Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Il Ftse Mib ha scavalcato anche quota 25.000 punti nella fase di recupero in atto. Ci sono le condizioni per ulteriori rimbalzi?

Prendendo come riferimento il mercato azionario americano, c'è un bell'articolo pubblicato sul Wall Street Journal, nel quale si legge che non c'è mai stato tanto investimento estero su Wall Street come in questo momento.

Il mercato ci ha detto una cosa chiara fino ad ora: in assenza di un catalizzatore che abbia portato in Borsa una sufficiente trama, tal da giustificare vendite non marginali ma critiche, i dips sono comprati.

Se si guarda alle ultime reazioni del mercato, si nota che il pattern è sempre uguale, cioè gli indici sono spinti al ribasso da una seduta di vendite e il giorno dopo parte una reazione veloce.

In altre parole, quando il mercato è spinto verso giù, restituisce la spinta in misura amplificata.
Questa spinta potrebbe non essersi ancora esaurita, dopo aver portato l'S&P500 dopo i 4.400 punti, trainando i listini europei che erano rimasti più al palo.

Nel Vecchio Continente c'è più debolezza strutturale, c'è meno liqudità che circola rispetto agli Stati Uniti, dove peraltro la recovery è molto più in avanti.

Guardando a Piazza Affari, sarà importante per il Ftse Mib superare la soglia dei 25.400 punti, per poi tentare di andare a fare un nuovo massimo.

Non è detto che ci riesca, ma l'indice sembra orientato a fare questo, anche perchè abbiamo visto sui titoli un bell'affondo ribassista con successiva reazione.

Dobbiamo sottolineare che i volumi del ribasso sono stati più importanti di quelli del rialzo, ma per ora il Ftse Mib è forte.

Questo scenario cambierà quando le mani forti si metteranno a vendere e i piccoli compreranno. A quel punto i grandi si riallineano perchè devono garantire le performance, ma la prima volta in cui i piccoli compreranno ci sarà un catalizzatore per cui le mani forti venderanno ancora di più.

A quel punto il giocattolo si rompe, ma fino a quando non si arriverà a quel momento il mercato continuerà a muoversi secondo uno schema già noto.

Tra i bancari ci sono dei temi più interessanti di altri ora?

I bancari mi fanno un po' timore perchè quelli che dovevano essere coinvolti nel risiko si muovono meno bene di prima.

La rimozione del ban della BCE sui dividendi potrebbe rendere appetibili i titoli del comparto bancario, ma questo effetto potrebbe spalmarsi nel tempo.

Nel settore bancario la mia scelta resta in ogni caso Intesa Sanpaolo al momento, in attesa di vedere se si entrerà un po' più nel vivo del risiko.

Nel frattempo preferisco Intesa Sanpaolo ad Unicredit, anche per via della sua maggiore appetibilità legata al dividendo. 

Enel si è riportato poco sotto quota 8 euro: cosa ci consiglia per questo titolo?

Enel a mio avviso tornerà interessante in caso di ritorni sopra quota 8,1 euro, segnalando una resistenza intermedia in area 8,2 euro, prima dell'ostacolo ben più importante a quota 8,5 euro.  

Ci sono dei titoli a cui sta guardando con più interesse di altri in questa fase?

Ci sono dei titoli che erano forti e sono rimasti forti e sono quelli che spaventano di più i trader, ma anche quelli che possono magari fare meglio, avendo avuto la resilienza più grande sul ribasso.

Mi riferisco ad esempio ad Interpump e Campari, cui si aggiungono dei titoli che sono arrivati su supporti importanti e hanno reagito, chi più chi meno.

E' il caso di Stellantis che sembrava essere approdato su un livello di rilievo, ma poi si è perso un po' per strada.

Quali i titoli da evitare ora?

Non mi piace per nulla il fatto che i titoli petroliferi non solo non hanno seguito il petrolio sul rialzo, ma lo hanno seguito sul ribasso, senza reagire però come ha fatto l'oro nero.

ENI, Saipem e Tenaris non mi attirano graficamente, motivo per cui starei alla larga per ora.