Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha fallito l'attacco ad area 25.000, violata solo nell'intraday. C'è il rischio di tornare indietro o si può ancora salire?

Rimango ancora dell'idea che il mercato stia distribuendo e che la salita cui stiamo assistendo di recente sia di volatilità.

Ci sono vari elementi che confermano questa ipotesi: il primo è che nonostante i nuovi massimi di periodo del Ftse Mib, gli indicatori di momentum non si sono aggiornati al rialzo e il secondo è che il future sull'indice si è riportato sotto i 24.710 punti, livello che prima era una resistenza e ora supporto.

Per poter andare al rialzo sarà necessario che il future sul Ftse Mib superi i 25.000 punti segnati ieri, oltre cui si potranno andare a segnare nuovi top di periodo, con prima fermata in area 25.200.

Il rischio è che con la chiusura sotto i 24.700 punti, il future sul Ftse Mib possa tornare a 24.100 punti, doppio supporto sia statico che dinamico e da lì si dovrebbe andare a determinare la tendenza dei prossimi giorni. 

Non sono molto ottimista su Piazza Affari, dove a mio avviso i rialzi cui stiamo assistendo sono dovuti alla distribuzione in corso, ma soprattutto all'imminente stacco dei dividendi, con conseguente ricopertura dei portafogli da parte degli istituzionali. 

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Dax e dell'S&P500? Quali le sue attese nel breve?

Per il Dax segnaliamo un po' la stessa situazione indicata prima per il Ftse Mib, con la rottura della resistenza a 15.530 punti e un probabile ritorno ora verso il supporto a 15.175 punti.

Al rialzo solo sopra i 15.530 punti con obiettivo a 15.730 punti, mentre sotto i 15.170 punti il Dax scivolerà verso i 15.015 punti.

L'S&P500 si trova sotto una tripla resistenza a 4.175 punti e solo sopra questa soglia si tornerà sui massimi storici a 4.245 punti, oltre cui si guarderà ai 4.295 punti.

Sotto il supporto a 4.135 punti, l'S&P500 scenderà verso i 4.025 punti prima e in seguito verso i 3.965 punti.

Unicredit ieri è salito, mentre si è mostrato debole Intesa Sanpaolo. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit è salito sopra la resistenza ciclica a 10,25 euro, ma anche in questo caso non ci sono grandi volumi che danno ancora una buona prospettiva di rialzo.

Il titolo ha chiuso l'ultimo gap di marzo 2020, ma non è andato oltre, lateralizzando per tutto il periodo, a differenza di altri titoli che hanno chiuso tutti i gap del Covid.

Solo sopra i 10,35 euro Unicredit potrà allungare verso i 10,87 euro prima e in seguito fino agli 11,6 euro.
Un ritorno sotto il supporto di 9,8 euro farà accelerare il titolo verso gli 8,6 euro prima e in seguito verso i 7,95 euro, oltre cui si guarderà ad ara 7,4 euro.

Intesa Sanpaolo ha mostrato forza e al pari del Ftse Mib ha tentato nuovi allunghi al rialzo.
Il titolo è sulla resistenza che è anche parente del primo gap del Covid che però non riesce a superare.

Sopra i massimi di ieri e quindi sopra la resistenza a 2,45 euro, Intesa Sanpaolo potrebbe chiudere il gap a 2,5 euro.
In caso contrario avremo ancora debolezza, con possibili discese verso i 2,35 e i 2,3 euro, senza escludere ribassi fino ad area 2,2 euro.

ENI sta provando a riportarsi in area 10,5 euro, mentre Saipem è tornato sopra quota 2 euro. Come valuta questi due titoli?

ENI deve fare i conti ora con la resistenza a 10,6 euro, il cui superamento porterebbe a 11 euro prima e in seguito a 11,85 euro.

Gli indicatori di momentum non si sono aggiornati, ma ENI è meglio impostato rispetto ad altri titoli, segnale che forse gli altri saranno costretti ad indietreggiare un po', visto che ENI è un titolo di copertura di eventuali ribassi di volatilità.

Il livello psicologico al ribasso è a quota 10 euro, sotto cui ENI diventerà negativo e ancor più sotto i 9,65 euro, con possibili ripiegamenti fino a 8,5 euro prima e a 8,2 euro in seguito.

Saipem sta tentando un recupero dal supporto ciclico di 1,88 euro, ma la resistenza a 2,1 euro costringe a rimanere per ora con il fiato sospeso.

Solo sopra i 2,2 euro il titolo potrà allungare verso i 2,33 euro, mentre negatività si avrà sotto 1,99 euro, con il rischio di affondi fino ad area 1,58 euro.

Telecom Italia è sceso ieri dopo due sedute in rialzo: cosa può dirci di questo titolo?

Telecom Italia si mantiene sopra un importante supporto, quale quello a 0,43 euro, ma per diventare rialzisti bisognerà superare area 0,45 euro, con prima proiezione a 0,48 euro e successiva a 0,5 euro, zona di resistenza forte dove il titolo purtroppo è stato abbandonato.