Ottima performance in borsa per Unicredit. Il titolo sale sui massimi da quasi un mese ed è tra i migliori del FTSE Mib. L'attenzione sulle azioni della banca guidata dal neo amministratore delegato Andrea Orcel sta crescendo in vista del consiglio di amministrazione di mercoledì prossimo 5 maggio. Il board esaminerà e approverà la prima trimestrale del 2021. I risultati saranno comunicati il giorno successivo e presentati in conference call.

Periodo di trimestrali per il FTSE Mib. Mercoledì tocca a Unicredit: il consensus degli analisti

Si tratterà della prima trimestrale di Orcel, anche se, essendo stato nominato a.d. il 15 aprile, nella sostanza i risultati sono da attribuire alla precedente gestione di Unicredit, ovvero quella di Jean Pierre Mustier. Come al solito la reazione del titolo dopo la pubblicazione dei dati sarà determinata dal confronto degli stessi con quelli attesi dagli analisti: il cosiddetto consensus.

Unicredit pubblica sul suo sito una elaborazione con media e mediana delle stime dei vari analisti che seguono regolarmente il titolo, un'abitudine che facilita molto gli investitori ma che purtroppo non tutte le società adottano. In base al consensus possiamo anticipare che le attese sono per una trimestrale con risultati in calo da punto di vista operativo, ma nettamente migliore se guardiamo i profitti, rispetto a quella del primo trimestre 2020.

I ricavi totali sono attesi a 4,29 miliardi di euro circa contro i 4,38 dell'anno scorso. Andrà leggermente meglio sul versante dei costi operativi, previsti a 2,45-2,46 miliardi da 2,49. La minore incidenza dei costi non permetterà di recuperare la flessione a livello ricavi e pertanto il margine operativo netto è atteso in calo a 1,83 miliardi circa da 1,89. 

Il quadro cambia diametralmente passando ai profitti netti: il consensus li vede a 396 milioni di euro dal rosso pari a 2,7 miliardi di un anno fa, quando il risultato netto venne pesantemente penalizzato da costi di integrazione per 1,3 miliardi (accordo sindacale su piano Team 23) e da perdite su investimenti (Yapi Kredi) per complessivi 1,7 miliardi.

Da segnalare anche le svalutazioni su crediti che si attestarono a 1,26 miliardi, contro i 620-630 milioni previsti nel primo trimestre 2021. Buone indicazioni anche a livello di solidità patrimoniale: il CET1 è atteso al 15,20% circa contro il 13,44% a fine marzo 2020.

Unicredit: le prospettive in borsa di una delle regine del FTSE Mib

L'analisi del grafico di Unicredit mette in evidenza il movimento laterale compreso tra 6,00 e 9,50 euro circa in cui il titolo oscilla da inizio marzo 2020. A metà del mese scorso le quotazioni avevano tentato di rompere l'assedio ma furono ricacciate indietro. L'eventuale superamento di 8,80-8,85 creerebbe le premesse per un nuovo tentativo. In caso di successo, ovvero con una stabilizzazione sopra 9,50, si aprirebbero scenari molto interessanti con la possibilità di assistere a estensioni verso 11,20-11,30 almeno e, in ottica di medio-lungo periodo, al ritorno sui livelli pre-Covid a ridosso dei 14,50. Discese sotto 7,95-8,00 anticiperebbero invece un test di 7,30-7,40, supporti decisivi per scongiurare approfondimenti verso area 6.

(Simone Ferradini)