Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Andrea Sabatini, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L'euro-dollaro ha mostrato un andamento altalenante nelle ultime giornate: quali i possibili scenari nel breve?

Dopo la risalita da 1,17, l’EUR-USD si è ritrovato a consolidare nuovamente, lateralizzandosi prima tra 1,215 e 1,225 e successivamente tra 1,21 e 1,22.

Dal punto di vista tecnico le medie mobili si sono avvicinate tra loro, manifestando l’indecisione degli investitori, che attendono la pubblicazione di nuovi dati macroeconomici.

Il grafico attualmente mostra un evidente “testa e spalle rovesciato”: una rottura decisa della neckline individuata a 1,225, potrebbe confermare un nuovo apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, con probabile target rialzista circa 3 figure più in alto, a 1,25.

I trader attendono fiduciosi i prossimi sviluppi della FED e l’incontro della BCE di oggi pomeriggio, che potrebbe confermare le politiche accomodanti già anticipate nei precedenti meeting.

Se così fosse, potremmo assistere ad un ulteriore ribasso dell’EUR-USD, con primo supporto a 1,20 e target ribassista in prossimità dei minimi toccati nel mese di marzo 2021 a 1,17.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta tornando indietro dopo aver segnato nuovi massimi dell'anno: c'è spazio per ulteriori rialzi?

Per quanto riguarda l’indice Ftse Mib, nelle ultime sessioni abbiamo assistito ad una rottura decisa della soglia psicologica posta a 25.500 punti, con primo massimo a 25.920 punti e possibile target rialzista individuato in area 26.000.

Il piano di recupero promosso dal governo Draghi e la campagna vaccinale ormai avviata a pieno regime, rappresentano al momento, il volano principale delle contrattazioni, influendo positivamente sul sentiment diffuso, ampiamente ottimista.

Al momento però l’incertezza legata allo sblocco dei capitali europei, contribuisce a calmierare l’euforia di fondo, in attesa di dichiarazioni certe. Ursula Von Der Leyen, ha recentemente preannunciato il potenziale via libera rispetto ad alcuni dei PNRR (Piani Nazionali di Recupero e Resilienza), dando manforte alle ipotesi di ulteriori rialzi.

Rimane però ancora un’incognita sul “destino” del blocco dei licenziamenti, al momento ancora attivo, ma senza previsioni rilevanti di breve periodo su un’eventuale proroga o data di scadenza effettiva.

Gli investitori devono dunque osservare con cautela i prossimi sviluppi in tal senso, che potrebbero influire negativamente sulle quotazioni dell’indice riavvicinandolo alle medie mobili a 200 e 100 giorni ora a 21.500 punti.

Stellantis tocca nuovi massimi storici, mentre Telecom Italia sta accattando i top di periodo: cosa può dirci di questi due titoli?

Il gruppo Stellantis, nato a cavallo tra il 2019 e il 2020, dalla fusione di Fiat Chrysler e la francese PSA, è riuscito agilmente a superare la crisi post pandemica, aggiudicandosi il sesto posto nella classifica dei produttori di autoveicoli su scala globale.

Il titolo, quotato a 11 euro per azione prima di febbraio 2020, ha registrato una riduzione prossima al 50% nel mese di marzo dello stesso anno, attestandosi a 5,30, influenzato negativamente dalle misure di lock-down e dal pessimismo diffuso sui mercati a causa della pandemia.

Da marzo 2021 in avanti però, i dati di produzione e vendita via via sempre più confortanti, hanno innescato un rally senza precedenti, portando Stellantis sui massimi assoluti fino a 17,47 euro per azione.

Le prospettive rosee, connesse con il probabile lancio sul mercato di 39 veicoli elettrici entro la fine del 2021, pongono ancora una volta le odds a favore del titolo e di suoi futuri apprezzamenti.

Attenzione però: l’upgrade tecnologico e la “conversione” full electric di parte della gamma produttiva, posizionerà Stellantis in diretta competizione con Tesla, leader indiscusso nella produzione di macchine elettriche.

Diverse invece le sorti del gruppo Telecom Italia, in evidente difficoltà da tempo, ancora prima del periodo pandemico, nonostante gli incentivi e gli aiuti dello Stato.

Dopo aver raggiunto il minimo a 0,2852 euro ad ottobre 2020, il titolo ha registrato una parziale ripresa riportandosi a 0,45 euro, supportato in parte dalle operazioni di sostegno al settore delle telecomunicazioni e artificiosamente dalle operazioni di speculazione degli investitori.

Le previsioni non suggeriscono ulteriori rialzi, bensì un consolidamento della lateralità attualmente in corso.
Solo radicali cambiamenti nell’infrastruttura, impensabili nel breve periodo, e l’accesso a capitali europei, potrebbero ribaltare le sorti dell’azienda.

Ci sono dei temi particolari a cui consiglia di guardare a livello intermarket in questa fase?

Le forze inflazionistiche a livello globale continuano a supportare il mercato delle commodities. Indiscusso protagonista è ancora una volta l’oro, che ha consolidato il rally precedente portandosi sopra i 1.900 dollari con una variazione del 14% in soli due mesi.

Lo scenario di ripresa globale ha innescato un fisiologico aumento dei prezzi anche per il resto delle commodities trainanti: il petrolio, infatti, dopo l’evidente deprezzamento nei mesi di marzo-aprile 2020, si è riportato a 69 dollari al barile, in prossimità della resistenza psicologica dei 70 dollari, che si appresta ora a rompere con decisione come previsto e già anticipato dai nostri analisti ai lettori di Trend-Online.

Qualora alcuni paesi come il Canada e gli Stati Uniti iniziassero a “chiudere i rubinetti” frenando l’immissione di liquidità a sostegno dell’economia e aumentando i tassi di interesse, potremmo prepararci ad uno shock in grado di causare una divergenza tra i trend dei mercati europei e di oltreoceano.

Con l’euro zavorrato dai piani di acquisto di titoli a sostegno dei paesi europei, il dollaro tornerebbe in breve tempo a guadagnare terreno influendo a ribasso sui futuri movimenti del cambio EURUSD. Solo gli sviluppi delle rispettive politiche monetaria espansive potranno fornire nuovi spunti agli investitori per anticipare consapevolmente le reazioni dei mercati.

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