Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Il Ftse Mib è tornato sui massimi dell’anno che al momento restano inviolati. La svolta è dietro l’angolo?

Rimaniamo sempre della idea che il nostro indice dovrà andare prima, a breve-medio termine verso i 24.500/24.600 punti, con punte intraday anche fino i supporti di area 24.200/24.300.

L'idea è che il Ftse Mib possa lasciare sul terreno anche un buon 10% circa, per scaricare, se non altro, l'enorme, per noi ingiustificato, ipercomprato di lungo termine.

Non è da escludere a medio termine, e cioè entro il prossimo inverno, un ulteriore sgretolamento in un range compreso fra 22.500/22.600 e 22.800/22.900 punti.

Da qui si potrà riprendere e ritornare, su quelle che saranno poi le nuove resistenze dei 24.200/24.300 punti, vecchi supporti appunto.

Il consiglio è di non mettersi long e di non comprare attualmente alcun titolo, ma attendere quantomeno il raggiungimento a breve-medio termine dei 24.200/24.300 punti, raccogliendo leggermente titoli come Stellantis, Intesa Sanpaolo, ENI e Telecom Italia nella versione risparmio.

Come valuta l’attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Decisamente vendere Unicredit ed iniziare ad accumulare, così come indicato precedentemente, i titoli elencati.

Unicredit rimane pur sempre un predatore anche dopo lo stop alle trattative con il MEF per una potenziale acquisizione di Banca Monte Paschi.

Ora si potrebbe entrare in un risiko più ampio, che potrebbe comprendere  Banco BPM e BPER Banca.
Questi ultimi due titoli sono da tenere d' occhio, ma su livelli meno tirati, seguendo quanto indicato per il Ftse Mib, segnalando anche Credem e Banca Popolare di Sondrio tra i titoli da monitorare.

Outsider potrebbe essere a questo punto Banca Carige, come già segnalato lo scorso lunedì ai nostri abbonati.

Telecom Italia resta schiacciato sui minimi di periodo, mentre STM sta provando a ripartire verso i massimi. Qual è la sua view su questi due titoli?

Con la crisi delle materie prime e dei microprocessori, soprattutto quelli cinesi ed orientali in genere, che potrà terminare non prima del 2023, consigliamo di alleggerire in gran parte/vendere STM.

Altra stock penny da accumulare/acquistare è invece Telecom Italia nella versioni risparmio, che ingloba, ai prezzi attuali, un corposo dividendo ripetitivo e come da statuto, con un rendimento che ormai viaggia intorno all'8%.

L’euro-dollaro si sta riportando in area 1,16. Quali i possibili sviluppi nel breve?

Come da copione, al momento il dollaro contro euro, non riesce più a rafforzarsi sotto 1,1520, da noi segnalati, ed ha formato un mini range tra 1,1550 e 1,1650, influenzato dalle difese delle Banche centrali, dalle ricoperture degli shortisti e dai primi long degli stop&reverse dei più audaci ed esperti professionisti del Forex.

Di conseguenza alla prima, contenuta debolezza del dollaro, ancora positivi il petrolio e l'oro( sopra 1800), e sopratutto l'argento, passato dai 21,20 agli attuali quasi 25 dollari!

Da qui dovrebbe continuare il processo di indebolimento del dollaro contro euro, finanche al raggiungimento degli 1,2350, peraltro già testati negli ultimi 12 mesi.

Facilitando di converso il raggiungimento di medio termine del Petrolio poco sotto i 100 dollari, target già segnalato ad inizio estate.