Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari continuano ad inviare segnali positivi, ma non tutti viaggiano alla stessa velocità. Cosa aspettarsi nel breve?

In attesa oggi dei dati sull’occupazione statunitense, che sono monitorati in maniera accurata dalla Federal Reserve per capire quando dare il via alla famosa “exit strategy” della sua politica monetaria, sui listini azionari si notano velocità diverse.

Da una parte abbiamo gli indici statunitensi che continuano a far segnare nuovi massimi e dalla parte opposta quelli del Vecchio Continente che fanno fatica a seguire l’onda di Wall Street, per via dei timori sempre più crescenti riguardanti la risalita dei contagi di Covid19 in scia alla variante Delta.

E’ proprio quest’ultimo l’elemento che potrebbe creare disturbo al trend rialzista sui mercati azionari, in quanto eventuali misure restrittive messe in campo da alcuni Paesi metterebbero a rischio quella ripresa economica in atto, come gli ultimi dati dei vari PMI ci hanno confermato.

Il Ftse Mib sta difendendo per ora la soglia dei 25.000 punti: si aspetta un recupero dai livelli attuali o vede il rischio di nuovi cali?

Per quanta riguarda il Ftse Mib, nelle ultime settimane abbiamo notato una perdita di forza relativa dovuta in gran parte all’indebolimento del settore finanziario.

Questo comparto però potrebbe sfruttare nelle prossime sedute i rumors in arrivo dalla Bce per quanto riguarda la distribuzione dei dividendi.

Per le prossime giornate, senza dubbio importante sarà per il Ftse Mib la tenuta appunto dei 25 mila punti, per evitare una continuazione della fase correttiva in direzione dei prossimi target ribassisti posti sui 24.700-24.750 punti e a seguire verso i 24.500 punti.

La tenuta dei 25mila punti dovrebbe invece confermare il trend primario ascendente dl Ftse Mib in direzione dei 25.500 punti e a seguire verso i massimi annuali situati vicino alla soglia dei 26 mila punti.

Tra i titoli che andrei a monitorare per le prossime sedute troviamo Recordati, in caso di correzione verso i 47,50 euro e primi target sui 50 euro.

Uno sguardo a Diasorin con conferme oltre i 156,50 euro e target sui 168 euro, a Stellantis con la tenuta dei 16,30 euro e target sui 17,50 euro ed infine A2A con la tenuta di area 1,71 e target oltre la soglia degli 1,80 euro.

L'euro-dollaro viaggia sui minimi di periodo in area 1,185: quali i possibili scenari ora?

Sul mercato delle valute il dollaro ha terminato giugno come uno dei migliori mesi degli ultimi anni, grazie a quelle attese di una Federal Reserve pronta a cambiare la sua politica monetaria.

Nello specifico, la nostra moneta unica europea si è portata nelle ultime ore sugli importanti sostegni situati nei pressi degli 1,1850.

Sotto questa soglia dovremmo assistere ad una nuova accelerazione ribassista dell'euro-dollaro in direzione degli 1,18 e a seguire verso i minimi toccati nel mese di aprile in area 1,17.
Per avere nuovi segnali di forza l’Euro dovrebbe spingersi oltre la soglia degli 1,20.

Il petrolio è sui massimi dell'anno in area 75 dollari: il movimento rialzista è destinato a proseguire?

Le attese riguardanti una robusta ripresa economica continuano ad impattare sui prezzi del petrolio, mentre si attendono le decisioni dell’Opec+ per valutare la produzione per la seconda metà dell’anno.

Il contratto Brent settembre 2021 tratta in rialzo di oltre un punto e mezzo intorno a 75,75 dollari al barile; anche il greggio texano, agosto 2021, si porta oltre i 75 dollari al barile come non succedeva da oltre tre anni.

Tutto questo ricordando che solo poco più di un anno fa, i future del Wti scesero in negativo per la prima volta nella storia, all’apice della crisi provocata dal coronavirus.

A dare seguito agli acquisti anche i report arrivati negli ultimi giorni da Bank of America che ha dichiarato che il prezzo del petrolio potrebbe tornare sopra i 100 dollari al barile grazie all’aumento della domanda.

Se il Petrolio continua ad inviare segnali di forza, al contrario soffre l’Oro che si mantiene sempre vicino ai primi supporti posti in area 1.750 dollari l’oncia.

In caso di rottura di questa soglia si assisterebbe velocemente ad una discesa dei prezzi verso i minimi di marzo e aprile in area 1.675-1.680 dollaro l’oncia.

Per avere un segnale di ritrovato ottimismo le quotazioni dovrebbero riprendere l’area dei 1.800 dollari.

Ultimo sguardo alle criptovalute con il Bitcoin che continua a rimanere all’interno di quel trend discendente innescatosi nel mese di marzo.

Graficamente importante sarà la tenuta dei 30 mila dollari (minimi del 2021) per evitare un ritorno in direzione dei 24-24 mila dollari.