Ftse Mib al top in attesa della Fed. Tempesta in arrivo?

Il Ftse Mib si conferma ancora in pole position in Europa e viaggia sui massimi da un anno. Cosa accadrà dopo la Fed oggi?

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Anche il mese di febbraio è partito con il piede giusto a Piazza Affari, dove il Ftse Mib continua a spingersi in avanti.

Ftse Mib ancora su, al top da un anno

Archiviata l'ultima seduta di gennaio con un rialzo di un punto percentuale, oggi l'indice delle blue chip ha provato a regalarsi il bis.

Nella prima ora di contrattazioni il Ftse Mib si è spinto fino a un top a 26.827 punti, sui massimi dal 18 febbraio 2022, salvo poi ritracciare e presentarsi ora appena sotto i 26.750 punti, con un vantaggio dello 0,52%.

Ftse Mib in maglia rosa in Europa in attesa di Fed e BCE

L'indice domestico si conferma il migliore in Europa e mostra un po' di volatilità in attesa dei due market movers chiave della settimana oltre che del mese.

Stiamo parlando del duplice appuntamento con le Banche Centrali, visto che oggi si concluderà il meeting della Fed iniziato ieri e domani l'attenzione sarà calamitata da quello della BCE.

Fed: cosa aspettarsi oggi

Il mercato si aspetta che la Banca Centrale americana oggi alzi nuovamente il costo del denaro, nell'ordine dello 0,25%, portandolo nel range 4,5%-4,75%.

La Fed dovrebbe quindi scalare nuovamente la marcia, dopo che alla fine del 2022 aveva ridotto l'entità dell'aumento dei tassi di interesse allo 0,5% dopo gli incrementi dello 0,75% decisi nei mesi precedenti.

Fed sarà più aggressiva

Secondo gli esperti di Danske Bank, tutto quello che non sarà un aumento dei tassi di interesse nell'ordine dello 0,25% oggi, sarebbe una grande sorpresa per il mercato.

Il focus sarà sulle indicazioni relative al livello finale dei tassi e gli analisti si aspettano una Fed più aggressiva, mettendo in conto dopo quello previsto per oggi, altri due rialzi del costo del denaro, arrivando così a un tasso dei Fed Fund del 5%-5,25% entro maggio.

Per Unicredit il focus sarà sulle parole di Powell

Ancor più rilevante della mossa sui tassi, per i quali appare ormai scontato un rialzo di un quarto di punto, sarà sicuramente la conferenza stampa del presidente della Fed, mezz'ora dopo l'annuncio sul costo del denaro.

Gli analisti di Unicredit Research si aspettano che "la dichiarazione post-riunione ribadisca che sono probabili ulteriori aumenti dei tassi, mentre il presidente della Fed, Jerome Powell, probabilmente si opporrà alle aspettative del mercato di tagli dei tassi quest'anno".

La Banca Centrale americana potrebbe decidere di inserire nella sua dichiarazione post riunione, una frase per indicare che una volta che i tassi saliranno a livelli sufficientemente restrittivi, probabilmente vi rimarranno per qualche tempo.

A detta degli esperti, tanto più la Fed darà torto agli investitori, tanto maggiore sarà l'impatto sul dollaro e di conseguenza sui mercati azionari.

La view di Allianz G.I.

Non diversa l'indicazione dei colleghi di Allianz Global Investors, i quali in merito alle prossime mosse in materia di politica monetaria, non si aspettano alcun compiacimento da parte della Fed.

Quest'ultima dovrebbe riaffermare la sua volontà di mantenere i tassi su livelli alti ancora a lungo, con l'obiettivo di garantire un calo sostenibile dell'inflazione.

Ftse Mib: quali le possibili reazioni dopo la Fed?

Un messaggio di questo tipo avrà l'effetto di spingere al rialzo il dollaro che potrebbe quindi tornare a recuperare terreno nei confronti dell'euro e delle principali valute.

Al contempo, sarebbe negativa la reazione dell'azionario che, in presenza di una Fed più falco del previsto, con ogni probabilità innesterà la retromarcia, con il rischio di mettere in pericolo quanto di buono realizzato nel primo mese dell'anno.

Inutile dire che la volatilità del mercato, in un senso o nell'altro, dipenderà dalla maggiore o minore veemenza che andrà a contrassegnare il messaggio di Powell, in chiave falco o colomba.