Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari stanno mostrando ancora qualche incertezza anche dopo il meeting della BCE. C'è il rischio di qualche scivolone?

Non al momento. C’era tanta attesa tra gli investitori per la riunione del Consiglio Direttivo della BCE, con forti timori che Christine Lagarde potesse avvicinarsi alle posizioni dei banchieri “falchi” del Nord Europa.

Il Governing Council ha, invece, deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, annunciando una “moderata” riduzione degli acquisti legati al piano Pepp (ovvero il programma degli acquisti di titoli governativi legati alla pandemia).

La Lagarde ha specificato che la diminuzione degli acquisti sarà solamente una ricalibrazione del programma e non un processo di tapering, confermando la dotazione del Pepp a 1.850 miliardi e durata almeno fino a fine marzo 2022.

Christine Lagarde ha infatti sostenuto che la riduzione del ritmo degli acquisti è in linea con il recupero dell’economia dell’eurozona, le cui previsioni di crescita per il 2021 sono state aumentate al 5% dal precedente 4,6% previsto nel mese di giugno.

Non preoccupano al momento le pressioni inflazionistiche causate secondo gli esperti della BCE da fattori del tutto temporanei.

Ora l’attenzione degli investitori è rivolta al prossimo meeting della Federal Reserve che si terrà il 21-22 settembre.

Se il presidente della FED Jerome Powell dovesse annunciare l’avvio del processo di tapering potremmo assistere a importanti tensioni sugli indici azionari. Confermiamo quindi la nostra view rialzista per gli indici per le prossime settimane, almeno fino alla riunione del FOMC, la commissione operativa della Federal Reserve.

Il Ftse Mib ha fallito il tentativo di avvicinamento dei recenti massimi di periodo. Quali i possibili scenari ora?

Crediamo che esistano ancora possibilità per il Ftse Mib di riavvicinarsi ai massimi di periodo, sia da un punto di vista fondamentale che tecnico.

Da un punto di vista fondamentale il miglioramento della ripresa economica in Italia e il prolungamento delle strategie monetarie accomodanti da parte della BCE potrebbero sostenere il rally dell’equity italiano.

Da un punto di vista tecnico sarà fondamentale che i prezzi dell’indice Ftse Mib possano mantenersi al di sopra del supporto a 25.192 punti, picco del 5 aprile. L’eventuale superamento della resistenza a 26.300 punti potrebbe creare i presupposti per un allungo in direzione dei 26.685 punti, massimi dal 2008.

Discorso diverso in caso di cedimento dei 25.192 punti, preludio a un possibile ribasso verso i 24mila punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo offrono spunti interessanti in questa fase? Quali strategie ci può suggerire?

Entrambi i bancari da lei indicati hanno una impostazione tecnica positiva.

Per Unicredit una perentoria vittoria della resistenza in area 11 euro getterà le basi per la realizzazione di un ulteriore segmento rialzista, con obiettivi long ipotizzabili a 11,50 e 12 euro.

Discorso diverso, invece, in caso di cedimento del supporto a 10 euro, minimo del 20 agosto, preludio a un possibile calo verso 9,50 e 9 euro.

Il quadro tecnico di Intesa Sanpaolo è leggermente peggiore rispetto a quello di Unicredit, anche se al momento nel medio/breve periodo rimangono attive le prospettive grafiche rialziste.

Per allentare le recenti tensioni i prezzi di Intesa Sanpaolo dovranno superare le resistenze a 2,42 euro (area di transito del limite superiore del triangolo che ha contenuto i corsi nelle ultime settimane) e 2,44 euro (picco del primo settembre), condizione che riattiverebbe la spinta rialzista del trend di fondo, proiettando i prezzi verso target long ipotizzabili a 2,46 e 2,49 euro.

Segnali negativi per Intesa Sanpaolo giungeranno invece con il break-out ribassista di 2,30 euro.