Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib ha perso terreno all'indomani della Fed. Quali le attese per le prossime sedute?

Il movimento del Ftse Mib è oscillatorio ed è configurato da una delle più classiche figure di analisi tecnica che è quella del triangolo.

Analizzando i dati dall'inizio di giugno a oggi, è possibile definire la formazione di un triangolo che ha delimitato i movimenti del Ftse Mib e che sta giungendo alla fine.

Questo vuol dire che siamo prossimi a un movimento direzionale che formalmente dovrebbe manifestarsi nel corso delle giornate a venire.

A differenza di altri indici, specie se confrontato con quelli americani, il Ftse Mib sta mostrando una certa forza relativa.

E' charo che per avere indicazioni di positività un po' più consistenti bisognerà attendere il superamento della resistenza in area 22.900.

Superato questo livello, lo scenario per il Ftse Mib diventerà positivo, ma come già detto in altre occasioni, in questi mesi è difficile poi attendersi un forte movimento direzionale.

Sarà più probabile che continueremo ad assistere a spinte che si contrappongono nel giro di pochi giorni.

Unicredit ieri ha spiccato il volo sul Ftse Mib, mentre è stato decisamente più cauto Intesa Sanpaolo. Qual è la sua view su questi due titoli?

La tenuta del Ftse Mib di cui parlavamo prima, è da ricondurre principalmente al settore bancario che sta beneficiando dei movimenti della BCE e in generale delle banche centrali.

I rialzi dei tassi hanno effetti positivi sui bilanci delle banche e tra queste Unicredit si è sempre confermata tra le più reattive all'interno del panorama italiano.

Abbiamo avuto un'indicazione operativa al superamento dei 10,3 euro, verificatosi nella prima decade di settembre e il movimento sta continuando.

L'area degli 11 euro rappresentava una resistenza particolarmente significativa e ieri è stata violata in maniera platica, quindi nulla vita che Unicredit si proietti verso i successivi target a 12/12,5 euro.

Più cauta Intesa Sanpaolo che vive dei movimenti oscillatori, legati principalmente al fatto che la guidance indicata dalla società nonè comparabile con quella di Unicredit.

Da questo punto di vista gli investitori si attendono di più da Unicredit in termini di performance economiche.
Intesa Sanpaolo è comunque all'interno di un canale rialzista che si è delineato da inizio agosto, con massimi e minimi crescenti, anche se non in maniera decisa come accaduto per Unicredit.

Operativamente il titolo è all'interno del range tra 1,75 e 1,95 euro ed è chiaro che il superamento di quest'ultimo livello aprirebbe spazi interessanti di crescita, con proiezioni a 2,15/2,2 euro.

Fattori di preoccupazione si avrebbero solo al cedimento di 1,7 euro, ma al momento l'impostazione di Intesa Sanpaolo è neutro-positiva.

Come valuta i recenti movimenti di Stellantis e Ferrari?

Stellantis è chiaramente più cauto e soprattutto nelle ultime settimane ha risentito di una fase di storno dai massimi relativi in area 15 euro.

Si sta delineando un range di oscillazione tra 12,7 e 14 euro e fino a quando Stellantis rimarrà all'interno di questo intervallo, sarà con un outlook neutrale.

Bisognerà attendere la rottura al rialzo o al ribasso di uno dei due livelli citati prima, affinchè si possa delineare un'impostazione direzionale.

Al momento non c'è spazio per operatività, se non in ottica intraday, approfittando quindi di movimenti rapidissimi perchè il range è molto contenuto.   

Per Ferrari il discorso è tendenzialmente similare. Lo storno è stato meno impetuoso, ma anche in questo caso si è creato un rang di oscillazione tra 189 e 200 euro.

Bisognerà attendere indicazioni direzionali, perchè gli indicatori algoritmici sono neutrali, anche se in ottica intraday siamo in un canale ribassista di breve termine, con una valenza temporale di un paio di giorni.