Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

Il Ftse Mib ha perso oltre 1.000 punti dai recenti top di periodo. Si aspetta ulteriori cali?

I timori riguardanti un’inflazione che rimane sui massimi degli ultimi decenni e che sta spingendo la Federal Reserve a chiudere l’epoca del denaro facile, diventando più aggressiva in tema di tassi di interesse, sono tornati ad indebolire nelle ultime giornate i mercati azionari.

In questo contesto, un ulteriore elemento di preoccupazione sono le sanzioni che l’UE sta adottando nei confronti della Russia.

Sanzioni che potrebbero impattare sulla crescita economica del Vecchio Continente, spingendo fin verso la recessione.

In questo quadro non sorprendono le vendite che hanno colpito il nostro mercato azionario, con il Ftse Mib che ha chiuso la giornata di ieri nei pressi dei 24.300 punti.

Con una struttura grafica che è tornata ad indebolirsi, le attese sono per un test sulla soglia dei 24mila punti, che diventa l’ultimo baluardo per evitare una prosecuzione delle vendite.

Una violazione di area 24.000, infatti, spingerebbe il Ftse Mib a chiudere il gap up lasciato aperto il 16 marzo nei pressi dei 23.600 punti.

Per avere segnali di ritrovata forza, le quotazioni del Ftse Mib dovrebbero invece spingersi oltre i massimi delle ultime settimane in area 25.500 punti, sopra cui si avrebbero allunghi in direzione dei 26.000 punti.

Quali sono i titoli che sta seguendo con più interesse di altri in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Uno dei settori che in questo momento risulta interessante è quello legato alle utility che, in una fase di risk-off, viene spesso riscoperto dagli investitori. Nello specifico, tra i titoli interessanti troviamo Italgas che con il superamento dei 5,85 euro potrebbe spingersi in direzione dei massimi di periodo situati sui 6,10 euro.

Da monitorare c’è sempre Leonardo che dinanzi a fase correttive rimane una buy opportunity, con target situati sulla soglia dei 10 euro.

Da seguire Diasorin che con il superamento dei 150 euro avrebbe un primo target sui 165 euro.
Infine, segnalo Tenaris che con conferme sopra i 13,50 euro validerebbe il suo trend primario ascendente, con prossimi target sui 14,30 euro e a seguire dei 15 euro.

L'euro-dollaro sta provando a difendere la soglia di 1,09. Quali i possibili scenari nel breve?

In questa fase storica il dollaro è stato riscoperto ancora di più dagli investitori come un asset sicuro.

Nello specifico, sul cambio Eur-Usd prosegue la fase discendente della moneta unica europea, oramai avviata al test dei minimi di periodo posti nei pressi degli 1,08, sotto cui si dovrebbe assistere ad una ulteriore accelerazione ribassista in direzione degli 1,05.

Al contrario, per avere segnali di forza le quotazioni dovrebbero spingersi oltre le prime resistenze situate sugli 1,113.
Solo oltre questi livelli assisteremmo ad allunghi verso gli 1,125 e a seguire fino a quota 1,13.

Ricordo che a pesare sulla moneta unica non è solamente l’impatto economico che le sanzioni contro Mosca avranno sul Vecchio Continente, ma anche l’attesa per l’esito delle elezioni presidenziali in Francia, dove domenica si voterà per il primo turno.

Il petrolio è nuovamente in accelerazione ribassista, mentre è quasi inchiodato l'oro. Cosa può dirci di queste due materie prime?

Credo che il petrolio abbia già scontato tutti quei fattori positivi che lo avevano spinto sui massimi degli ultimi anni, con il Wti che si era portato fin oltre i 125 dollari al barile.

Dal punto di vista grafico, importante sarà ora la tenuta dei primi supporti situati nei pressi dei 95-96 dollari, per evitare che la fase correttiva attuale possa proseguire in direzione dei 90 dollari al barile.

Per avere invece una ripresa del trend di fondo rialzista, i prezzi dovrebbero spingersi oltre le prime resistenze di breve poste sui 105 dollari.

Per quanto riguarda il Gold, la fase che stiamo vivendo è di consolidamento ed è stata utile per scaricare quegli eccessi raggiunti con il rally terminato il 7 marzo.

Nel breve termine una ripresa dell’up-trend si avrebbe con il superamento dei 1.950 dollari, con primi target nei pressi dei 1.970 dollari l’oncia.

Nel caso in cui quest’ultime resistenze dovessero essere lasciate alle nostre spalle, il Gold andrebbe a mettere sotto pressione la soglia dei 2mila dollari.

Al ribasso i primi supporti da monitorare sono posti sui 1.900 dollari l’oncia, sotto cui si avrebbe un veloce target sui 1.870 dollari e a seguire verso i 1.850 dollari.