Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari continuano a mantenersi a poca distanza dai top, con qualche incertezza in più a Wall Street. Quale sarà la tendenza nel breve?

La tendenza nel medio/breve periodo rimane rialzista. Gli indici statunitensi ed europei non hanno ancora dato segnali di una possibile inversione del trend in atto.

Da un punto di vista fondamentale non ci sono ancora delle ragioni per un possibile cambio di direzione dei mercati.

Le banche centrali continueranno, infatti, a essere ultra-accomodanti per lungo tempo, i Governi dei diversi paesi porteranno avanti politiche fiscali espansive (in Europa i fondi del next generation EU e negli Stati Uniti il prossimo piano da 3.000 miliardi sulle infrastrutture dell’amministrazione Biden) e la campagna vaccinale continua a mostrare segnali di efficienza e di miglioramento nei paesi occidentali.

A Piazza Affari il Ftse Mib è in uno stretto trading range da alcune sedute: quali sviluppi si aspetta ora?

L’andamento dei prezzi dell’indice Ftse Mib è contenuto in un canale orizzontale nelle ultime 8-10 sessioni, in un trading range con estremi a 23.930-24.455 punti.

Solitamente le figure “rettangolo” sono pattern di continuazione del trend di fondo.

Anche noi ci aspettiamo la possibile realizzazione di un nuovo segmento rialzista con obiettivi a 24.980 punti, proiezione dell’ampiezza della fascia orizzontale, e a 25515 punti, picco del 17 febbraio.

Conferme arriveranno con una perentoria vittoria al di sopra dei 24.455 punti da parte del Ftse Mib.

Timidi segnali negativi giungeranno, invece, con il cedimento del supporto a 23.930 punti, preludio a un possibile calo verso i sostegni in area 23.320.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie può suggerirci per entrambi?

Su entrambi i gruppi bancari siamo positivi.
Da un punto di vista tecnico, ma anche fondamentale, preferiamo Intesa Sanpaolo rispetto a Unicredit.

Per Intesa Sanpaolo riteniamo che una eventuale perentoria vittoria al di sopra della resistenza situata in area 2,35 euro, possa creare i presupposti per un allungo in direzione di obiettivi ipotizzabili a 2,42 euro e il successivo target a 2,51 euro, copertura del gap down apertosi il 24 febbraio 2020.

Segnali negativi per Intesa Sanpaolo solamente con il cedimento di 2,14 euro.

Per Unicredit abbiamo prospettive grafiche positive, ma l’impostazione tecnica è peggiore rispetto a quella di Intesa Sanpaolo.

Sopra 9,40 euro via libera per obiettivi long a 9,68 euro. Attenzione che l’eventuale cedimento dei supporti a 8,80 euro potrebbe far vacillare, se non annullare, le aspettative positive sul gruppo bancario.

L'euro-dollaro sta segnando nuovi minimi di periodo: si aspetta una reazione o vede nuovi cali nel breve?

Nel breve l’impostazione tecnica dell'euro-dollaro è ribassista.

Al momento il cambio non ha mostrato alcuna indicazione possibile per cambiare le prospettive negative di breve termine.

Attenzione quindi al possibile break-out ribassista del supporto a 1,1760, bottom annuali, condizione che getterebbe le basi per una estensione della discesa verso target short a 1,1746, 1,17 e il più ambizioso a 1,16.

Segnali concreti di ripresa per l'euro-dollaro si avranno solamente sopra 1,1835.