Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib sta ripiegando leggermente dai recenti massimi dell'anno: c'è il rischio di nuovo indebolimenti?

Permangono sempre i timori legati ad un cambiamento di politica monetaria da parte delle Federal Reserve, in scia ad una risalita dell'inflazione a stelle e strisce.

Sui principali mercati azionari però il sentiment rimane ancora positivo, anche perchè si fanno sempre più forti le speranze di una netta ripresa dell'economia globale grazie alle campagne di vaccinazione che stanno mettendo in un angolo il Covid-19.

Sul mercato delle valute si conferma sempre forte l'euro che nei confronti del dollaro passa di mano oltre la soglia degli 1,22.

Al di sopra di questo livello si dovrebbero avere allunghi in direzione degli 1,225 e a seguire degli 1,23.
Al ribasso, solo con discese sotto area 1,213-1,214 si avrebbero segnali di debolezza per l'euro-dollaro.

Per quanto riguarda il Ftse Mib, le quotazioni rimangono sempre vicine a quell'importante soglia psicologica rappresentata dai 25mila punti.

Se la tendenza di fondo è confermata al rialzo, nel breve è possibile che il Ftse Mib prosegua la sua fase di consolidamento prima di un nuovo attacco alle resistenze.

In caso di superamento di queste ultime, come più volte detto nei nostri interventi, si aprirebbero spazi ambiziosi al rialzo per il nostro mercato.

Al ribasso segnali di debolezza per il Ftse Mib si avrebbero solo con discese sotto i minimi delle ultime settimane situati sui 24mila punti.

Unicredit ieri ha mostrato più negatività di Intesa Sanpaolo diversamente da quanto avvenuto nelle sessioni precedenti. Cosa può dirci di questi due titoli?

Il settore finanziario rimane sempre uno di quelli maggiormente sotto osservazione in scia al possibile consolidamento.

Nello specifico si conferma al rialzo il trend sul titolo UNICREDIT, per il quale si potrebbero sfruttare eventuali discese fin verso la soglia dei 10 euro per entrare in acquisto.

Situazione quasi identica per INTESA SANPAOLO che con discese verso i 2,3 euro potrebbe offrire occasioni di ingresso.
Al ribasso solo con flessioni sotto i 2,2 euro avremmo segnali negativi per Intesa Sanpaolo.

ENI e Saipem ieri sono stati più forti del Ftse Mib, snobbando il calo del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Per ENI non cambia l'impostazione delle ultime settimane, in quanto il titolo rimane sempre all'interno di un trading range posto tra i 10 ed i 10,6 euro. Solo con la fuoriuscita da questo rettangolo il titolo invierebbe un segnale operativo.

Per quanto riguarda SAIPEM, l'impostazione rimane sempre debole e sarà solo con il superamento dei 2,10-2,15 euro che si avrebbe un segnale di acquisto con primi target sui 2,30-2,35 euro.
Al ribasso, nuovi segnali di debolezza per Saipem sotto quota 1,9 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Enel e Snam e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Il rimbalzo di ENEL si è fermato al momento a contatto con le prime resistenze poste in area 8,25 euro, livelli oltre cui il titolo proseguirebbe il suo recupero in direzione degli 8,50 euro.

Al contrario, trend fortemente rialzista per il titolo SNAM, su cui sfrutterei le fasi correttive di breve per entrare in acquisto.
Nello specifico i primi livelli da monitorare sono posti in area 4,60-4,65 euro

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli impostati al rialzo segnalo MEDIASET che nella giornata di ieri ha brekkato le resistenze poste in area 2,90 euro, aprendosi le porte per allunghi in direzione dei 3 euro e a seguire dei 3,10 euro, massimi del 2019.

Da seguire STELLANTIS col break dei 15,50 euro ed infine DATALOGIC con la rottura dei 21,50 euro.

Buon trading

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