Il Ftse Mib non riesce ancora a scardinare i massimi del 2020 a 25.490 punti ma resta in vistadi questo ostacolo tenace. In caso di rottura, ecco i titoli su cui puntare per cavalcare l'uptrend. La view dell'ufficio studi di Fta Online.

Prova di forza per il Ftse Mib: c'è spazio per ulteriori rialzi? 

Sul Ftse Mib, per il momento, la resistenza non cede.

Il Ftse Mib è arrivato con i massimi di martedì di quota 25553 a testare quelli del 19 febbraio 2020 a 25483 punti ma in chiusura le quotazioni sono tornate bene al di sotto della resistenza, fermandosi a 25322 punti.

La candela giornaliera disegnata è uno "shooting star", elemento che non fa altro che confermare l'importanza della resistenza raggiunta. Il superamento di area 25500 non è riuscito nonostante l'uscita di dati macro tutto sommato incoraggianti.

Secondo i dati dell'Istat, nel mese di aprile 2021 si registra infatti un lieve aumento degli occupati e una crescita più consistente dei disoccupati, a fronte di una diminuzione degli inattivi. Il tasso di occupazione sale al 56,9% (+0,1 punti). Il tasso di disoccupazione sale al 10,7% (+0,3 punti). Inoltre nel primo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo (Pil) italiano è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,8% nei confronti del primo trimestre del 2020.

Queste stime presentano una revisione al rialzo rispetto a quelle diffuse il 30 aprile scorso, quando la variazione congiunturale del Pil era stata del -0,4% e quella tendenziale del -1,4%.

In caso di discese sotto la base dello shooting star, a 25268, diverrebbe probabile il test del top del 6 aprile a 24939 punti. Sotto quei livelli supporto a 24465, media mobile esponenziale a 50 giorni. Oltre i massimi di martedì invece prima resistenza a 25910, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo 2020, poi in area 26500.

Titoli buy: i record di Interpump 

Interpump (+6%) continua a macinare record in Borsa, accelerando ulteriormente dopo l'annuncio della sottoscrizione di un accordo vincolante per l’acquisizione dal gruppo Danfoss della business unit White Drive Motors & Steering.

Il closing dell’operazione è previsto nel quarto trimestre 2021 ad un enterprise value stimato in 230 milioni di euro oltre a una quota variabile (di circa 40 milioni di euro), con un impatto del +15% sull'utile per azione nel 2022. 

Sotto il profilo grafico, Interpump ha toccato a 50,20 il livello più alto di sempre. Su questi livelli si colloca però il lato superiore del canale disegnato dai minimi di marzo 2020, che potrebbe rallentare l'uptrend in considerazione del fatto che i principali oscillatori grafici sono sconfinati in zona di ipercomprato. Ma si tratterebbe di una pausa fisiologica che non dovrebbe copromettere le attese di futuri rialzi.

Il ritorno sotto quota 45 rischia di alimentare l'avvio di una pausa correttiva, sebbene solo la violazione di area 42/42,50 metterebbe in discussione la tendenza rialzista di fondo. Oltre area 50,20 possibile estensione del rialzo verso area 52. 

Puntare sulle costruzioni: l'uptrend di Webuild

Tra i settori che potrebbero riservare delle buone opportunità nello scenario post Covid troviamo quello delle costruzioni. 

E proprio con questo spirito, l'amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, ha affermato l'impegno della società di costruzioni "a collaborare con le istituzioni per riuscire ad accelerare la realizzazione di grandi opere sostenibili nel Sud Italia. Il programma di Webuild è di fare e in fretta per contribuire alla realizzazione delle opere previste nel Pnrr e delle tante altre infrastrutture che non sono comprese nel piano, ma possono partire a breve rappresentando la risposta alle necessità di queste regioni: collegamenti stradali, metro, lavori idrici".

Dal punto di vista del prezzo in borsa, Webuild ha raggiunto a 2,156 euro i massimi di settembre 2019 e il lato superiore del canale che sale dallo scorso autunno. L'arrivo su questi livelli e l'ipercomprato presente sull'RSI a 14 sedute rischiano di frenare momentaneamente la corsa. Solo sotto 1,90 giungerebbero però segnali di indebolimento, per supporti a circa 1,75 euro. Oltre area 2,15 l'uptrend ritroverebbe slancio permettendo di guardare verso 2,37, top del 2019.

(Claudia Cervi)