Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha recuperato terreno, chiudendo la settimana poco sopra i 24.000 punti. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

Il Ftse Mib cade nell’intraday sotto i supporti mensili delle medie a 24 e soprattutto 200 periodi, per poi risorgere come l’araba fenice e chiudere, per il momento, ben sopra.

Dall'indice arriva quindi un primo segno di ottimismo, anche se la strada dal semplice rimbalzo all’inversione rialzista è ancora lunga e passa per le numerose resistenze in agguato.

Nel breve, sopra il massimo dello scorso venerdì a 24.048 punti, il Ftse Mib avrà da affrontare la coppia giornaliera delle medie a 24 e a 50 periodi in zona 24.110 punti circa, al cui superamento potremo assistere ad una estensione positiva dei corsi.

Già a 24.246 punti abbiamo una fondamentale resistenza settimanale con la medi a 12 periodi, sopra la quale una più estesa gamba rialzista è possibile.

In tal caso gli obiettivi saranno la chiusura del gap down daily a 24.805 punti e oltre i 25mila, in chiave attualmente ottimistica, via libera per la media a 100 periodi a 25.473 punti e la zona che fa da spartiacque tra rimbalzo e inversione con le medie settimanali e mensili ad attirare futuri venditori, tra 25560 e 25648 circa.

Viceversa, la perdita della media a 12 periodi giornaliera a 23.730 punti provocherà un ritorno della pioggia ribassista, con supporti tra 23.600-23.200 e 22.830-22.760 punti.

La perdita di questi livelli avrà come nefasto risvolto il ritorno del Ftse Mib sui minimi dell’anno, con approcci intermedi intorno a 22.464-21.886 punti e poi il baratro verso 21.200-21.060 punti.

Come valuta il recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit dopo un buon trend positivo post crollo pandemico, sulla falsa rottura di un prezzo intero, è stato vittima di un crollo bellico di circa il 50%, con recente doppio minimo e presente tentativo di rimbalzo/inversione.

Infatti, negli ultimi mesi il titolo ha dato vita a un buon rialzo, con la rottura dei 15 euro poco sotto i 16 euro, seguito da un veloce e improvviso capitombolo, con duplice minimo crescente poco sotto gli 8 euro e attuale risalita in zona 9,80-9,61 euro circa.

Sopra 9,84 euro per Unicredit si può pensare ad una novella spinta rialzista, con supporti a 9,38 e 9,16 euro e resistenze a 10,51 e 11,03 euro.

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Intesa Sanpaolo aveva effettuato un rialzo verticale, sfiorando una quota di prezzo intero, per poi crollare pesantemente, con recente ripresa, ostacolata da una importante resistenza giornaliera, in presente situazione di incertezza.

In concreto dopo un forte rialzo percentualmente molto interessante, Intesa Sanpaolo ha formato un top poco sotto 3 euro, con un veloce trend di inversione ribassista e, sulla tenuta di 1,68 euro, sta rimbalzando sotto la media a 50 periodi giornaliera in zona 1,98-1,92 euro circa.

Un nuovo impulso rialzista sarà confermato per Intesa Sanpaolo solo sopra 1,99 euro, con supporti a 1,89-1,84 euro e prossime resistenze a 2,138 e 2,252 euro.

STM ha vissuto una settimana brillante, ma non si può dire altrettanto per Telecom Italia. Qual è la sua view su questi due titoli?

STM si trovava in un ottimo trend rialzista di medio periodo, ossia di quasi due anni, per poi, dopo un doppio massimo decrescente, iniziare il recente movimento correttivo di breve, seguito dal presente rimbalzo verso una importante resistrenza giornaliera.

In concreto, dopo il duplice top a 46,33-43,60 euro, è capitata una correzione verticale “bellica” con falsa rottura dei 32 euro, ripresa respinta dai 42 euro, ritorno negativo poco sopra i 33 euro e attuale rimbalzo sotto la media a 100 daily a 37,90 euro circa.

Sopra 39,10 euro ci sarà per STM una ulteriore salita dei corsi, con supporti a 37,10 e 36,10 euro e resistenze a 42,10-44,10 euro.

Telecom Italia dopo il mega gap up e rialzo causati dall’annuncio di Opa, ha intrapreso la strada del ribasso, accelerato dagli eventi bellici in un vero crollo, con presenti tentativi di ripresa, ostacolati dalle resistenze giornaliere.

Infatti, dopo il balzo da 0,35 a 0,45 euro circa e il massimo di periodo poco sotto 0,51 euro, Telecom Italia ha inaspettatamente innestato la retromarcia, correndo verso un burrone che ha sfiorato addirittura quota 0,22 euro, con rimbalzi respinti dalla media a 50 periodi daily a 0,36 verso 0,2520 euro e ora dalla media a 24 periodi daily poco sopra gli 0,28 euro.

Possibile un nuovo impulso rialzista per Telecom Italia sopra 0,2940 euro, con supporti a 0,2792 e 0,2720 euro e resistenze a 0,3158-0,3322 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Monitorare con attenzione: BUZZI UNICEM, DIASORIN, NEXI, RECORDATI, UNIPOL al rialzo e AZIMUT, CAMPARI, ENEL, SNAM, STELLANTIS al ribasso.