i seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari registrano tensioni ribassiste complici i timori sull'inflazione. Questi cali sono occasioni buy o solo l'inizio di una correzione più ampia?

Crediamo che nelle prossime settimane assisteremo a una forte incertezza sui mercati e ad un robusto ritorno della volatilità, sulla scia della pubblicazione delle cifre macroeconomiche statunitensi sull’inflazione e sul lavoro.

Possibili quindi forti movimenti verso il basso in caso di aumento delle pressioni inflazionistiche e miglioramento dei fondamentali sul mondo del lavoro statunitense.

La Federal Reserve valuterà con attenzione le prossime cifre macroeconomiche: inflazione misurata dal CPI core index e dal PCE core index, creazione di posti di lavoro e livello del tasso di partecipazione alla forza lavoro.

Al momento la FED stima l’aumento dei prezzi al consumo solamente di carattere temporaneo e ha intenzione di prolungare la politica monetaria ultra-accomodante il più possibile, almeno fino a che le variabili macro sul lavoro siano vicine ai livelli pre-pandemici (febbraio 2020).

Lo scenario di medio/breve rimane rialzista per i mercati azionari. Le aspettative rialziste potrebbero essere modificate solamente se la FED annuncerà nel meeting di giugno (15-16) un cambio di rotta nelle strategie monetarie, con l’inizio di una riduzione degli stimoli (processo di tapering).

A Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene per ora sopra quota 24.000: quali le attese nel breve?

Da un punto di vista tecnico la tenuta del supporto in area 23.920 di Ftse Mib sarà fondamentale per mantenere il quadro tecnico positivo di breve.

L’eventuale superamento della resistenza situata a 24.800 punti, massimi di metà aprile e maggio, getterebbe le basi per un’ascesa in direzione dei prossimi obiettivi ipotizzabili a 25.178 punti.

Discorso ben diverso, invece, in caso di un break-out ribassista del supporto a 23.920 punti, preludio a una possibile flessione verso i prossimi sostegni a 22.700 punti.

Come valuta l'attuale impostazione di Intesa Sanpaolo e Intesa Unicredit e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Intesa Sanpaolo rimane tra i nostri titoli preferiti nel settore bancario italiano, sia per fattori fondamentali (ottimi ratio patrimoniali, efficiente gestione del management, progetti ambiziosi ma realizzabili) sia per questioni tecniche.

Il grafico di Intesa Sanpaolo dai bottom di fine ottobre 2020 è una lunga ascesa che ha incontrato pochi ostacoli.

Il titolo è risalito in settimana quasi fino a 2,40 euro, mettendo nel mirino il prossimo obiettivo di medio/breve periodo a 2,50 euro e coprendo il gap down apertosi lunedì 24 febbraio 2020, un giorno ricordato da molti come l’inizio della pandemia coronavirus in Italia.

Solamente un breakout ribassista del supporto a 2,20 euro potrebbe far vacillare le aspettative rialziste.

Unicredit nelle ultime settimane ha mostrato un’accelerazione rialzista significativa che ha migliorato il quadro tecnico del titolo.

Conferme rialziste sopra 10,25 euro per obiettivi a 11,13 euro, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa evidenziata dai top dello scorso anno.

L'euro-dollaro ha frenato dai top delle ultime sedute: c'è ancora spazio al rialzo dai livelli attuali?

Da un punto di vista grafico l’euro-dollaro è ancora impostato al rialzo almeno fino al mantenimento al di sopra del supporto in area 1,1985.

Le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti potrebbero cambiare lo scenario di medio/breve.

Tuttavia fino a che non avremo concreti segnali ribassisti manteniamo le aspettative di crescita. Conferme sopra 1,2124 per target a 1,2175.