Eni staccherà il dividendo lunedì 24 maggio insieme a molti altri titoli del Ftse Mib. Il dividend yield pari al 3,5% rappresenta un'ottima opportunità per considerare Eni un investimento di lungo termine, così come la notizia di un recente accordo tra Eni e BP per la fusione delle proprie attività in Angola.

La stessa società spiega in una nota l'importanza di "unire le proprie forze in una società a controllo congiunto per offrire significative opportunità in Angola".

Sotto il profilo grafico, Eni si sta muovendo per vie laterali dopo aver raggiunto a 10,20 euro, l'obiettivo ipotizzato dopo il breakout di febbraio della fase laterale protrattasi per qualche mese tra 8,15 e 9,15 circa. Sopra quota 9,80 il quadro grafico resterà orientato al rialzo: target a 11 euro. Il cedimento del supporto a 9,80 euro, invece, anticiperà il probabile ritorno a 9,20/9,30 circa.

Saipem interessante nel long term

Secondo Intesa Sanpaolo, Saipem è da aggiungere in portafoglio con un prezzo obiettivo a 2,40 euro. Dopo l'aggiudicazione di un nuovo contratto in Colombia e l'estensione di altri due contratti per attività di perforazione onshore in Arabia Saudita, Saipem ha avviato dei colloqui con la francese Naval Group per l'acquisizione di un'attività eolico galleggiante. Saipem punta dunque a rafforzare la propria posizione nell'Epc offshore, un mercato atteso in forte espansione nel prossimo futuro.

Sotto il profilo grafico Saipem sta tentando da alcune sedute di costruire una base sulla quale fare poggiare un rimbalzo che riesca almeno a ricoprire il gap ribassista del 28 aprile con lato alto a 2,15 circa. Oltre 2,06 primi segnali in questo senso. Sopra 2,15 target a 2,38, "neckline" del testa spalle ribassista disegnato dal massimo di gennaio. Sotto 1,95 invece atteso ritorno a 1,87, minimo del 28 aprile, e a 1,70 euro.

UniCredit long nonostante maxi multa

Unicredit resta ben posizionata al rialzo nonostante la maxi multa da 69,4 milioni di euro inflitta dall'Antitrust europeo per un cartello sul mercato obbligazionario con altre banche tra cui Nomura e Ubs, anch'esse sanzionate. Unicredit ha respinto con forza l'accusa e ha dichiarato che proporrà appello presso le corti europee.

Margrethe Vestager, vicepresidente Ue, ha dichiarato che "È inaccettabile che durante una crisi finanziaria, quando molti istituti finanziari hanno dovuto essere salvati con finanziamenti pubblici, queste banche si siano organizzate a spese degli Stati membri".

La permanenza sopra 10 euro potrebbe offrire a Unicredit la sponda per estendere la reazione partita ad aprile verso target a 11,25 (61,8% di ritracciamento o del ribasso dal top di febbraio 2020) e a 11,84, gap del 28 febbraio 2020. Sotto 9,68, top di marzo, rischio invece di discese verso 8,85, base del gap del 6 maggio.

Unicredit ha già distribuito una cedola da 0,12 euro il 19 aprile.

(Claudia Cervi)