Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari mantengono una buona intonazione, continuando a flirtare con i massimi: cosa aspettarsi ora?

I rischi maggiori per i mercati azionari sono le pressioni inflazionistiche. Se l’inflazione rimane sotto controllo negli Stati Uniti e in Europa, le rispettive banche centrali, Federal Reserve e Banca Centrale Europea, continueranno con le politiche monetarie ultra-accomodanti.

Di conseguenza, le piazze azionarie hanno molte possibilità di poter dare continuità alla tendenza rialzista evidenziata negli ultimi mesi.

In caso di surriscaldamento delle economie e di forti pressioni al rialzo sui prezzi al consumo (non solamente temporanee come stimato dai membri del FOMC), gli istituti centrali potrebbero decidere di cambiare le strategie monetarie, iniziando il processo di tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di titoli governativi.

Consigliamo di prestare quindi particolare attenzione alla pubblicazione delle cifre macroeconomiche su inflazione (negli Stati Uniti indice PCE core e indice CPI, in Europa indice CPI).

Il Ftse Mib ha fallito per ora l'attacco ai top dell'anno, superati solo leggermente e per poco tempo. Quali i possibili scenari?

Lo scenario grafico per il Ftse Mib rimane rialzista sia nel breve che nel medio periodo. I prezzi potrebbero nuovamente raggiungere i massimi annuali.

Crediamo che per dare ancora più slancio al trend positivo servirà il superamento della resistenza in area 25.200, condizione che permetterebbe ai corsi dell’indice di risalire verso i livelli di febbraio 2020 ovvero quota 25.500.

Tali prospettive grafiche rimangono valide fino a che i prezzi rimangono al di sopra del supporto a 24mila punti.

Stellantis sta aggiornando i top di sempre, mentre Ferrari sta risalendo la china dai recenti minimi. Come valuta questi due titoli?

Valuto molto positivamente questi due titoli.
Stellantis ha superato la resistenza in area 15,45 euro, migliorando il proprio quadro tecnico.

I prezzi sono saliti sopra i 16 euro e sembrano intenzionati a raggiungere i prossimi obiettivi ambiziosi a 17,50 euro (proiezione dell’ampiezza della fascia orizzontale che aveva contenuto l’andamento dei corsi di Stellantis negli ultimi 3 mesi).

Segnali negativi per Stellantis giungeranno solamente con il cedimento dei 15,45 euro.

Ferrari ha una impostazione tecnica peggiore rispetto a Stellantis. Tuttavia anche su Ferrari siamo moderatamente positivi.

Riteniamo che se i prezzi del gruppo dovessero superare quota 175 euro, esisterebbero molte possibilità di realizzazione di un nuovo segmento rialzista con obiettivi long ipotizzabili a 183 euro, picchi di maggio.

Tali prospettive incomincerebbero a vacillare per Ferrari con la rottura del sostegno a 169 euro.

L'euro-dollaro è tornato un po' indietro dopo i recenti allunghi: si aspetta nuovi arretramenti nel breve?

L’euro-dollaro è arretrato ma mantiene ancora una tendenza rialzista di medio periodo.

Dai minimi del 31 marzo in area 1,17 la coppia valutaria ha registrato un aumento di oltre 500 pips fino a un massimo a 1,2266 per poi scendere recentemente a 1,2185.

La principale ragione del trend rialzista è stata la forte debolezza del dollaro sui mercati valutari.
Il Dollar Index, che misura la forza del biglietto verde rispetto alle principali valute internazionali, ha mostrato dal 31 marzo una flessione del 4% da 93,50 a 89,50 punti.

Il dollaro è stato appesantito dalle affermazioni dei membri del FOMC, la commissione operativa della Federal Reserve, che hanno allentato le tensioni su una possibile crescita strutturale dell’inflazione.

Crediamo che la FED manterrà un atteggiamento legato ai dati macro e le prossime cifre sull’inflazione saranno indispensabili per capire le mosse future della banca centrale statunitense.

Già venerdì la pubblicazione dell’indice PCE core sarà particolarmente interessante perché è il principale indicatore che utilizza la FED come misura d’inflazione.

Un dato ben superiore alle aspettative dell’indice PCE core potrebbe alimentare nuovamente i timori degli investitori sulle pressioni inflazionistiche provocando un rafforzamento notevole del dollaro.

In caso di indice PCE core vicino alle attese o al di sotto potremmo assistere a un ulteriore rafforzamento della moneta unica sul biglietto verde.

Da un punto di vista grafico sarà fondamentale la tenuta dei supporti in area 1,2150 e 1,2160.
L’eventuale breakout ribassista di tale strategico sostegno cambierebbe le prospettive grafiche.