Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib da alcune giornate si sta muovendo tra i 24.000 e i 24.500 punti: qual è la sua view nel breve?

In realtà è sempre più evidente che l'area dei 23.700 è il supporto per il Ftse Mib che sopra la soglia appena indicata vive una fase di trading range.

C'è una pericolosa figura con gli ultimi massimi decrescenti e se l'indice dovesse violare al ribasso i 23.700 punti, si delineerebbe un testa spalle ribassista.

Sarebbe anche una figura credibile, ma fino a quando area 23.700 reggerà non ci sarà da preoccuparsi per il Ftse Mib. Con la tenuta di questa soglia non sono da escludere nuovi rialzi, anche perchè il mercato ha i suoi temi.

C'è da dire che l'S&P500 è il più robusto di tutti i listini, ma tra quelli forti troviamo anche l'Eurostoxx, mentre il Nasdaq e il Dax sono più deboli al momento.

Quanto al Ftse Mib, i prossimi target al rialzo sono i precedenti massimi in sequenza.

Da segnalare che ormai sono tre i massimi decrescenti e la sequenza dovrebbe essere interrotta a partire dai 24.315 punti, cui si affiancano i due top a 24.580 e a 24.700 punti.

E' chiaro che questi sono i tre target in sequenza per il Ftse Mib che una volta superati potrà puntare ai 25.500 punti, ossia ai massimi del 2020 da cui si è tornati indietro da un giorno all'altro per via del Covid.

ENI, Saipem e Tenaris sono stati colpiti tutti dalle vendite dopo i conti trimestrali, seppur in misura diversa. Cosa può dirci di questi tre titoli?

Saipem è quello che ha il grafico più brutto dei tre, visto che ha rotto i supporto di breve, tentando anche una reazione che è stata però respinta.

Sul titolo c'è anche un testa spalle ribassista importante e credo che potremo parlare di movimento che rientra solo se superassimo i 2,08 euro prima e poi 2,2 euro, ma ce ne vuole, anche perchè Saipem è venuto giù anche con volumi abbastanza interessanti.

Per ENI è emblematico il movimento odierno, con un'apertura sotto il supporto a 10/9,9 euro, seguita da un minimo a 9,62 euro da cui è partita una forte reazione.

Questo è emblematico del fatto che c'è un po' di nervosismo sul mercato, perchè tutti iniziano adesso ad avere timore che possa esserci un ribasso in arrivo.

Nel caso di ENI valutere un ingresso se le quotazioni dovessero ritornare nel range esplorato fino alla scorsa settimana, ma starei in ogni caso attento.

Tenaris dei tre temi oil è quello con il grafico più lineare, ha segnato quattro massimi decrescenti in sequenza, quindi è in trend discendente.

Con la seduta di venerdì il titolo si è avvicinato all'area degli 8,4 euro dove c'è un supporto e da lì ha reagito un po'.
Tenaris in ogni caso, al pari di Saipem, non mi ispira in questo momento, mentre ENI in questo momento è quello più robusto e si vede.

Ciò a dispetto del fatto che in realtà il prezzo del petrolio tiene stabilmente il suo valore e questo ci dice forse che l'oro nero mantiene questi livelli soprattutto perchè c'è l'azione dell'Opec+, quindi si tratta più di un effetto indotto che reale.

Tra Unicredit e Intesa Sanpaolo quale sceglierebbe in questo momento?

Non dubbi sul fatto che sceglierei Intesa Sanpaolo, perchè anche guardando il grafico ti accorgi che mostra una forza relativa importante anche in un momento poco vivace per il Ftse Mib.

Il titolo si è riportato nella parte alta del trading range di consolidamento che sta facendo, mentre Unicredit è ancora alle prese con un recupero.

Intesa Sanpaolo è sicuramente la migliore banca pre-trimestrali, segnalando che sopra i 2,35 euro si apre uno scenario interessante, con il titolo che si muoverà in territori inesplorati dall'era Covid.

Il primo target sarebbe in area 2,39/2,4 euro, oltre cui si potrà guardare a 2,61 euro, ma vista la trimestrale alle porte credo che convenga aspettare questa prima di agire.

Unicredit ha invece tutto un altro aspetto: alle prese con la resistenza a 8,67 euro, dovrebbe riuscire a superare prima lo scoglio dei 9 euro e poi quello dei 9,5 euro.