Ftse Mib può salire ancora. Buy Unicredit o Intesa?

Il Ftse ha ricevuto nelle ultime ore delle indicazioni che sembra favoriscano una maggiore probabilità di rialzo. La view di Gerardo Murano.

ftse mib rialzo

Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chip.

Il Ftse Mib ieri ha allungato il passo in direzione di area 29.000. Ritiene ancora possibili sviluppi positivi nel breve?

Dal punto di vista operativo, il Ftse Mib in termini di momentum è long, quindi è un asset che nel breve è nel portafoglio di molti investitori.

Questo perché i minimi precedenti raggiunti a metà agosto non sono mai stati rotti al ribasso e al momento c’è un andamento neutrale che proprio nelle ultime ore sembra di poter risolvere una sorta di enigma.

Eravamo al 50 e 50 e adesso le indicazioni delle ultime ore favoriscono una maggiore probabilità di rialzo, quindi nel breve, in ottica intraday, lo scenario è diventato neutro-positivo.

Ftse Mib: maggiori probabilità di rialzo

Per il Ftse Mib il test importante è quello dei 29.000 punti che in questo momento si conferma come elemento di resistenza rilevante, al superamento della quale si dovrà fare i conti con la barriera dei 29.500/30.000 punti, che nei mesi precedenti si è rivelata ostica.

Motivi di eccezionale interesse non ce ne sono e questo è uno dei periodi in cui la neutralità fa da padrona, quindi si naviga a vista e per questo motivo conviene adottare operazioni con un orizzonte temporale abbastanza ristretto.

Con un orizzonte di medio periodo, c’è da dire che il Ftse Mib non è mai uscito dai portafogli, perché la tendenza degli ultimi 8-9 mesi è ancora al rialzo e si conferma positiva.

Unicredit e Intesa Sanpaolo sotto la lente

Come valuta l’attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit in questo momento sta mostrando un’accelerazione e va detto che è tra i titoli bancari che avevano subìto una fase di storno più significativa nell’ultimo mese.

Questa accelerazione potrebbe indicare un ribilanciamento del titolo verso asset come Intesa Sanpaolo che ceduto meno nell’ultimo mese in termini percentuali.

Tecnicamente, per Unicredit si può parlare di una fase di rimbalzo all’interno di un movimento discendente di breve termine che ha come target l’area dei 22 euro prima e del massimo relativo a 22,8 euro in seguito.

La discesa sotto i 20 euro diventa pericolosa, ma in questo momento è possibile sfruttare l’accelerazione, tenendo presente che non siamo ancora in un contesto particolarmente positivo.

Intesa Sanpaolo, a differenza di Unicredit, si era mostrato un po’ più resiliente negli ultimi giorni, tant’è vero che ha fornito segnali di ingresso validi.

Il recupero del titolo necessità di conferme, quindi la positività si avrebbe al di sopra dei 2,54 euro.

Al ribasso occhio alla tenuta dei 2,35 euro, sotto cui Intesa Sanpaolo potrebbe scendere verso i 2,2 euro.

L’analisi di STM e Telecom Italia

STM ha mostrato un andamento debole di recente, mentre non si può dire altrettanto di Telecom Italia. Qual è la sua view su entrambi?

Telecom Italia, come ho sempre detto nel corso dei precedenti incontri, non è uno dei titoli che consiglio all’investitore retail, perché ha una serie di sbalzi molto rapidi che seguono flussi di notizie che appartengono ai soliti ben informati.

Operativamente, è il superamento di quota 0,33 euro, massimo degli ultimi 18 mesi, ad avere una valenza significativa, tale da essere monitorata.

A chi stesse valutando nuove opzioni di ingresso, consiglierei di attendere il superamento di 0,33 euro, con target a 0,44/0,45 euro.

STM è in un andamento ribassista dopo aver messo a segno buone performance. Le indicazioni algoritmiche sul titolo non sono entusiasmanti, quindi per chi volesse acquistarlo, il suggerimento è di operare su segnali di forza, attendendo il superamento di 42 euro.