Di seguito riportiamo l'intervista a Walid Koudmani, Chief Market Analyst di XTB, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Cosa può dirci in merito al recente andamento dei mercati azionari e quali i possibili scenari nel breve?

Stiamo vedendo una ripresa dei mercati azionari dopo le ultime decisioni delle banche centrali, con i principali benchmark europei ai livelli visti all’inizio di giugno.

Il sentiment degli investitori sta migliorando dopo alcuni dati macro che sono risultati superiori alle aspettative e che hanno ridotto leggermente le aspettative di un aumento aggressivo dei tassi.

Allo stesso tempo, permangono i rischi di recessione nei prossimi mesi a causa della potenziale crisi energetica in arrivo, che potrebbe avere un impatto generale sulle industrie e sui consumatori.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha trovato un ostacolo in area 22.800. Si aspetta ulteriori sviluppi positivi nel breve?

Dopo un impressionante movimento di ripresa, il Ftse Mib ha trovato una resistenza importante intorno alla zona dei 22.800 punti che coincide con un precedente supporto e dove si è verificato il crollo ad inizio giugno.

Una simile formazione può anche essere trovata su altri indici globali e potrebbe richiedere un impulso notevole per superare questa zona.

Resta comunque possibile una continuazione del movimento al rialzo, ma dipenderà molto dalle condizioni economiche che si presenteranno e dall'atteggiamento della BCE, che ha finalmente iniziato il suo percorso di aumenti dei tassi e normalizzazione della politica monetaria e fiscale.

D'altronde non si può escludere una ripresa del movimento ribassista se l’indice non dovesse riuscire a superare questa zona di resistenza.

Dopo la diffusione dei conti trimestrali, consiglierebbe di puntare più su Unicredit o su Intesa Sanpaolo?

Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno entrambe molto potenziale di crescita, dato che si trovano a oltre il 60% dai massimi raggiunti all'inizio di quest'anno. Sebbene la ripresa sembri essere iniziata, i grafici di entrambi i bancari mostrano situazioni tecniche simili, nelle quali i titoli si stanno confrontando con zone di resistenza importanti.

E' difficile stabilire un chiaro vincitore tra i due, dato che molti degli stessi fattori hanno un impatto su di loro e la prospettiva di una recessione, in aggiunta a una politica monetaria e fiscale più restrittiva dalla BCE, potrebbe influenzare gli umori e l'interesse degli investitori.

L'euro-dollaro continua a gravitare intorno all'area di 1,03. Ci sono le condizioni per nuovi recuperi?

Continuiamo a vedere un'oscillazione della coppia di valute principale nella zona in cui il cross si è riposizionato dopo il calo che ha portato alla parità per la prima volta in 20 anni.

Tuttavia è possibile che le cose stiano per cambiare, dato che la Fed potrebbe iniziare a modificare leggermente tono a fronte di dati macroeconomici superiori alle aspettative.

La BCE ha appena iniziato il suo ciclo di rialzi e a meno che non avvenga qualcosa di veramente inaspettato, dovrebbe continuare sulla sua traiettoria e sostenere la valuta comune allo stesso tempo.

Questa disparità tra le banche centrali è uno dei fattori principali che potrebbe impattare il valore e di conseguenza portare a una ripresa almeno per qualche tempo.

Tuttavia, resta possibile una mossa aggressiva da parte della Fed che potrebbe aumentare ulteriormente la pressione sulla coppia e sostenere un dollaro già molto forte.