbe essere uno dei titoli da valutare, in maniera opposta a ENI che invece beneficia dei rialzi dell’oro nero.

La mia idea è che convenga attendere nuovi segnali di forza prima di aprire posizioni long su Enel.