Ftse Mib: focus su alcuni titoli dopo le parole di Giorgetti

Il Ministro Giorgetti ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore, toccando vari temi: ecco quali.

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Il nuovo anno è partito a bene a Piazza Affari, dove nonostante qualche incertezza, continuano a prevalere gli acquisti.

Ftse Mib al top in Europa

Il Ftse Mib al momento si presenta in area 30.500, con un vantaggio dello 0,53%, dopo aver toccato nell’intraday un massimo a 30.863 punti, aggiornando i massimi del 2023 in area 30.650.

L’indice delle blue chip in questa prima seduta del 2023 vanta la migliore performance in Europa, grazie al sostegno dei bancari che stanno catalizzando gli acquisti.

L’attenzione degli investitori è focalizzata anche su alcuni titoli che sono in qualche modo legati ai temi toccati in alcune dichiarazioni dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.

L’intervista a Giorgetti: focus su privatizzazioni

Nel corso di un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, il titolare del MEF ha toccato vari temi, a partire da quello delle privatizzazioni, spiegando che nella NADEF sono previste privatizzazioni per l’1% del PIL in 3 anni, circa 20 miliardi di euro, ed il Governo è convinto di poterle fare.

Tra i vari dossier, alcune operazioni, come quelle riguardanti Ferrovie, richiedono scelte normative e adeguamenti regolamentari.

Altri dossier, come quelli relativi a Poste, RaiWay e altri, potrebbero essere più agevoli.

Banca MPS

Quanto a Banca Monte Paschi, l’uscita del Tesoro dall’istituto senese è in corso e procede con successo.

Il ministro è ottimista riguardo ad una soluzione nel 2024, che potrebbe ridefinire il sistema bancario in un’ottica policentrica.

Fusione Ita-Lufthansa

Giorgetti conferma che la fusione Ita-Lufthansa avverrà, ma critica l'approccio della Commissione Ue concentrato sul mercato europeo.

Per l’Ilva l'obiettivo è garantire la continuità nella produzione dell'acciaio a Taranto e il Ministro sottolinea la necessità del coinvolgimento del socio privato nell’aumento di capitale.

Superbonus 110%

Dall’intervista è emerso che il Superbonus 110% influenzerà negativamente le previsioni di deficit del 2023, con qualche decimale di PIL in più.

L’era del Superbonus è chiusa, ma lo Stato è disposto a ulteriori sacrifici solo per le famiglie più in difficoltà.

Inoltre, l'edilizia rimane fondamentale, e nonostante la fine del Superbonus, ci saranno sconti fiscali del 70%, considerati tra i più generosi in Europa.

Patto stabilità

Giorgetti ammette che il nuovo Patto di Stabilità non è soddisfacente e che le nuove regole sono meno severe di quelle che avrebbero avuto se l’Italia avesse messo il veto.

Il titolare del MEF riconosce che il Patto manca gli obiettivi iniziali di semplificazione ed è ancorato troppo ai risultati dell'analisi preventiva di sostenibilità del debito pubblico.

Nonostante l'Europa non abbia trovato una posizione politica forte, l'Italia ha ottenuto che le spese per la difesa siano rilevanti nell'aggiustamento, criteri di calcolo più flessibili per altri investimenti nel periodo 2025-2027, e un allungamento automatico del periodo di aggiustamento da 4 a 7 anni in cambio degli impegni sul PNRR.

Prospettive future e PNRR

Il Ministro Giorgetti si aspetta una rapida discesa dei tassi e un ruolo cruciale per il PNRR nella crescita economica.

Il commento di Equita SIM

Secondo gli analisti di Equita SIM, l’intervista offre un quadro ampio e articolato delle prospettive del Governo.

La focalizzazione sulle privatizzazioni, con obiettivi ambiziosi, indica una volontà decisa, nonostante si riconosca la difficoltà di alcune operazioni, come ad esempio quella relativa a Ferrovie.

La possibilità di cedere quote in Poste e RaiWay è già emersa nelle scorse settimane. Viene evidenziato ottimismo riguardo ad una soluzione nel 2024 per Banca Monte Paschi.

Equita SIM evidenzi inoltre che il giudizio sul nuovo Patto di Stabilità è critico e le nuove regole rimangono sfidanti per un Paese come l’Italia, considerando il contesto macro, ma la vera stretta a loro avviso, partirà dal 2027 e la possibilità di guardare al deficit strutturale permette all’Italia di essere sostanzialmente allineata al target.