Ftse Mib: ecco fin dove può calare. Buy Unicredit o Intesa?

Il Ftse Mib ha violato un importante supporto, sotto cui andrà incontro a nuove vendite. La view di Filippo Diodovich.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dei mercati azionari e quali i possibili scenari nel breve?

La recente situazione dei mercati azionari è negativa sulla scia delle aspettative deboli relative all’andamento dell’economia europea e sui timori degli investitori in merito un prolungamento delle politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali.

Mercati azionari: quali scenari?

Il grande dilemma, infatti, nelle prossime settimane sarà l’esito del meeting della BCE il 14 settembre e quello della Federal Reserve il 19-20 settembre.

Il FOMC, la commissione operativa della FED, dovrebbe lasciare i tassi di interesse invariati nel range 5,25%-5,50%, tuttavia nella conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi, il presidente del Federal Reserve System, Jerome Powell, potrebbe essere molto più hawkish del previsto, preannunciando un possibile ritorno ai rialzi del costo del denaro in caso di surriscaldamento dell’economia statunitense (come hanno mostrato gli indici PMI del settore dei servizi).

La discussione nel prossimo meeting dell’istituto di Francoforte 14 settembre sarà molto accesa e sarà difficile trovare un compromesso tra due diverse correnti di pensiero.

I banchieri centrali del Nord Europa spingeranno per un ulteriore incremento dei tassi di interesse, 25 punti base, mantenendo un atteggiamento severo nei confronti della lotta all’inflazione e senza alcun segnale per una possibile pausa nel ciclo di rialzi. Secondo questi banchieri esistono ancora timori sull’inflazione ancora troppo elevata, come mostrato dall’aumento delle aspettative di inflazione dei consumatori nel mese di luglio.

I banchieri centrali dell’Area Mediterraneo, invece, cercheranno di far prevalere una interruzione nel processo di incrementi del costo del denaro reintroducendo la forward guidance e impegnandosi a mantenere i tassi di interesse elevati per lungo tempo.

A nostro avviso il compromesso che sarà trovato potrebbe essere quello di un ultimo rialzo del costo del denaro in Eurozona, per aprire alla possibilità di una lunga pausa in politica monetaria.

Le attese per il Ftse Mib

Il Ftse Mib è stato respinto da quota 29.000 punti. C’è il rischio di ulteriori flessioni nelle prossime sedute?

Il mese di settembre è stato molto negativo riguardo alle performance dell’indice italiano, sulla scia dei timori di una probabile recessione in Europa e sulle paure di banche centrali ancora hawkish.

Da un punto di vista tecnico sarà fondamentale la tenuta del supporto a 27.993 punti. L’eventuale cedimento del sostegno a 27.993 punti, darebbe forza alle pressioni ribassiste e getterebbe le basi per una estensione della flessione in direzione di obiettivi short ipotizzabili a 27.565 punti, bottom del 18 agosto.

Per tornare a dare segnali positivi, al Ftse Mib servirà la perentoria vittoria al di sopra della resistenza in area 28.500.

Meglio Unicredit o Intesa?

Come valuta l’attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Per entrambi i big del settore bancario l’impostazione tecnica è peggiorata notevolmente nelle ultime sessioni.

Per Intesa Sanpaolo al momento resiste ancora lo strategico sostegno posizionato in area 2,32 euro.

Il mantenimento al di sopra di 2,32 euro e l’eventuale break-out rialzista di 2,45 euro, potrebbero spingere i prezzi a tornare verso obiettivi ipotizzabili a 2,50 e 2,54 euro. Tali prospettive grafiche sarebbero del tutto annullate con il cedimento di 2,32 euro, condizione che potrebbe proiettare i corsi di Intesa Sanpaolo verso il prossimo sostegno a 2,13 euro, bottom del 31 maggio.

L’andamento dei prezzi di Unicredit molto positivo prima di agosto 2023 ha cambiato rotta nelle ultime settimane ed ha evidenziato una forte accelerazione ribassista nelle ultime 5 sessioni di Borsa.

Il cedimento del supporto a 20,92 euro è stato un primo segnale negativo. L’eventuale cedimento di 20,40 euro, area di transito del limite inferiore del canale discendente che ha contenuto l’andamento dei prezzi di Unicredit da agosto in poi, creerebbe i presupposti per un calo in direzione di traguardi short ipotizzabili a 19,62 euro. Indicazioni contrarie si avrebbero solamente in caso di ritorno di Unicredit sopra quota 21,37 euro.

Focus sull’euro-dollaro

L’euro-dollaro continua a mostrare un andamento decisamente debole. Quali le attese nel breve?

Nel brevissimo le nostre attese non sono positive, visto che il trend ribassista dell’euro-dollaro non ha mostrato segnali di possibile inversione.

L’eventuale violazione al ribasso dei minimi di ieri a 1,0686 getterebbe le basi per una ulteriore discesa verso 1,0635, bottom del 29 maggio.

Segnali contrari per l’euro-dollaro solamente con una perentoria vittoria dei riferimenti tecnici a 1,08.