Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

Cosa può dirci in merito ai recenti movimenti dei mercati azionari e quali i possibili scenari per le prossime sedute?

I mercati azionari hanno recuperato un po’ di terreno grazie a qualche trimestrale che ha ridato entusiasmo agli investitori dopo un periodo abbastanza buio.

Le luci dei conti trimestrali sono tuttavia offuscate dalle ombre in arrivo, a causa delle pressioni inflazionistiche che a nostro avviso continueranno a preoccupare notevolmente, soprattutto i banchieri centrali.

La prossima settimana si terrà la riunione del FOMC, la commissione operativa della Federal Reserve.

Secondo le attese del mercato i banchieri centrali statunitensi dovrebbero, salvo colpi di scena, rialzare i tassi di interesse di 50 punti base portandoli nel range 0,75%-1%.

Sarà tuttavia interessante capire le indicazioni sulle prossime mosse, perché il mercato incomincia a scontare un ulteriore rialzo a giugno del costo del denaro di 50-75 punti base.

E’ chiaro che una politica monetaria della Federal Reserve così restrittiva (e la BCE “dovrebbe” seguire a ruota) porterà nel medio periodo ulteriori vendite sui mercati azionari.

Nel breve, una possibile ventata di ottimismo potrebbe essere legata solamente a un successo nelle trattative di pace tra Russia e Ucraina, ma osservando le ultime notizie le negoziazioni sono ben lontane da un possibile “cessate il fuoco”.

Il Ftse Mib cerca di recuperare e supera quota 24.000. Come leggere questo segnale e quali implicazioni potrà aver nel breve?

A nostro avviso nel breve è stato importante per il Ftse Mib il superamento della resistenza a 24.300 punti, che potrebbe dare forza alle quotazioni dell’indice italiano per raggiungere il prossimo obiettivo long a 24.420 e 24.600 punti, picco del 22 aprile.

Conferme rialziste per il Ftse Mib si avranno sopra 24.360 punti, massimi intraday della sessione odierna.
Indicazioni negative giungeranno invece con il cedimento dei supporti a 24.020 e 23.830 punti, preludio per un ribasso ben più corposo a 23.700 punti.

Come valuta l'attuale impostazione di ENI e Saipem e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Abbiamo una view rialzista su Eni mentre siamo abbastanza pessimisti su Saipem. Per ENI servirà tuttavia una perentoria vittoria al di sopra di 13,76 euro per ricoprire il gap down apertosi il 22 aprile e raggiungere i possibili obiettivi long a 14 e 14,42 euro, picco del 19 aprile.

Tali prospettive grafiche rialziste saranno valide fino al mantenimento del supporto a 12,80 euro.
Sotto tale riferimento tecnico, possibile una discesa di ENI verso lo strategico sostegno a 12,36 euro.

Per Saipem consigliamo di fare particolare attenzione ai supporti in area 1,06 euro. L’eventuale break-out ribassista di tali livelli getterà le basi per un ulteriore discesa verso 1,02 e 0,94 euro. Primi segnali positivi solamente sopra 1,20.

Il cambio euro-dollaro ha segnato nuovi minimi degli ultimi 5 anni. Quali prospettive?

Nel breve è possibile una reazione positiva dopo 5 sedute consecutive di forti ribassi che hanno portato il cambio euro-dollaro a toccare un minimo a 1,0471.

Rialzi fino a 1,07 resterebbero tuttavia compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un nuovo segmento ribassista con obiettivo short a 1,03. Conferme per tali prospettive grafiche negative arriveranno con il cedimento di 1,0471.

Discorso diverso, invece, solamente con una perentoria vittoria della resistenza di 1,07 per potenziali target ipotizzabili a 1,0760.