Di seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

I mercati azionari restano preda di una forte volatilità, alternando ribassi anche pesanti a recuperi altrettanto vivaci. Quali le attese nel breve?

È tutto legato ai mercati Usa. Le tensioni attuali sono strettamente collegate alla stretta monetaria della Fed che si farà sentire maggiormente da giugno in poi.

I mercati stanno anticipando tale effetto, tuttavia vi sono delle forze contrastanti.

La prima è data dai buoni dividendi elargiti a maggio da molte aziende. La seconda è rappresentata dalle trimestrali che, soprattutto negli USA, sono mediamente positive.

La terza forza in ballo è costituita dai Bond in dollari che rendono ancora troppo poco, se commisurati all’inflazione, per essere una forte alternativa all’azionario.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a risalire in direzione di quota 24.000 punti. C'è spazio per ulteriori recuperi nel breve?

A livello ciclico per tutti i principali indici sarebbe “idoneo” un minimo da cui avere un rimbalzo; ricordo che le strutture cicliche sono solo probabilistiche.

Come scritto sopra il tutto deve partire dagli Usa, dove la lotta tra forze rialziste e ribassiste sembra far prevalere queste ultime.

Se perlomeno l’S&P500 non avrà ulteriori discese, penso che il Ftse Mib potrebbe recuperare area 24.000, anche per la fase dei dividendi che verranno staccati a maggio.

Unicredit sta mostrando più forza di Intesa Sanpaolo da alcune sedute. Cosa può dirci di questi due titoli?

I titoli bancari sono in chiara difficoltà, soprattutto perché in Europa aleggia lo spettro di un forte rallentamento economico ed anche lo spread in crescita non aiuta questi titoli.

Difficile fare ipotesi su base grafica in una fase in cui sembrano tornare a pesare i fondamentali dell’economia dopo oltre 2 anni di assenza.

Direi che se il Ftse Mib riuscisse a rimbalzare, Intesa Sanpaolo potrebbe anch’esso rimbalzare verso 2,1 euro, mentre Unicredit potrebbe recuperare area 10,3 euro.

Come valuta i recenti movimenti di Stellantis e Ferrari e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Difficilissimo in questa fase fare ipotesi. Ferrari sembra avere intrapreso una fase di forza relativa discendente rispetto all’indice Ftse Mib e non offre spunti.

Stellantis è anch’esso in decisa difficoltà ed una discesa sotto 12 euro aprirebbe lo spazio a più profonde correzioni.

Ci sono dei titoli che più di altri consiglierebbe in questa fase di mercato. Ci può fare qualche nome?

In questa fase è più difficile del solito selezionare titoli con buone prospettive.

Chiaramente vi sono titoli difensivi legati alle utilities come A2A, Hera, Snam Terna, i quali hanno una forza ben superiore al mercato.
Quello che tecnicamente mi piace di più è A2A.

Che cosa ci dice l’analisi di Sentiment legata alla Volatilità Implicita?

La Volatilità Implicita sul mercato Usa (Vix) rimane elevata; pertanto è evidente una tensione sostenuta.
Tuttavia altri indicatori ci dicono che negli Usa non vi sono forti timori di decisi ribassi.

In Europa la Volatilità Implicita sull’Eurostoxx (Vstoxx) sta avendo movimenti più contenuti; ciò conferma che le tensioni attuali hanno principalmente provenienza dagli Usa.