Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib è sceso a mettere sotto pressione l'area dei 26.500 che è stata però difesa in chiusura di settimana. Quali le attese per le prossime sedute?

Il Ftse Mib ha rimbalzato da quota 26.400 punti, testata e messa sotto pressione venerdì nell'intraday.

Se l'indice dovesse violare area 26.400 continuerà a scendere verso i 26.000 punti, bucati i quali l'attenzione andrà rivolta ai minimi del 30 novembre in area 25.500.

Il rimbalzo dai minimi di area 26.400 dovrà essere seguito da una rottura dei top a 26.680 punti, oltre cui il Ftse Mib punterà in primis ai 27.000 punti.

Al di sopra di tale soglia l'indice punterà ai massimi del 7 dicembre a 27.170  punti e sarà questa la resistenza da violare per poter pensare ad un ritorno verso i massimi dell'anno in area 27.800/28.000.

La mia view è al momento costruttiva e confido in un recupero del Ftse Mib, ma occhio a Wall Street che sta cedendo un po' troppo terreno e potrebbe zavorrare le Borse europee.

Queste ultime hanno delle zone di supporto che potrebbero contenere i ribassi, ma se gli indici USA dovessero accelerare al discesa, inevitabilmente anche i listini europei caleranno, motivo per cui è bene avere una certa cautela perchè dei rischi ci sono anche per il Ftse Mib.

Venerdì scorso Unicredit è salito in controtendenza, mentre Intesa Sanpaolo è stato il peggiore bancario. Qual è la sua view su entrambi?  

Unicredit è ripartito al rialzo e ha violato gli 11,8 euro, resistenza che ha permesso di approdare prima sui massimi dell'11 ottobre a 12,16 euro e poi di andare oltre.

Il supporto è ora a 12,8 euro, mentre al rialzo il primo ostacolo è dato dai massimi del 15 dicembre in area 13,62 euro.

Oltre questo livello Unicredit potrà recuperare interamente le perdite causate dal Covid, tornando così sui 14,45/14,5 euro, top pre-pandemia.

Occhio al supporto a 12,8 euro, sotto cui il titolo scenderà verso i 12,2 euro prima e i 12 euro in seguito.

Intesa Sanpaolo ha tentato di chiudere il gap del 26 novembre, fallendo però nel suo intento, e ora il focus è sul supporto a 2,16 euro.

Perso questo livello si guarderà ai minimi del 30 novembre a 2,08 euro, mentre su tenuta dei 2,16 euro Intesa Sanpaolo potrebbe recuperare verso i 2,26 in prima battuta.

Al di sopra del livello appena indicato il titolo punterà ai 2,3235 euro prima e in seguito fino ai 2,46 euro.

Come valuta l'attuale impostazione di Azimut e Finecobank e quali strategie ci può suggerire per entrambi?  

Azimut non ha recuperato nulla delle perdite di novembre, ma sta lavorando su un supporto abbastanza interessante a 23,67 euro, sotto cui però si scenderà a quota 23 euro.

Al rialzo segnalo il massimo del 16 dicembre a 24,36 euro, oltre cui Azimut punterà ai 24,8 euro prima e in seguito ai 25,45 euro.

FinecoBank ha vissuto una seduta pesante in chiusura di settimana e ha violato i minimi del 2 dicembre, mettendo sotto pressione anche quelli del 10 settembre.

Non entrerei long sul titolo se non dopo la violazione al rialzo dei 16 euro, mentre in caso di prosecuzione del ribasso farei attenzione al primo supporto a 14,8 euro e al successivo a 14,4 euro.